
Tutti parlano di intelligenza artificiale, ma pochi hanno capito che il vero gioco non si gioca sugli algoritmi, bensì sui metri quadri di cemento e sugli scaffali pieni di chip che divoreranno energia come un buco nero. Morgan Stanley ha appena messo nero su bianco numeri che fanno tremare i polsi persino ai più spavaldi venture capitalist: 2,9 trilioni di dollari in spese per data center entro il 2028. Ripetiamolo con calma, perché la cifra merita di essere gustata come un buon whisky: 1,6 trilioni in hardware, 1,3 trilioni in mattoni, cavi e raffreddamento. Se non vi basta, nel 2028 il fabbisogno annuo supererà i 900 miliardi di dollari, quasi quanto l’intero capex previsto quest’anno per tutte le società dell’S&P 500. È come se l’AI si stesse divorando Wall Street, un pezzo alla volta.
