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Droni, AI e infrastrutture critiche: la scommessa di Algebris su Dronus vale più di 4 milioni

Nel grande racconto della transizione tecnologica ed energetica, i droni stanno lentamente smettendo di essere gadget futuristici per diventare strumenti industriali a tutti gli effetti. E quando un fondo come Algebris Investments decide di investire, difficilmente si tratta di una semplice intuizione. Attraverso il suo veicolo dedicato Algebris Climatech, la società ha puntato 4 milioni di euro su Dronus, PMI innovativa che si muove in un segmento tanto specifico quanto strategico: i droni automatici per uso industriale. Un investimento che, al di là della cifra, racconta molto di come sta evolvendo il rapporto tra intelligenza artificiale, infrastrutture e sostenibilità.

Minacce cyber, AI e geopolitica ridisegnano il rischio digitale: le previsioni di security per il 2026

Il 2026 si profila come un anno di forte pressione sul fronte della cybersecurity, segnato da una convergenza strutturale tra tensioni geopolitiche, trasformazione tecnologica e attività criminali. Le previsioni delineano uno scenario in cui attori statali, gruppi di Advanced Persistent Threat (APT) ed ecosistemi di eCrime continueranno a operare con livelli elevati di intensità, sfruttando superfici di attacco in costante espansione e modelli operativi sempre più ibridi. I confini tra spionaggio, sabotaggio e criminalità risultano sempre meno definiti, con un impatto diretto sulla stabilità digitale di governi, imprese e infrastrutture critiche.

Ombre invisibili sul Mediterraneo: l’ascesa dei droni all’ombra dell’oro nero

Immaginate un mare che custodisce segreti antichi quanto il mondo, un Mediterraneo che ha visto imperi sorgere e cadere, ora teatro di un gioco di ombre dove le pedine sono invisibili e letali. Non è più il tempo dei vecchi agenti con cappotti logori e valigette piene di documenti rubati; oggi, gli eroi di questa storia sono macchine volanti, sciami di droni che danzano sulle onde come fantasmi evocati da un’intelligenza lontana. E mentre l’Italia sonnecchia sotto il sole tiepido di dicembre, convinta che le sue coste siano al riparo da tempeste lontane, ecco che l’escalation si insinua, silenziosa come un sussurro nel vento ionico.

Droni intelligenti e geopolitica smart: la nuova alleanza Indra–Edge decolla (e stavolta non in modalità kamikaze)

In un’epoca in cui ogni settore vuole definirsi “smart”, anche la difesa ha deciso di non essere da meno. Non più soltanto droni, ma droni “intelligenti”. E, per chi ha gusti più estremi, persino droni “kamikaze”, un termine che nessuna strategia di comunicazione è mai riuscita davvero ad addolcire. È in questo contesto che nasce la nuova joint venture firmata da Indra, colosso tecnologico spagnolo, e Edge, gigante della difesa degli Emirati Arabi Uniti, annunciata ufficialmente a Madrid e destinata a diventare uno dei più rilevanti poli industriali europei nel settore delle tecnologie autonome per la sicurezza.

Ucraina offre 100 miliardi di dollari in armi a Trump in cambio di garanzie di sicurezza

La scena alla Casa Bianca è di quelle che meritano di essere fotografate e incorniciate. Donald Trump passeggia accanto a Volodymyr Zelenskyy e a una manciata di leader europei, mentre i riflettori illuminano sorrisi e strette di mano. Ma dietro la facciata di cordialità si consuma una delle più ciniche trattative geopolitiche degli ultimi anni. L’Ucraina, devastata dalla guerra e sospesa tra disperazione e pragmatismo, ha offerto un pacchetto da 100 miliardi di dollari in acquisti di armi statunitensi per ottenere garanzie di sicurezza dagli Stati Uniti. Una transazione che non è un accordo difensivo, ma un gigantesco contratto commerciale con clausole politiche implicite. “Se ci vendete le armi, ci difendete”, questo il sottotesto brutale.

La guerra algoritmica è iniziata: i droni Ucraini con AI stanno riscrivendo le regole della guerra

Non servono più generali geniali, servono algoritmi che sanno uccidere. Il Pentagono lo sa bene. Per questo ha appena firmato un contratto da 50 milioni di dollari con Auterion, una startup svizzera con sede a Zurigo e Arlington, per fornire 33.000 “strike kits” alimentati da intelligenza artificiale all’esercito ucraino. Cosa fanno questi kit? Trasformano droni commerciali da Amazon in killer autonomi. Praticamente, il futuro della guerra costa meno di uno smartphone.

Non parliamo di prototipi da laboratorio, ma di hardware pronto per la spedizione entro fine anno. Le specifiche tecniche fanno rabbrividire quanto entusiasmare chi investe nella difesa next-gen. Il cuore del sistema è Skynode S, un modulo grande come una carta di credito con 4GB di RAM, 32GB di storage e la capacità di navigare, riconoscere bersagli e colpirli anche sotto jamming elettronico. In altre parole: il drone non ha più bisogno di un pilota umano. Vede, pensa e attacca. In autonomia. Chi ha bisogno del joystick quando puoi dare carta bianca a un software che prende decisioni mortali a 100 km/h?

La guerra secondo l’algoritmo: perché l’Europa combatte ancora con le slide

Si continua a parlare di rivoluzioni militari come se fossero aggiornamenti software, con l’entusiasmo di un product manager davanti a un nuovo rilascio beta. Droni, intelligenza artificiale, guerre trasparenti e interoperabilità digitale sono diventati il mantra ricorrente dei think tank euro-atlantici. La guerra, ci dicono, è cambiata. Il campo di battaglia sarebbe ormai un tessuto iperconnesso dove ogni oggetto emette segnali, ogni soldato è una fonte di dati, ogni decisione è filtrata da sensori, reti neurali e dashboard. Tutto bello, tutto falso.

Sul fronte orientale dell’Europa, tra gli ulivi morti e le steppe crivellate di mine, la realtà continua a parlare un’altra lingua. La lingua della mobilità corazzata, del logoramento, della saturazione d’artiglieria e, sì, anche della carne. In Ucraina si combatte come si combatteva a Kursk, con l’unica differenza che oggi il drone FPV è la versione democratizzata dell’artiglieria di precisione. Il concetto chiave, però, resta lo stesso: vedere, colpire, distruggere. Con un twist: adesso si può farlo a meno di 500 euro e senza bisogno di superiorità aerea.

Droni fedeli e guerra algoritmica: la nuova arma segreta Americana non vola ancora, ma già fa tremare Pechino

Il Pentagono non ha bisogno di decollare per far capire che intende restare in cima alla catena alimentare tecnologica globale. Con l’annuncio dei test a terra dei nuovi droni da combattimento YFQ-42A e YFQ-44A, gli Stati Uniti lanciano un messaggio diretto e in alta frequenza a Pechino: l’era dei caccia autonomi non è un esperimento accademico, è una corsa all’egemonia che sta per prendere quota.

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