Nei sotterranei umidi del Pentagono, dove l’aria sapeva di caffè stantio e di cablaggi surriscaldati, un fascicolo atterrò sulla scrivania di Peter Guillam – un nome che evocava echi di vecchie operazioni britanniche, ma che qui, in questo labirinto americano, identificava solo un analista senior della CIA con troppi anni alle spalle e u certo numero di rimpianti nel cassetto. Guillam non era un eroe da film. Era un uomo grigio, con occhiali appannati e una cravatta che pendeva come una resa, eppure specializzato in quelle minacce ibride che non facevano rumore ma erodevano le fondamenta della nazione. Quel giorno, il dossier proveniva da un canale inaspettato: una segnalazione dal Chief Security Officer della principale azienda di e-commerce del Paese, un ex militare con occhi che avevano visto troppi campi di battaglia digitali.
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Il mondo della cybersecurity è nuovamente in allerta: FamousSparrow, gruppo APT (Advanced Persistent Threat) allineato alla Cina, ha ripreso le proprie attività di cyberspionaggio, colpendo organizzazioni negli Stati Uniti, in Messico e in Honduras. Dopo un’apparente inattività di due anni, i ricercatori di ESET hanno scoperto nuove varianti della backdoor SparrowDoor e l’impiego, per la prima volta, del malware ShadowPad.