Tether, il più grande emittente di stablecoin al mondo, sembra voler giocare la partita più ambiziosa della sua storia. Secondo Bloomberg, la società starebbe discutendo con investitori privati per raccogliere tra i 15 e i 20 miliardi di dollari, offrendo una quota di appena il 3 per cento. Tradotto in valutazioni, stiamo parlando di circa 500 miliardi di dollari, piazzando Tether nello stesso pantheon di OpenAI e SpaceX. Cifre da capogiro, che fanno girare la testa e che rischiano di far sembrare qualsiasi startup tech precedente come un club di provincia.
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Nel 2025, parlare di blockchain layer 1 non significa più discutere di sperimentazioni marginali o startup coraggiose che provano a reinventare il denaro. La realtà è molto più intrigante e, oserei dire, spietata. Google, Tether, Circle, Ripple e Stripe hanno iniziato a tracciare rotte autonome che puntano direttamente al cuore del sistema finanziario globale. Non si tratta di piccole mosse tattiche, ma di strategie di dominio. L’ecosistema blockchain si sta frammentando in strade parallele, ciascuna con le proprie regole, token nativi e infrastrutture di pagamento. Per chi osserva dall’esterno, può sembrare caos, ma dietro ogni mossa c’è una logica chirurgica che mira a ridefinire la finanza digitale come la conosciamo.