C’è un nuovo partecipante nella chat di WhatsApp e questa volta non manda sticker né vocali lunghi tre minuti ma un provvedimento ufficiale con carta intestata dell’Antitrust italiana che chiede a Meta di fare un passo indietro sull’intelligenza artificiale integrata nella sua app di messaggistica più popolare. La storia inizia a marzo 2025 quando WhatsApp inizia ad accogliere i suoi utenti con un invito gentile ma piuttosto insistente, “Chiedi a Meta AI” accompagnato da un cerchio blu che sembra dire tranquilli ci penso io. Da quel momento l’assistente virtuale di casa Meta diventa parte dell’esperienza quotidiana di milioni di italiani trasformando la chat in un luogo dove oltre a scrivere ai nostri contatti possiamo anche interrogare un chatbot proprietario.