Per quanto possa sembrare paradossale, il vino italiano, simbolo eterno di tradizione e terroir, ha scoperto il fascino del silicio. Secondo il primo censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole realizzato dal Polo Agricoltura Digitale di Coldiretti Next e presentato al Vinitaly 2026, quasi una cantina su tre ha già investito in robotica, intelligenza artificiale, blockchain e 5G. Non si tratta di un vezzo tech: è una scelta strategica per contenere costi, aumentare precisione e sostenibilità in un settore che resta tra i pilastri dell’export Made in Italy. E la sorpresa non finisce qui: il 55% delle aziende vitivinicole guarda con interesse concreto all’Agricoltura 5.0, pronta a integrare ancora di più dati, automazione e connettività.