Mentre gli italiani discutevano del caldo record di fine aprile e delle ultime partire di campionato, un gruppo di hacker legati allo Stato cinese ha probabilmente passato due settimane a curiosare con comodo nei sistemi di una delle società più intrecciate con la pubblica amministrazione del Paese. Non è fantascienza, è cronaca di queste ore. Il gruppo responsabile, secondo fonti concordanti e report di cybersecurity occidentali, risponde al nome di Salt Typhoon, nome in codice di un’Advanced Persistent Threat (APT) di origine cinese già noto per campagne di spionaggio ad alto livello, soprattutto contro reti di telecomunicazioni americane.