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Nuove prospettive su come la tecnologia ai sta plasmando il futuro del business e della finanza

Anthropic vale 965 miliardi: la corsa all’AI diventa una gara di bilanci, potere e aspettative

Avete fatto caso che nel mondo dell’AI i numeri hanno smesso di essere dei semplici indicatori economici? Eh si, sono diventati dichiarazioni di potere. L’ultimo segnale arriva da Anthropic, che con un nuovo round di finanziamento da 65 miliardi di dollari ha spinto la propria valutazione a 965 miliardi, superando OpenAI e consolidando una leadership che non riguarda solo la tecnologia, ma anche la finanza globale.

Nvidia corre verso i mille miliardi di utili mentre OpenAI e SpaceX inseguono Wall Street nel momento più fragile del ciclo tecnologico

La trimestrale di NVIDIA ha riportato un dettaglio che molti investitori fingono di considerare normale solo perché ormai il mercato dell’intelligenza artificiale vive in uno stato psicologico vicino all’allucinazione collettiva: una crescita dei ricavi dell’85% su base annua, accompagnata da una previsione del 95% per il trimestre successivo. Numeri che, storicamente, appartenevano alle startup appena uscite da un garage e non a una corporation da trilioni di dollari che controlla la materia prima strategica del nuovo capitalismo computazionale. La vera notizia, tuttavia, non è soltanto la crescita. È la qualità della crescita. Nvidia sta generando flussi di cassa con una violenza industriale raramente osservata nella storia recente della tecnologia. Quasi 49 miliardi di free cash flow trimestrale equivalgono a un messaggio molto semplice: il boom dell’AI non è più una narrativa futuristica, ma una gigantesca macchina di trasferimento di capitale verso chi possiede GPU, infrastruttura e supply chain.

SoftBank quadruplica i profitti grazie a OpenAI: champagne contabile o vera svolta?

Mentre molti analisti si interrogano ancora su quanto durerà la bolla dell’intelligenza artificiale, SoftBank ha deciso di rispondere nel modo più concreto possibile: stampando utili da record. Nel bilancio dell’esercizio fiscale 2025 chiuso a marzo 2026, il conglomerato guidato da Masayoshi Son ha archiviato un utile netto di 5.000 miliardi di yen, pari a circa 27-31 miliardi di euro secondo le stime. Un risultato quadruplicato rispetto all’anno precedente e leggermente superiore al vecchio primato del 2020.A trainare questa performance da capogiro è soprattutto la rivalutazione della partecipazione in OpenAI.

Baidu porta i chip in Borsa: Kunlunxin punta a 14,7 miliardi e accende la sfida cinese all’AI globale

Baidu prepara una mossa che racconta molto più di una semplice quotazione. Kunlunxin, la divisione dedicata ai chip per l’intelligenza artificiale del gigante tecnologico cinese, punta a una valutazione di almeno 100 miliardi di yuan, pari a circa 14,7 miliardi di dollari, in vista della doppia corsa ai mercati dei capitali tra Hong Kong e Cina continentale. Dietro l’operazione non c’è soltanto finanza, ma una strategia industriale che riguarda sovranità tecnologica, semiconduttori e futuro dell’AI.

Prysmian vola nel Q1 2026: l’AI trasforma i cavi in oro e la fibra vola a prezzi raddoppiati

Mentre il mondo si interroga su quanto l’intelligenza artificiale stia davvero cambiando le regole del gioco, Prysmian ha fornito una risposta concreta con i numeri del primo trimestre 2026. Il colosso italiano dei cavi ha chiuso il periodo con ricavi per 5,218 miliardi di euro, in crescita organica del 5% rispetto ai 4,771 miliardi dell’anno precedente. L’adjusted EBITDA ha raggiunto i 601 milioni, l’utile netto è balzato a 253 milioni dai 155 milioni precedenti e il free cash flow ha toccato quota 1,191 miliardi, consentendo una robusta riduzione dell’indebitamento da 4,884 a 3,818 miliardi.

A spingere davvero l’acceleratore è stata però la combinazione tra infrastrutture tradizionali e la fame insaziabile di connettività generata dall’AI.

La grande illusione dell’oro digitale: perché i conti trimestrali dei big tech raccontano una verità scomoda

La simultaneità quasi coreografica con cui Google, Microsoft, Amazon e Meta Platforms hanno pubblicato i risultati del trimestre di marzo non è un semplice dettaglio operativo: è una dichiarazione implicita di potere. Coordinare una tale massa di dati finanziari equivale a orchestrare un segnale globale ai mercati: la narrativa dell’intelligenza artificiale non è più una promessa, è un’infrastruttura. Il problema, come spesso accade quando la Silicon Valley accelera, è che la velocità della narrativa supera quella della sostenibilità economica.

I magnifici cinque e la settimana della verità: utili, AI e il capitale che brucia felice

Un caffè al Bar dei Daini

Grazie Silicon Valley. Quando sembrava impossibile comprimere più teatro, più ego e più miliardi in cinque giorni lavorativi, il sistema ha risposto con disciplina quasi sovietica: Elon Musk contro Sam Altman in tribunale, poi Google, Meta, Microsoft, Amazon e Apple che scaricano i conti trimestrali in rapida sequenza come bombardieri finanziari. Per analisti e giornalisti è una settimana di lavoro. Per gli investitori è una TAC al capitalismo tecnologico.

Il nodo vero non è l’utile per azione, che resta il passatempo preferito di chi guarda il dito invece della luna. Il nodo è capire se l’economia dell’intelligenza artificiale stia finalmente producendo ritorni proporzionati alla quantità di cemento, rame, GPU e debito che sta divorando. Da mesi il mercato finanzia una scommessa semplice nella forma e brutale nella sostanza: spendete oggi cifre oscene, promettete un monopolio domani.

AI e finanza, la sveglia di Bankitalia: meno esperimenti, più responsabilità

Il messaggio è arrivato chiaro, anche senza bisogno di algoritmi predittivi: l’intelligenza artificiale ha smesso di essere un esercizio da laboratorio e ha iniziato a sedersi stabilmente al tavolo della finanza. A dirlo è Chiara Scotti, vice direttrice generale di Banca d’Italia, intervenuta alla presentazione del rapporto OCSE dedicato all’uso dell’AI nei mercati finanziari italiani.

Pioggia di miliardi su Anthropic: quando Google e Amazon si sfidano a colpi di assegni

Sessantacinque miliardi di dollari in pochi giorni: la startup di Claude diventa il nuovo campo di battaglia tra i giganti del cloud, mentre OpenAI osserva con crescente nervosismo.

La settimana scorsa, Anthropic era “soltanto” una delle startup più promettenti nel panorama dell’intelligenza artificiale. Oggi, con 65 miliardi di dollari di investimenti annunciati in meno di una settimana, l’azienda fondata dai fratelli Amodei si ritrova al centro di quella che potrebbe essere definita la più costosa partita a scacchi della storia della Silicon Valley.

Cohere si mangia Aleph Alpha: nasce il colosso transatlantico dell’AI da 20 miliardi che promette sovranità con passaporto canadese

La canadese Cohere ha appena chiuso l’acquisizione della tedesca Aleph Alpha, trasformando due protagonisti dell’intelligenza artificiale in un unico gruppo valutato attorno ai 20 miliardi di dollari. L’annuncio è arrivato giusto ieri, venerdì 24 aprile, da Berlino, con tanto di conferenza stampa presieduta dal ministro tedesco per il digitale Karsten Wildberger e dal suo omologo canadese Evan Solomon. Sebbene i manager parlino di “fusione”, i numeri raccontano una storia più diretta: Cohere, la parte più grande, incassa circa il 90% del nuovo soggetto, mentre gli azionisti di Aleph Alpha si accontentano del 10%. Un dettaglio che rende l’operazione una vera e propria scalata travestita da matrimonio d’amore tra continenti.

Intel rialza la testa grazie all’AI: trimestrale sopra le attese e una rivincita che passa dalle CPU

Quando Intel sorprende Wall Street, il mercato reagisce senza mezze misure. Un balzo superiore al 20% nelle contrattazioni iniziali non è solo entusiasmo momentaneo, ma il segnale che qualcosa sta cambiando in una storia che negli ultimi anni sembrava scritta più dalla concorrenza che dall’azienda stessa. I numeri, per una volta, parlano chiaro e senza bisogno di interpretazioni creative: nel primo trimestre, Intel ha registrato ricavi per 13,6 miliardi di dollari e un utile per azione di 0,29 dollari, superando nettamente le aspettative degli analisti che si fermavano rispettivamente a 12,36 miliardi e a un quasi simbolico 0,01 dollari. Anche la guidance per il secondo trimestre si è rivelata più ottimista del previsto, con una forchetta tra 13,8 e 14,8 miliardi di dollari, ben oltre le stime di mercato.

Almaviva cresce, investe e punta sull’AI: numeri solidi e ambizioni globali per la tech italiana

I numeri raccontano una crescita robusta, ma è la direzione strategica a rendere davvero interessante la storia di Almaviva. Il 2025 si chiude con ricavi a 1,8 miliardi di euro, in aumento del 24,5% su base proforma, un Ebitda adjusted di 345 milioni e una marginalità che sfiora il 20%. Valori che nel mondo dei servizi IT non passano inosservati, soprattutto in un contesto dove crescere è importante, ma farlo mantenendo redditività lo è decisamente di più.

STM accelera sui ricavi e scommette sull’AI: crescita solida, utili sotto pressione e un futuro nei data center

I numeri di STMicroelectronics raccontano una storia che merita di essere letta con calma, magari evitando conclusioni affrettate. Da un lato una crescita dei ricavi che farebbe sorridere qualsiasi CFO, dall’altro un utile netto che si prende una pausa piuttosto evidente. In mezzo, come sempre più spesso accade, c’è l’intelligenza artificiale che si prepara a fare da collante tra presente e futuro.

Venture capital in Italia a 1,5 miliardi

Il venture capital italiano ha smesso di parlare sottovoce. I numeri del 2025 raccontano una storia che fino a qualche anno fa sembrava più aspirazionale che reale: 1,5 miliardi di euro investiti, uno dei risultati migliori di sempre. E mentre qualcuno potrebbe archiviarlo come un exploit isolato, il primo trimestre del 2026 aggiunge un dettaglio interessante, 249 milioni di dollari raccolti in soli tre mesi. Non proprio un fuoco di paglia.

John Ternus prende il timone di Apple: l’ingegnere che parla all’AI e raccoglie l’eredità di Tim Cook

Il passaggio di consegne ai vertici di Apple segna uno di quei momenti che, pur avvenendo con la consueta eleganza di Cupertino, hanno il sapore delle svolte storiche. Dopo 15 anni alla guida, Tim Cook lascia il ruolo di Ceo e affida il futuro dell’azienda a John Ternus, figura meno mediatica ma profondamente radicata nella cultura tecnica della Mela.

Revolut in Borsa solo nel 2028: il Ceo Nik Storonsky spegne i fuochi d’artificio e sceglie la strada della fiducia

Revolut sta per scrivere un nuovo capitolo della sua storia, ma chi sognava un debutto in Borsa imminente dovrà pazientare ancora un po’. L’amministratore delegato Nik Storonsky ha appena chiarito che la quotazione arriverà, però non prima del 2028. Parlando con David Rubenstein nel suo show su Bloomberg, il fondatore della fintech britannica ha usato parole che suonano quasi come una doccia fredda per gli investitori più impazienti: “tra due anni”.

Quando l’AI fa sul serio: Finom e Porters trasformano il back-office bancario e non è solo marketing

Automatizzare il back-office nel fintech non è mai stato esattamente il sogno proibito degli ingegneri, ma piuttosto un incubo fatto di normative, documenti legali e processi manuali difficili da scalare. Ed è proprio qui che entra in scena la collaborazione tra Finom e Porters, con una promessa che suona ambiziosa ma questa volta accompagnata da numeri concreti: oltre 7.000 documenti elaborati in poche settimane grazie a sistemi di intelligenza artificiale agentica.

Samsung riscrive le regole dell’AI: perché potrebbe diventare l’azienda più profittevole al mondo entro il 2027

Altro che smartphone e televisori: la vera miniera d’oro di Samsung Electronics oggi è invisibile, minuscola e assolutamente indispensabile. Si chiama memoria. E nel pieno della corsa globale all’intelligenza artificiale, vale più del petrolio o, almeno, rende di più. Dopo un biennio complicato, tra il 2023 e il 2024, il colosso sudcoreano ha cambiato marcia con una velocità che farebbe impallidire anche le sue linee produttive. I numeri preliminari del primo trimestre 2026 raccontano una storia che ha poco di lineare e molto di esplosivo: 57.200 miliardi di won di profitto operativo, circa 33 miliardi di euro, che vuol dire otto volte di più rispetto all’anno precedente e tre volte rispetto al trimestre record di fine 2025.

Una crescita così non si improvvisa. Si cavalca.

Il litio torna a brillare: Ganfeng cavalca EV e AI mentre il mondo ricarica il futuro

Nel grande racconto della transizione energetica, il litio sta vivendo una seconda giovinezza. E se qualcuno pensava che il boom fosse già alle spalle, i numeri di Ganfeng Lithium raccontano una storia decisamente diversa. Il colosso cinese ha registrato un’impennata degli utili nel primo trimestre, passando da una perdita netta a profitti stimati tra 1,6 e 2,1 miliardi di yuan. Un cambio di rotta che, più che una sorpresa, assomiglia a una conseguenza inevitabile di ciò che sta accadendo a livello globale.

L’AI batte la geopolitica: perché i mercati tech continuano a correre anche con l’Iran sullo sfondo

Wall Street ha una capacità quasi disarmante di scegliere le proprie priorità. In un momento in cui le tensioni in Medio Oriente continuano a generare incertezza, i mercati sembrano aver preso una decisione piuttosto netta: l’intelligenza artificiale conta di più. Non in senso assoluto, certo, ma abbastanza da sostenere un rally tecnologico che pochi avrebbero previsto con questo livello di convinzione.

ASML accelera, tra chip, AI e geopolitica

Il termometro dell’industria globale dei semiconduttori segna febbre alta, e a leggere i numeri di ASML viene da pensare che qualcuno stia già correndo la maratona mentre altri stanno ancora allacciando le scarpe. Il colosso olandese ha rivisto al rialzo le previsioni di fatturato per il 2026, puntando ora a una forchetta tra i 36 e i 40 miliardi di euro. Un aggiornamento che arriva in un momento apparentemente contraddittorio, con la quota cinese nelle vendite in netto calo e nuove nubi regolatorie all’orizzonte.

TSMC e la febbre dell’AI: quando i chip smettono di essere accessori e diventano infrastruttura

Se l’industria dei semiconduttori fosse una serie TV, il protagonista di questa stagione sarebbe senza dubbio TSMC. Il colosso taiwanese delle fonderie ha messo sul tavolo un obiettivo che non lascia spazio a interpretazioni: crescita del fatturato oltre il 30% nel 2026 e aumento degli investimenti in conto capitale. La questione, quasi brutale nella sua chiarezza, è che la domanda di chip per l’intelligenza artificiale è così forte che non costruire abbastanza capacità produttiva sarebbe l’unico vero errore strategico.

FMI rivede al ribasso le previsioni: la guerra in Medio Oriente frena il mondo, con l’Italia inchiodata allo 0,5% e il debito che non molla

Il Fondo Monetario Internazionale ha spento gli ultimi fuochi di ottimismo residuo. Nel World Economic Outlook di aprile 2026, appena presentato a Washington, l’economia globale viene ridimensionata al 3,1% di crescita per quest’anno, due decimi in meno rispetto alle stime di gennaio, mentre il 2027 si ferma al 3,2%. Un rallentamento modesto sulla carta, ma che nasconde un rischio ben più serio: se il conflitto in Medio Oriente, scoppiato alla fine di febbraio, dovesse prolungarsi o intensificarsi, si potrebbe arrivare alla “più grande crisi energetica dei tempi moderni”, con il Pil mondiale che crolla al 2% e l’inflazione che schizza al 6%. In pratica, una postura recessiva globale.

Outlook: tra Hormuz e algoritmi, la settimana dei mercati sdoppiati

Mentre mezzo mondo torna a fissare lo Stretto di Hormuz come se il calendario fosse rimasto fermo al 1973, i mercati fanno quello che sanno fare meglio: preoccuparsi di tutto, contemporaneamente. Perché sì, oltre alle tensioni geopolitiche, esistono ancora l’inflazione, le banche centrali che devono decidere cosa fare “da grandi” e, dettaglio non trascurabile, una valanga di trimestrali in arrivo dagli Stati Uniti.

Anthropic supera OpenAI? La nuova guerra dell’AI si gioca sui ricavi

Fino ad oggi la narrativa è stata semplice: chi controlla OpenAI guida la rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Poi arriva un momento in cui i numeri iniziano a raccontare una storia leggermente diversa e, per certi versi, molto più interessante. Secondo le ultime stime, Anthropic si prepara a superare il suo storico rivale in termini di ricavi annualizzati.

Digitouch tra AI e fintech: ricavi in aumento e strategia integrata

Digitouch, società quotata su Euronext Growth Milan, ha approvato il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 in un anno segnato da tensioni geopolitiche e una forte concentrazione degli investimenti pubblicitari sulle grandi piattaforme digitali globali. I numeri restituiscono l’immagine di un gruppo che riesce a crescere, seppur con passo contenuto, confermando la tenuta complessiva del proprio modello di business.

Mentre Musk sogna Wall Street, Amazon punta al cielo: trattative da 9 miliardi per Globalstar contro Starlink

Nel momento esatto in cui Elon Musk deposita i documenti per portare SpaceX in borsa con un’operazione da record, Jeff Bezos decide di alzare la posta nel cielo. Secondo il Financial Times, Amazon sarebbe in trattative avanzate per acquisire Globalstar, società di satelliti in orbita bassa, in un deal che potrebbe valere intorno ai 9 miliardi di dollari. L’obiettivo è chiaro: accelerare la costruzione della propria costellazione satellitare e tentare di recuperare il terreno perso nei confronti di Starlink, il servizio di Elon Musk che domina attualmente il mercato delle comunicazioni dallo spazio.

SpaceX verso Wall Street: Musk deposita i documenti e punta a un’IPO da record

Il momento non poteva essere dei migliori: mentre un razzo si prepara a riportare gli astronauti verso la Luna con la missione Artemis II, Elon Musk deposita segretamente i documenti presso la Sec e lanciare la sua SpaceX verso la quotazione in borsa. Il patron di Tesla e xAI non perde tempo: brucia sul tempo OpenAI e Anthropic, le due startup dell’intelligenza artificiale che puntavano al 2026 per il loro debutto pubblico, e si candida a firmare quella che potrebbe diventare l’IPO più grande della storia.

OpenAI chiude il più grande round di finanziamento privato della storia tecnologica e raccoglie 122 miliardi di dollari 

OpenAI ha appena chiuso il round di finanziamento privato più grande nella storia della tecnologia moderna: 122 miliardi di dollari raccolti da investitori di tutto il mondo, che proiettano la valutazione della società sviluppatrice di ChatGPT a 852 miliardi di dollari. Una cifra che farebbe impallidire il Pil di molti stati e che, diciamolo, comincia a rendere difficile anche solo trovare un paragone sensato.

Datrix cambia pelle: margini in forte crescita e strategia AI al centro della svolta

I risultati 2025 di Datrix segnano un punto di svolta che va oltre la semplice lettura dei numeri, evidenziando una trasformazione strategica profonda nel modo di fare business nell’intelligenza artificiale applicata. La società, quotata all’Euronext Growth Milan, ha infatti intrapreso un percorso di trasformazione profonda, scegliendo consapevolmente di ridurre i ricavi nel breve periodo per costruire un modello più solido, scalabile e orientato al valore.

Engineering cresce e accelera sull’AI: numeri solidi e strategia “sovrana” per guidare la trasformazione digitale

Numeri in crescita, margini in miglioramento e una direzione strategica sempre più chiara: il 2025 di Engineering Ingegneria Informatica segna un passaggio importante nella trasformazione del gruppo da system integrator tradizionale a protagonista dell’economia dell’intelligenza artificiale. Il bilancio consolidato approvato dal CdA racconta una storia di crescita organica e disciplinata, ma soprattutto evidenzia un elemento chiave: l’AI non è più un’area di sviluppo, è diventata il motore industriale della creazione di valore.

TIM e CDP Venture Capital, l’alleanza sull’AI che prova a dare un senso industriale all’innovazione italiana

Una startup da sola non fa sistema, così come un grande gruppo senza innovazione rischia di diventare irrilevante. L’accordo tra TIM e CDP Venture Capital nasce esattamente in questo spazio intermedio, dove capitale, infrastrutture e tecnologia devono smettere di convivere in parallelo e iniziare a lavorare insieme.

Il memorandum of understanding firmato tra le due realtà punta a individuare startup e PMI innovative ad alto potenziale, con un focus esplicito su tecnologie critiche per la sovranità digitale. Una formula già vista, almeno sulla carta. La differenza, questa volta, sta nell’ambizione industriale dichiarata.

Dai robot che ballano alla Borsa: Unitree Robotics e la corsa cinese all’AI incarnata

Nel grande teatro dell’intelligenza artificiale globale, dove Silicon Valley e Cina si osservano con crescente diffidenza, Unitree Robotics ha scelto una strategia semplice quanto efficace: far muovere l’AI nel mondo reale. Letteralmente.

Fibercop accelera sulla fibra: conti solidi e scommessa infrastrutturale nell’Italia dell’AI

Il primo vero anno da operatore indipendente segna per Fibercop un passaggio decisivo, tanto sul piano finanziario quanto su quello industriale. I numeri del 2025 restituiscono l’immagine di una società che ha trovato equilibrio operativo e credibilità sul mercato, mentre prepara un’accelerazione che va ben oltre la semplice espansione della rete.

SpaceX verso la Borsa: Musk prepara il decollo della IPO da 75 miliardi

Quando Elon Musk decide di accelerare, raramente lo fa in modo discreto. Il possibile avvio della procedura di quotazione di SpaceX, anticipato da The Information, conferma una regola ormai nota ai mercati: le mosse dell’imprenditore sudafricano tendono a ridefinire non solo i settori in cui opera, ma anche le aspettative degli investitori.

Secondo le indiscrezioni, la società spaziale starebbe valutando il deposito del prospetto informativo già nei prossimi giorni, con l’obiettivo di raccogliere oltre 75 miliardi di dollari. Una cifra che, se confermata, proietterebbe l’operazione tra le più rilevanti IPO della storia recente, trasformando un’azienda finora accessibile solo a investitori privati in un asset quotato capace di attirare capitali globali.

Alibaba scommette sull’AI: 100 miliardi di ricavi nel cloud per riscrivere il futuro del gruppo

Nel percorso di trasformazione delle Big Tech cinesi, Alibaba Group sta cercando di riscrivere la propria identità, spostando il baricentro dall’e-commerce all’intelligenza artificiale. Una transizione che non è solo strategica, ma quasi necessaria, alla luce di un contesto economico meno favorevole e di una competizione globale sempre più intensa. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: raggiungere 100 miliardi di dollari di ricavi annui dal business combinato di cloud e AI entro cinque anni.

Iliad: ricavi 2025 in Italia a +9% e perdita dimezzata. Ma il mercato TLC resta blindato a quattro e frena i margini di tutti

Iliad archivia il 2025 come l’anno della definitiva consacrazione europea. Il gruppo francese ha chiuso i conti con ricavi a 10,34 miliardi di euro, in crescita del 3,2 per cento, un EBITDAaL salito a 4,042 miliardi (+5 per cento) e un flusso di cassa operativo a 2,25 miliardi, ben sopra il target di 2 miliardi e in rialzo del 23,2 per cento. Il risultato netto è raddoppiato a 752 milioni, con un balzo del 104,7 per cento. A trainare è stata ancora una volta la capacità di acquisire clienti: 1,5 milioni di nuovi abbonati netti in tutta Europa, quarto anno consecutivo di leadership nella crescita del settore.

In Italia, dove Iliad è sbarcata nel 2018 come quarto operatore, i numeri raccontano una storia di progressi concreti anche se non ancora di profittabilità piena.

Exprivia accelera con Present: ricavi a 354 milioni e utile in crescita, l’AI al centro della strategia

Il gruppo Exprivia chiude il 2025 con risultati finanziari in forte espansione e una traiettoria industriale che consolida il posizionamento tra i protagonisti italiani dell’Information and Communication Technology. L’integrazione di Present emerge come fattore determinante per la crescita, mentre l’attenzione strategica verso l’Intelligenza Artificiale apre nuove prospettive di sviluppo nel medio periodo.

EU Inc: startup in 48 ore e regole europee uniche. La rivoluzione della Commissione per liberare l’innovazione, ma il vero gap con gli USA è il capitale di rischio

La Commissione Europea ha appena acceso i riflettori su un’iniziativa che potrebbe cambiare per sempre il volto dell’ecosistema tech continentale. Si chiama EU Inc., il nuovo 28esimo regime societario presentato in questi giorni da Ursula von der Leyen, e rappresenta la risposta concreta a decenni di frammentazione legislativa che ha frenato la nascita e la crescita delle startup innovative in Europa.

Poste Italiane blinda TIM con l’OPA: lo scudo da 10,8 miliardi per salvare la sovranità digitale italiana

L’annuncio è arrivato come un colpo di scena nel cuore del sistema economico italiano: Poste Italiane ha lanciato un’OPAS totalitaria volontaria su TIM, un’operazione da circa 10,8 miliardi di euro che mira a portare l’ex monopolista delle telecomunicazioni sotto il controllo diretto dello Stato. Non si tratta soltanto di un’acquisizione finanziaria, ma di una mossa strategica destinata a proteggere un asset critico del Paese: le infrastrutture digitali, i dati sensibili e l’intero apparato di cybersecurity che oggi rappresentano la spina dorsale della connettività nazionale.

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