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Paper. L’effetto mosaico. Come l’AI ricostruisce il know-how delle imprese e ridisegna i confini della sovranità industriale

Nel 2023 Samsung scoprì uno dei paradossi destinati ad accompagnare la diffusione dell’intelligenza artificiale nelle imprese. Alcuni dipendenti della divisione semiconduttori avevano utilizzato ChatGPT per lavorare meglio: correggere codice, analizzare informazioni tecniche, sintetizzare una riunione. Nessuno stava cercando di sottrarre informazioni all’azienda. Eppure, proprio nel tentativo di rendere più efficiente il proprio lavoro, avevano cominciato a trasferire all’esterno frammenti del patrimonio informativo dell’organizzazione.

È da questo episodio che prende le mosse “L’effetto mosaico. Come l’intelligenza artificiale ricostruisce il know-how delle imprese e ridisegna i confini della sovranità industriale”, il nuovo Paper di Rivista.AI che conclude la serie dedicata alla Sovranità Tecnologica, realizzato con il contributo di Franco Bernabè, presidente di TechVisory e tra gli osservatori più autorevoli della trasformazione tecnologica e industriale italiana.

“La fabbrica invisibile”: il nuovo Paper di Rivista.AI su sovranità e Made in Italy nell’era dell’AI

Dopo il cloud, i chip, i modelli, i dati e la capacità industriale, la questione della sovranità tecnologica si sposta su un terreno meno evidente: chi decide ciò che le macchine vedono del nostro sistema produttivo?

È la domanda da cui nasce “La fabbrica invisibile”, il quinto Paper della serie sulla Sovranità Tecnologica con cui Rivista.AI sta analizzando le implicazioni industriali, economiche e geopolitiche dell’intelligenza artificiale per l’Italia.

Paper. Dal modello alla fabbrica: perché la sovranità tecnologica è la sfida decisiva per l’industria italiana

L’intelligenza artificiale non è più soltanto una questione di algoritmi. Dati industriali, infrastrutture, cloud e procurement pubblico stanno diventando elementi centrali della competitività italiana.

Mentre il dibattito sull’intelligenza artificiale si concentra sui grandi modelli linguistici, sulle startup miliardarie e sulla competizione tra Stati Uniti e Cina e l’attenzione pubblica resta puntata su ChatGPT e sui modelli di frontiera, si sta giocando una partita molto più profonda che riguarda direttamente il futuro dell’industria europea.

È da questa consapevolezza che nasce “Dal modello alla fabbrica: perché la sovranità tecnologica è la vera posta in gioco per l’industria italiana”, il nuovo Paper di ricerca realizzato da Rivista.AI in collaborazione con TechVisory.

Paper. La sovranità tecnologica europea nell’era dell’intelligenza artificiale. Una proposta operativa

Quali sono le dipendenze strutturali che condizionano il vecchio continente? Come non ripetere gli errori fatti in passato con la telefonia mobile? È a partire da queste domande che si inserisce il nuovo report di Rivista.AI, realizzato in collaborazione con TechVisory, “La sovranità tecnologica europea nell’era dell’intelligenza artificiale”, un’analisi che vuole essere anche una proposta operativa per una politica industriale europea nel settore dell’AI.

Paper. Competitività digitale dell’Unione Europea

Per anni, quando Bruxelles parlava di tecnologia, il verbo preferito era regolare. GDPR, AI Act, Digital Markets Act, Digital Services Act: strumenti necessari, alcuni molto efficaci nel costringere le piattaforme globali a rispettare standard più elevati. Ma tutti fondamentalmente reattivi, costruiti attorno alla domanda di come limitare o disciplinare ciò che altri avevano costruito.

Il 3 giugno 2026 qualcosa è cambiato. La Commissione europea ha presentato il Pacchetto sulla Sovranità Tecnologica COM(2026) 503: due proposte legislative, una strategia sull’open source, una roadmap per l’energia e l’idea, ancora embrionale, di un fondo sovrano europeo. Per la prima volta il verbo dominante non è regolare, ma costruire.

È da questo cambio di paradigma che parte il nuovo paper di Rivista.AI, realizzato in collaborazione con TechVisory, con la prefazione di Franco Bernabè, Presidente di TechVisory, uno dei più autorevoli osservatori della trasformazione digitale europea.

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