L’intelligenza artificiale ama presentarsi come la star del momento. Sale sul palco, risponde alle domande, genera immagini, scrive codice, promette rivoluzioni industriali e ogni tanto pure emotive. Poi però, appena si spengono i riflettori, torna una verità molto meno glamour: senza infrastrutture di rete, l’AI resta poco più di un esercizio teorico con ottime pubbliche relazioni.
È il cuore della riflessione proposta da Tommaso Melodia, William Lincoln Smith Chair Professor alla Northeastern University di Boston. Il messaggio è semplice quanto scomodo: l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e quella delle reti di comunicazione sono ormai inseparabili. Nessuna delle due può correre davvero senza l’altra.