Ci sono momenti nella storia della tecnologia in cui qualcosa smette di essere fantascienza e diventa realtà. La rete elettrica, il controllo del traffico aereo, internet mobile: tecnologie che a un certo punto hanno smesso di essere “novità” per diventare parte integrante del funzionamento del mondo.

Il Campionato Mondiale di Calcio FIFA 2026, che si svolge tra Stati Uniti, Canada e Messico per la prima volta su tre nazioni (che possiamo dire che non vanno d’amore e d’accordo), rappresenta uno di questi momenti di transizione, per l’intelligenza artificiale e per la gestione industriale dei dati.

E non si tratta di un torneo con qualche gadget tecnologico al seguito. Ma di un incredibile sforzo tecnologico.
Mettiamo giù un po’ di numeri: 104 partite, 48 nazionali, 16 stadi, oltre 17.000 dispositivi connessi, 6 miliardi di spettatori potenziali e 7 milioni di persone da gestire fisicamente sugli spalti.