Se cercate uno scrittore di fantascienza che guardi all’intelligenza artificiale senza stracciarsi le vesti né evocare Terminator a ogni paragrafo, Liu Cixin è l’uomo giusto. In un’intervista rilasciata al South China Morning Post, lo scrittore cinese più influente del nostro tempo fa qualcosa di sorprendentemente raro: ragiona sul futuro dell’umanità e dell’AI senza panico morale, ma anche senza ingenuità. Il risultato è una visione che oscilla tra il cosmico e il pragmatico, con una serenità che, detta oggi, suona quasi provocatoria.