L’annuncio di Nvidia RTX Spark rappresenta probabilmente uno dei momenti più importanti per il mercato dei PC degli ultimi dieci anni. Non perché introduca un nuovo processore Arm, ma perché segna l’ingresso diretto di Nvidia nella guerra per il controllo dell’informatica personale, un territorio che fino a pochi anni fa sembrava saldamente nelle mani di Intel e, più recentemente, di Apple.
La narrativa ufficiale è semplice: più potenza, più efficienza energetica, più intelligenza artificiale. La realtà è più complessa. Nvidia non sta semplicemente lanciando un nuovo chip; sta tentando di ridefinire il concetto stesso di laptop premium nell’era dell’AI generativa. Il problema è che sta cercando di farlo saltando direttamente alla fascia più alta del mercato.
Le specifiche dichiarate impressionano anche gli osservatori più scettici. Venti core CPU, oltre seimila CUDA core GPU e fino a 128 GB di memoria LPDDR5X unificata configurano una macchina che, almeno sulla carta, appare più vicina a una workstation portatile che a un notebook tradizionale. Nvidia parla apertamente di grafica comparabile a una RTX 5070 Laptop e definisce RTX Spark il chip PC più efficiente mai costruito.
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