Confronting and Overcoming the Risks of Powerful AI
L’adolescenza dell’intelligenza artificiale e l’ipocrisia della prudenza calcolata
L’umanità sta per ricevere un potere quasi inimmaginabile. La frase non è mia, ed è bene chiarirlo subito, perché suona come una di quelle aperture solenni che di solito precedono una vendita aggressiva di consulenza o un piano industriale con troppe slide. È invece l’incipit concettuale di Dario Amodei, CEO di Anthropic, nel suo lungo saggio sull’adolescenza della tecnologia, un testo monumentale che prova a mettere ordine nel caos narrativo che circonda l’intelligenza artificiale avanzata. Il punto di partenza è serio, persino nobile. Non sappiamo se i nostri sistemi sociali, politici ed economici siano maturi abbastanza per gestire ciò che stiamo costruendo. Detto da uno che quei sistemi li sta letteralmente progettando, il messaggio pesa.
Il saggio di Amodei è lungo, denso, a tratti ossessivo. Circa diciannovemila parole dedicate a spiegare perché l’intelligenza artificiale avanzata non è solo una tecnologia potente, ma una forza potenzialmente destabilizzante su scala storica. Superintelligenza fuori controllo, uso malevolo da parte di attori statali e non statali, concentrazione estrema di potere economico, automazione distruttiva del lavoro cognitivo, autoritarismo digitale reso efficiente da modelli predittivi sempre più accurati. Non è fantascienza. È una lista di rischi plausibili, presentati con il linguaggio di chi ha accesso diretto ai laboratori e non solo ai comunicati stampa.
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