Tag: Sovranità digitale europea

Data center e sovranità tecnologica: l’Europa scopre che il cloud non è solo una nuvola

La sovranità tecnologica non passa più soltanto da brevetti, startup o algoritmi. Passa, molto più concretamente, da edifici pieni di server, chilometri di fibra ottica e quantità di energia che farebbero impallidire una piccola città. I data center, spesso invisibili al grande pubblico, sono diventati il vero terreno su cui si gioca l’autonomia strategica europea.

D’alta parte, il controllo della capacità computazionale rappresenta oggi un fattore geopolitico comparabile alle infrastrutture energetiche del Novecento. Una definizione che può sembrare enfatica, ma che diventa piuttosto realistica quando si guardano i numeri.

Sovranità digitale, l’Europa prende tempo ma alza la posta: il piano su cloud, chip e IA slitta ad aprile

Sovranità digitale è la parola che nel 2026 risuona nei corridoi di Bruxelles con la stessa frequenza con cui qualche anno fa si pronunciava transizione verde. Il concetto è semplice da enunciare e molto meno da realizzare: controllare infrastrutture, dati e tecnologie strategiche in un mondo dominato da piattaforme statunitensi e hardware asiatico.

Leonardo e Indra uniscono le forze nella cyber defence. L’Europa prova a blindare il suo cyberspazio

Nel grande Risiko della difesa europea non si muovono solo carri armati e caccia di sesta generazione. A volte le mosse decisive passano per stringhe di codice, data center e centri operativi che non dormono mai. È in questo scenario che si inserisce il Memorandum of Understanding firmato a Roma tra Leonardo e Indra, due dei principali attori industriali europei nel settore della difesa e della tecnologia. L’accordo punta a rafforzare la cooperazione nella cyber defence con un obiettivo dichiarato piuttosto ambizioso: espandere la presenza internazionale in Europa, nella Nato e in altri mercati ad alto potenziale. Roma e Madrid quindi non vogliono limitarsi a difendere le proprie reti, ma aspirano a giocare un ruolo da protagonisti nella costruzione di un’architettura digitale europea più autonoma e meno dipendente da tecnologie extra continentali.

Sovranità digitale, la nuova frontiera. L’Europa dibatte e il Regno Unito accelera con la Sovereign Platform di BT

In tutta Europa la sovranità digitale è diventata il nuovo terreno di confronto politico, tecnologico e industriale. Non è più una discussione da convegno, né un’espressione di moda. È il tentativo concreto dei Paesi di recuperare il controllo su infrastrutture, dati e piattaforme che oggi determinano tanto la competitività economica quanto la sicurezza nazionale. Ed è interessante notare come, mentre l’Unione europea spinge verso cloud sovrani, regole condivise e data space settoriali, il Regno Unito stia tracciando una strada tutta sua, con un pragmatismo tipicamente britannico e una certa ambizione strategica.

Sovranità digitale europea: tra teatro e realtà

Microsoft ci ha appena dato una lezione magistrale di finzione tecnologica. Il suo nuovo servizio cloud “solo UE” promette la luna: dati europei custoditi in centri dati europei, personale locale a monitorare ogni accesso, tutto sotto un tappeto di log e monitoraggio costante. Sulla carta, perfetto. Nella realtà, un bluff gigantesco. Durante un’audizione al Senato francese sul tema della sovranità digitale, Anton Carniaux, direttore degli affari pubblici e legali di Microsoft Francia, ha dichiarato sotto giuramento ciò che tutti sospettavano: non può garantire che i dati dei cittadini francesi siano al sicuro dall’accesso del governo statunitense. Letale per il mito del cloud sovrano. La cruda verità è questa: anche con data center in Europa e personale europeo, la piattaforma resta soggetta alla legge americana.

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