Il 2026 si profila come un anno di forte pressione sul fronte della cybersecurity, segnato da una convergenza strutturale tra tensioni geopolitiche, trasformazione tecnologica e attività criminali. Le previsioni delineano uno scenario in cui attori statali, gruppi di Advanced Persistent Threat (APT) ed ecosistemi di eCrime continueranno a operare con livelli elevati di intensità, sfruttando superfici di attacco in costante espansione e modelli operativi sempre più ibridi. I confini tra spionaggio, sabotaggio e criminalità risultano sempre meno definiti, con un impatto diretto sulla stabilità digitale di governi, imprese e infrastrutture critiche.