L’intelligenza artificiale che si valuta da sola sta deformando le previsioni sul lavoro, secondo uno studio della northwestern university

Il dibattito sulla sostituzione del lavoro umano da parte dell’intelligenza artificiale sta assumendo una forma sempre più autoreferenziale, quasi chiusa in un circuito epistemico che tende a consumare le proprie ipotesi senza validazione esterna. Una ricerca condotta presso la Northwestern University introduce una frattura metodologica significativa in questo ecosistema di previsioni, evidenziando come molte delle stime sull’automazione delle professioni derivino non da osservazioni empiriche indipendenti, ma da valutazioni espresse dagli stessi modelli linguistici chiamati a descrivere il proprio impatto futuro. Il risultato non è soltanto una distorsione statistica, ma un cortocircuito concettuale che mette in discussione la legittimità stessa di una parte consistente della letteratura contemporanea sul futuro del lavoro.





