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Jony Ive, la rivoluzione della tecnologia felice e umana

Jony Ive ha deciso di rompere il silenzio e di scuotere il mondo tech con un giudizio tagliente: smartphone e tablet ci hanno intrappolati in un rapporto scomodo con la tecnologia. Parole pronunciate al DevDay 2025 di OpenAI, davanti a Sam Altman, che non hanno nulla di diplomatico.

“Quando ho detto che abbiamo un rapporto scomodo con la nostra tecnologia, intendo che questa è la più oscena sottovalutazione”,

ha dichiarato Ive, senza giri di parole, facendo capire che l’era dei dispositivi che dominano la nostra vita quotidiana ha creato ansia, disconnessione e una sorta di alienazione tecnologica.

La promessa e la realtà: un ponte ambizioso OpenAI presenta AgentKit come la svolta che trasforma agenti costruiti in laboratorio in agenti pronti per la produzione

In demo, Christina Huang avrebbe assemblato un agente funzionante in 8 minuti (non ho trovato conferma indipendente con timestamp, ma la narrativa equivalente emerge nelle presentazioni ufficiali). Se fosse vero, è una prestazione notevole: segna il passaggio da “proof of concept” a “infrastruttura sistemica”.

Ma dietro la demo c’è un’ipoteca tecnica pesante: non sono i minuti che contano, è la robustezza nel mondo reale latenza, fallimenti, edge case, politiche di sicurezza che definisce il successo operativo.

OpenAI Devday 2025: il laboratorio che vorrebbe essere un ecosistema

OpenAI ha trasformato la sua conferenza annuale in una vetrina che non si accontenta più di mostrare modelli: vuole orchestrare un intero flusso di valore attorno a ChatGPT, con app integrate, una versione di Codex pensata per scrivere codice come un apprendista iperattivo, e Sora 2 che promette di mettere il cinema in una API. Questo non è un aggiornamento minore; è la dichiarazione di intenti di un’azienda che vuole essere piattaforma, editore e marketplace contemporaneamente.

La novità più visibile è la capacità di eseguire app dentro ChatGPT. ChatBot che diventa shell per strumenti terzi non è un capriccio estetico: è la trasformazione di un’interfaccia conversazionale in un ambiente operazionale dove si passa dal chiedere al fare con pochi comandi. Il live demo con Canva che genera poster e poi un pitch deck, e con Zillow che mostra una mappa interattiva di case in vendita a Pittsburgh, non erano esercizi di stile ma prove di fattibilità per un ecosistema che includerà Booking.com, Coursera, Figma, Spotify, e altri nomi noti nelle prime integrazioni. Gli sviluppatori possono accedere all’SDK in anteprima, mentre la directory delle app e le linee guida sulla monetizzazione arriveranno a breve. Questo cambia la scommessa di OpenAI: da modello come prodotto a modello come piattaforma di servizi.

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