Bruxelles ha un problema molto concreto: prima ancora dei modelli linguistici, dei supercomputer e dei nuovi laboratori di ricerca, serve elettricità.

La questione è arrivata sul tavolo dell’Eurogruppo in una settimana segnata dal ritorno delle tensioni sul fronte energetico. Il possibile rischio di un nuovo blocco dello Stretto di Hormuz ha riportato l’attenzione sulle forniture di gas e petrolio, facendo muovere prezzi e mercati già nelle prime ore successive alle notizie. Per l’Europa, che da anni cerca di ridurre la propria dipendenza energetica, il promemoria è arrivato nella forma meno elegante possibile: una nuova scossa ai listini.