La sovranità tecnologica non passa più soltanto da brevetti, startup o algoritmi. Passa, molto più concretamente, da edifici pieni di server, chilometri di fibra ottica e quantità di energia che farebbero impallidire una piccola città. I data center, spesso invisibili al grande pubblico, sono diventati il vero terreno su cui si gioca l’autonomia strategica europea.
D’alta parte, il controllo della capacità computazionale rappresenta oggi un fattore geopolitico comparabile alle infrastrutture energetiche del Novecento. Una definizione che può sembrare enfatica, ma che diventa piuttosto realistica quando si guardano i numeri.