Quando nel 2018 Spectre fece il suo debutto, il mondo scoprì che persino i processori più avanzati avevano fondamenta fragili. Le CPU che dovevano essere i guardiani dell’efficienza erano in realtà porte socchiuse attraverso cui chiunque, con un po’ di ingegno, poteva infilarsi a rubare informazioni sensibili. Da allora ci siamo raccontati la favola che il problema fosse stato risolto con patch, microcode e aggiornamenti kernel. Poi è arrivata VMSCAPE, la nuova creatura sfornata dai laboratori della ETH di Zurigo, che ci ricorda con brutalità quanto fragile resti il cuore digitale su cui si regge l’intera economia del cloud.