Per anni parlare di intelligenza artificiale sui mass media ha significato, quasi automaticamente, parlare di Stati Uniti: i grandi laboratori, i modelli di frontiera, i capitali della Silicon Valley.

Oggi questo modo di raccontare forse è diventato più stretto della realtà.
La competizione si è spostata su un terreno molto più concreto e molto più geografico, quello delle infrastrutture fisiche che rendono possibile l’AI: le fabbriche che producono i semiconduttori e i data center che forniscono la potenza di calcolo. E su questo terreno stanno entrando in gioco nuovi protagonisti.

Il segnale più netto arriva dalla Corea del Sud. Andate a rileggere l’articolo La Corea del Sud Scommette sull’IA, dove viene raccontato come la Corea del Sud ha annunciato un piano capace di mobilitare investimenti pubblici e privati per oltre 1.170 miliardi di euro, con l’obiettivo dichiarato di diventare uno dei primi hub mondiali dell’intelligenza artificiale.