Autore: Pietro Raimondi Pagina 2 di 6

Difesa europea, il cloud si fa sovrano: la mossa strategica di OVHcloud tra AI e nuovi talenti

La trasformazione digitale delle forze armate europee non è più una prospettiva futuristica buona per i convegni, ma una realtà concreta che si gioca tra server, algoritmi e una parola sempre più ricorrente: sovranità. In questo scenario si inserisce l’annuncio di OVHcloud, che all’InCyber Forum 2026 ha deciso di accelerare le proprie attività nel settore della difesa, con un approccio che mescola infrastrutture cloud, intelligenza artificiale e un pizzico di pragmatismo europeo.

Cloud Security Report 2026 di Fortinet: il “Complexity Gap” che sta mettendo in crisi la sicurezza delle aziende hybrid e multi-cloud

Il Rapporto sulla Sicurezza Cloud 2026 di Fortinet fotografa con lucidità uno dei paradossi più preoccupanti del momento: mentre le imprese accelerano la migrazione verso ambienti ibridi e multi-cloud per alimentare innovazione e intelligenza artificiale, la sicurezza non tiene il passo. Basato su un’indagine globale condotta tra migliaia di responsabili IT e cybersecurity, il documento mette in luce come la crescente complessità degli ecosistemi cloud stia creando un divario strutturale, il cosiddetto Cloud Complexity Gap, tra la velocità di espansione delle infrastrutture e la capacità reale dei team di sicurezza di mantenere visibilità e controllo.

Fractile, la startup britannica che vuole riscrivere le regole dei chip AI

Parliamoci chiaro, sfidare Nvidia equivale più o meno a presentarsi a Wimbledon con una racchetta di legno e l’ambizione di battere Alcaraz e Sinner in sequenza. Eppure, è esattamente quello che sta tentando di fare Fractile, una giovane startup londinese che sta attirando attenzione, capitali e una discreta dose di scetticismo.

OpenAI chiude il più grande round di finanziamento privato della storia tecnologica e raccoglie 122 miliardi di dollari 

OpenAI ha appena chiuso il round di finanziamento privato più grande nella storia della tecnologia moderna: 122 miliardi di dollari raccolti da investitori di tutto il mondo, che proiettano la valutazione della società sviluppatrice di ChatGPT a 852 miliardi di dollari. Una cifra che farebbe impallidire il Pil di molti stati e che, diciamolo, comincia a rendere difficile anche solo trovare un paragone sensato.

Nvidia scommette su Marvell: 2 miliardi per cablare il cervello dell’intelligenza artificiale

Nel grande risiko globale dei semiconduttori, Nvidia decide di non limitarsi più a costruire i “muscoli” dell’intelligenza artificiale, ma punta dritto al sistema nervoso. L’investimento da 2 miliardi di dollari in Marvell Technology non è soltanto una mossa finanziaria, ma un segnale preciso: il futuro dell’AI non si gioca solo sulla potenza di calcolo, bensì sulla velocità e sull’efficienza con cui i dati scorrono tra i chip.

L’AI corre, ma l’energia presenta il conto: i 635 miliardi delle Big Tech sotto pressione

L’intelligenza artificiale continua a essere il motore più potente della crescita tecnologica globale, ma anche i motori più performanti hanno bisogno di carburante. E quando il carburante costa troppo, anche l’innovazione più ambiziosa deve rallentare. È questo il nodo che emerge dalle ultime analisi di Reuters, che accendono i riflettori su un paradosso sempre più evidente: la rivoluzione dell’AI potrebbe essere frenata non dalla tecnologia, ma dall’energia.

Mistral AI accelera: 830 milioni per i data center europei e la sfida all’impero americano dell’AI

Non bastano buoni modelli per competere nell’intelligenza artificiale. Servono potenza, infrastrutture e, dettaglio non trascurabile, una quantità impressionante di chip. Mistral AI lo ha capito bene e ha deciso di giocare la partita fino in fondo, raccogliendo 830 milioni di dollari in debito per costruire uno dei pilastri della sua strategia: un grande data center vicino Parigi.

Vision. Energia, algoritmi e potere: la lezione di Lucrezia Reichlin sull’Europa che rischia di restare indietro

L’intervento di Lucrezia Reichlin sul Corriere della Sera di oggi non è uno di quei contributi che si leggono distrattamente tra un caffè al Bar dei Daini e una notifica sul telefono. È, piuttosto, un promemoria piuttosto severo, ma ed estremamente lucido, su dove si sta giocando davvero la partita globale: energia, capacità di calcolo e innovazione tecnologica.

Reichlin non indulge in facili slogan. Il suo punto è netto: l’energia non è più solo una questione industriale o ambientale, ma un’infrastruttura strategica che definisce i rapporti di forza tra le grandi potenze. E qui l’Europa, con la sua ben nota passione per la regolazione e un po’ meno per l’azione coordinata, rischia di restare spettatrice.

Dalle miniere di Lula alle frontiere della fisica quantistica. La Sardegna si candida per ospitare Einstein Telescope

Dalle profondità silenziose di una miniera dismessa alle ambizioni più estreme della fisica contemporanea. La candidatura della Regione Sardegna a ospitare l’Einstein Telescope non è soltanto un progetto scientifico, ma un racconto europeo fatto di tecnologia, cooperazione e una certa dose di coraggio strategico.

La presentazione ufficiale a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, ha segnato un passaggio chiave in una competizione che si deciderà entro il 2027. Sul tavolo non c’è solo la scelta di un sito, ma la definizione di dove verrà costruita una delle infrastrutture scientifiche più avanzate al mondo. Un progetto che l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il Ministero dell’Università e della Ricerca stanno sostenendo con una visione che va ben oltre i confini nazionali.

Dai robot che ballano alla Borsa: Unitree Robotics e la corsa cinese all’AI incarnata

Nel grande teatro dell’intelligenza artificiale globale, dove Silicon Valley e Cina si osservano con crescente diffidenza, Unitree Robotics ha scelto una strategia semplice quanto efficace: far muovere l’AI nel mondo reale. Letteralmente.

Vision. La scommessa di Larry Fink su AI, mercati e nuovo ordine globale

L’intervento di Larry Fink al Corriere della Sera, raccolto da Federico Fubini, è uno di quei casi in cui la finanza globale prova a raccontare il futuro senza usare troppi giri di parole. Il risultato è una visione lucida, a tratti ottimista, ma con un sottotesto chiaro: chi resta fermo, nel mondo che si sta delineando, rischia seriamente di essere tagliato fuori. E se c’è un filo rosso che attraversa tutta l’intervista, quello è l’intelligenza artificiale. Non come moda passeggera, ma come infrastruttura invisibile della nuova economia.

Cloud, quantum e concorrenza: l’Antitrust accende i riflettori sugli hyperscaler

Il futuro del cloud potrebbe avere meno a che fare con le nuvole e molto di più con la meccanica quantistica. Ed è proprio su questo passaggio, tanto silenzioso quanto strategico, che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di intervenire aprendo un’indagine conoscitiva destinata a far discutere il settore tecnologico nei prossimi mesi.

Algoritmi contro l’invisibile: così l’AI di e-Geos mappa l’amianto dall’orbita

L’amianto non si vede, ma si paga: in termini ambientali, sanitari ed economici. E proprio per questo, paradossalmente, serve uno sguardo che venga da lontano per riportarlo sotto controllo. È quello che sta facendo e-Geos, guidando un progetto nazionale che unisce immagini satellitari ad altissima risoluzione e intelligenza artificiale per aggiornare la mappatura delle coperture in amianto in Italia.

OVHcloud scommette sull’Italia: sovranità digitale, AI e datacenter per la partita europea del cloud

Il cloud europeo cerca spazio tra i giganti globali e l’Italia diventa uno dei terreni di gioco più interessanti. La strategia di OVHcloud nel Paese non è solo un’espansione geografica, ma un tassello di una visione più ampia che intreccia tecnologia, geopolitica e autonomia digitale.

Fondata in Francia e cresciuta fino a gestire centinaia di migliaia di server distribuiti su più continenti, OVHcloud rappresenta oggi una delle poche alternative europee credibili ai grandi hyperscaler statunitensi. Una posizione che, nel contesto attuale, vale molto più di una semplice quota di mercato.

Trump chiama la Silicon Valley: tra AI, Big Tech e geopolitica

Quando la politica incontra la tecnologia, raramente lo fa in punta di piedi. La decisione di Donald Trump di arruolare alcuni tra i più influenti leader della Silicon Valley come consulenti per le politiche sull’intelligenza artificiale segna un passaggio che, più che sorprendente, appare quasi inevitabile. Se l’AI è la nuova infrastruttura del potere, tanto vale chiedere consiglio a chi la costruisce.

Nel nuovo President’s Council of Advisors on Science and Technology compaiono nomi che da soli raccontano un pezzo di economia globale. Mark Zuckerberg, Larry Ellison, Jensen Huang, Sergey Brin e Michael Dell entrano ufficialmente in una stanza dove, fino a qualche anno fa, si parlava di tecnologia con un certo distacco accademico.

SpaceX verso la Borsa: Musk prepara il decollo della IPO da 75 miliardi

Quando Elon Musk decide di accelerare, raramente lo fa in modo discreto. Il possibile avvio della procedura di quotazione di SpaceX, anticipato da The Information, conferma una regola ormai nota ai mercati: le mosse dell’imprenditore sudafricano tendono a ridefinire non solo i settori in cui opera, ma anche le aspettative degli investitori.

Secondo le indiscrezioni, la società spaziale starebbe valutando il deposito del prospetto informativo già nei prossimi giorni, con l’obiettivo di raccogliere oltre 75 miliardi di dollari. Una cifra che, se confermata, proietterebbe l’operazione tra le più rilevanti IPO della storia recente, trasformando un’azienda finora accessibile solo a investitori privati in un asset quotato capace di attirare capitali globali.

Difesa europea in versione startup: con AGILE Bruxelles accelera su AI e innovazione

L’Europa scopre il fascino della velocità. Non quella delle auto sportive, ma quella dei cicli di innovazione tecnologica, che nel mondo contemporaneo fanno la differenza tra chi guida il cambiamento e chi lo rincorre. Con il lancio del programma AGILE da 115 milioni di euro, la Commissione europea prova a trasformare il modo in cui il continente sviluppa e adotta tecnologie per la difesa, con un approccio che strizza l’occhio più alle startup che ai tradizionali iter burocratici.

Exprivia accelera con Present: ricavi a 354 milioni e utile in crescita, l’AI al centro della strategia

Il gruppo Exprivia chiude il 2025 con risultati finanziari in forte espansione e una traiettoria industriale che consolida il posizionamento tra i protagonisti italiani dell’Information and Communication Technology. L’integrazione di Present emerge come fattore determinante per la crescita, mentre l’attenzione strategica verso l’Intelligenza Artificiale apre nuove prospettive di sviluppo nel medio periodo.

Droni, AI e infrastrutture critiche: la scommessa di Algebris su Dronus vale più di 4 milioni

Nel grande racconto della transizione tecnologica ed energetica, i droni stanno lentamente smettendo di essere gadget futuristici per diventare strumenti industriali a tutti gli effetti. E quando un fondo come Algebris Investments decide di investire, difficilmente si tratta di una semplice intuizione. Attraverso il suo veicolo dedicato Algebris Climatech, la società ha puntato 4 milioni di euro su Dronus, PMI innovativa che si muove in un segmento tanto specifico quanto strategico: i droni automatici per uso industriale. Un investimento che, al di là della cifra, racconta molto di come sta evolvendo il rapporto tra intelligenza artificiale, infrastrutture e sostenibilità.

Data center tra le stelle: Jeff Bezos punta sull’AI orbitale con 51.600 satelliti

Volendo fare un battuta potremmo dire che nel mondo della tecnologia, quando i problemi diventano troppo grandi per essere risolti a terra, qualcuno inizia seriamente a guardare verso l’alto. E Jeff Bezos sembra aver preso quest’idea alla lettera, con un progetto che promette di spostare una parte significativa dell’infrastruttura dell’intelligenza artificiale direttamente nello spazio.

Hollywood oltre la vita: Val Kilmer, l’Iceman di Top Gun, torna sullo schermo grazie all’AI

Nel cinema, si dice spesso che un grande attore non muore mai davvero. Oggi questa frase smette di essere una metafora e diventa, sorprendentemente, un progetto tecnologico. Val Kilmer, indimenticabile protagonista di Top Gun accanto a Tom Cruise, tornerà sul grande schermo nel film As Deep as the Grave grazie all’intelligenza artificiale, con il consenso dei suoi familiari. Una notizia che racconta molto del presente, non solo delle possibilità tecnologiche, ma anche dei dilemmi etici e industriali che Hollywood si trova ad affrontare con l’utilizzo sempre più frequente dell’AI.

I dolori del giovane Musk: tra AI, finanza creativa e giudici francesi poco accomodanti

Elon Musk continua a muoversi con la consueta disinvoltura nel grande teatro globale della tecnologia alternando visioni futuristiche a uscite che definire sopra le righe è quasi un eufemismo. L’ultimo atto di questa saga ha come palcoscenico la Francia, dove la Procura di Parigi ha acceso un faro su alcune dinamiche che riguardano le sue aziende, in particolare X e xAI. La reazione dell’imprenditore, affidata come spesso accade alla sua stessa piattaforma, non si è fatta attendere, ma ha sollevato più di un sopracciglio per tono e contenuto.

McLaren accelera con l’AI: quando la Formula 1 diventa un laboratorio algoritmico

La velocità, in Formula 1, non si misura più soltanto in chilometri orari ma anche in capacità computazionale. Il team McLaren Automotive ha deciso di spingere sull’acceleratore meno visibile, quello dei dati e degli algoritmi, introducendo una piattaforma di ingegneria avanzata basata sull’intelligenza artificiale che promette di cambiare il modo in cui nascono le monoposto e, più in generale, i modelli stradali del marchio britannico.

OpenAI vince a Roma: annullata la multa da 15 milioni e riscritto, forse, il rapporto tra AI e privacy

Una sentenza destinata a fare giurisprudenza, anche se per ora resta avvolta da un’alea di mistero. Il Tribunale di Roma ha annullato la sanzione da 15 milioni di euro inflitta nel 2024 dal Garante Privacy a OpenAI, chiudendo uno dei contenziosi più osservati in Europa sul rapporto tra intelligenza artificiale e protezione dei dati personali. Il dettaglio più interessante, almeno per chi ama i colpi di scena, è che le motivazioni non sono ancora state rese pubbliche. Una decisione forte, dunque, ma senza spiegazione ufficiale.

Peter Thiel, l’anticristo e la tentazione tecnocratica della Silicon Valley

Palazzo Taverna, domenica pomeriggio, Roma. Una location aristocratica a due passi da Piazza Navona che sembra uscita da un romanzo storico e che invece, nel marzo del 2026, diventa il teatro di un curioso esperimento culturale: un seminario quasi esoterico in cui il miliardario tecnologico Peter Thiel discute di religione, geopolitica, tecnologia e Anticristo davanti a 170 invitati accuratamente selezionati, molti dagli USA, incluse figure ecclesiastiche. Un evento che a prima vista potrebbe sembrare un episodio marginale della mondanità romana ma che, a guardarlo meglio, appare come un frammento significativo di una trasformazione più profonda. Silicon Valley non esporta più soltanto software, venture capital e startup. Esporta una visione del mondo, e’ una guerra sull’egemonia culturale.

Pagamenti digitali in Europa: perché la tecnologia, da sola, non basta

Il mondo dei pagamenti digitali ama raccontarsi come una storia di progresso inevitabile. Nuove app, wallet digitali, blockchain, intelligenza artificiale e promesse di trasferimenti istantanei tra continenti con la stessa semplicità con cui si invia un messaggio. Una narrazione affascinante, che però rischia di dimenticare un dettaglio piuttosto importante: la tecnologia non risolve automaticamente i problemi strutturali dell’economia. Il messaggio arriva con una certa chiarezza da Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, intervenuto al Cross-border Payments Summit organizzato dal Financial Stability Board presso la Bank of England a Londra. Il tema è uno dei più complessi e strategici per il sistema finanziario globale: rendere i pagamenti internazionali più veloci, meno costosi e più trasparenti.

Chi è Amanda Askell, la filosofa che vuole dare un’anima all’AI di Anthropic

Dietro le scelte etiche di Anthropic non si trova un comitato anonimo né un algoritmo che valuta altri algoritmi. Si trova una filosofa scozzese di 37 anni, formazione a Oxford, mente analitica e capelli punk platino, che passa le giornate a discutere di coscienza, identità e moralità con un chatbot chiamato Claude. Il suo nome è Amanda Askell ed è la figura che più di ogni altra sta plasmando l’impronta morale di uno dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati al mondo.

La rivincita della pellicola. Perché la fotografia analogica non è morta nell’era dell’AI

Ogni epoca ha annunciato la morte della fotografia analogica con la stessa sicurezza con cui si proclamano le rivoluzioni tecnologiche. Prima il digitale, poi lo smartphone, ora l’intelligenza artificiale. Eppure la pellicola continua a riapparire, ostinata, come una vecchia Leica che rifiuta di andare in pensione. I dati più recenti sulle ricerche online in Italia raccontano una storia diversa da quella che spesso si immagina. L’interesse per la fotografia non riguarda solo filtri, social network o immagini generate dagli algoritmi. Sempre più persone cercano informazioni su tecniche fotografiche, attrezzature dedicate e soggetti complessi da immortalare, dalla luna all’aurora boreale. Segnale di una curiosità che va oltre la semplice condivisione di immagini. In altre parole, la fotografia sta tornando a essere un processo, non soltanto un risultato.

L’Europa prova a svegliarsi: la BEI apre il rubinetto degli investimenti per tecnologia, AI e difesa

La Banca Europea per gli Investimenti annuncia nuovi strumenti finanziari per sostenere startup, scaleup e tecnologie strategiche in Europa, con l’obiettivo di rafforzare sovranità tecnologica, innovazione e competitività globale. L’annuncio è arrivato a Lussemburgo durante la quarta edizione del Forum del Gruppo BEI, evento che riunisce responsabili politici, imprenditori, accademici e innovatori attorno a un tema che suona come una dichiarazione di intenti: costruire un’Europa forte in un mondo che cambia.

“Quo vadis, humanitas?”: il Vaticano apre il dossier sul futuro della mente umana. L’AI ci rende più intelligenti o più pigri?

L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui lavoriamo, studiamo e prendiamo decisioni. Ma sta cambiando anche il modo in cui pensiamo? La domanda, che fino a poco tempo fa sembrava materia da convegni accademici o podcast tecnologici, è arrivata ora nel cuore della riflessione teologica. Il nuovo documento della Commissione Teologica Internazionale, intitolato “Quo vadis, humanitas?”, interviene nel dibattito globale sugli effetti delle “macchine sapienti”, aprendo una riflessione sorprendentemente concreta su chatbot, big data e intelligenza artificiale. Il testo, approvato all’unanimità dalla Commissione e pubblicato con il via libera del cardinale Víctor Manuel Fernández e di Papa Leone XIV, rappresenta uno dei contributi più articolati provenienti dal mondo religioso sul rapporto tra tecnologia e natura umana.

L’obiettivo non è condannare la tecnologia, ma porre una domanda decisiva per il XXI secolo: che cosa succede all’intelligenza umana quando delega sempre più funzioni cognitive alle macchine?

Due Sessioni. Crescita al 5% e nervi saldi: perché la Cina rallenta, ma resta una locomotiva per l’economia globale

Durante l’apertura delle Due Sessioni, il momento politico più importante dell’anno per la leadership cinese, il premier Li Qiang ha presentato davanti all’Assemblea Nazionale del Popolo un obiettivo di crescita del Pil per il 2026 compreso tra il 4,5% e il 5%. Si tratta del livello più basso fissato ufficialmente dalla Cina dal 1991, escludendo l’anomalia del 2020 durante la pandemia. Il dato fotografa un cambio di fase per la seconda economia mondiale guidata dal presidente Xi Jinping. Dopo decenni di espansione a ritmi quasi vertiginosi, la crescita cinese rallenta e diventa più selettiva. Non è un crollo, ma una scelta strategica che riflette pressioni interne e un contesto internazionale decisamente più turbolento rispetto al passato.

Lagarde e il paradosso dell’AI: la tecnologia che può far crescere il mondo rischia di fermarsi alla frontiera

Il futuro dell’economia mondiale potrebbe dipendere da una variabile che fino a pochi anni fa sembrava appartenere più ai laboratori di ricerca che alle sale dei consigli delle banche centrali: l’intelligenza artificiale. Nel suo intervento alla conferenza annuale sui rischi globali organizzata dalla Johns Hopkins University a Bologna, la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha disegnato uno scenario che oscilla tra una nuova età dell’oro della produttività e una frenata economica globale causata dalla frammentazione geopolitica.

L’Europa dell’intelligenza artificiale passa anche dalla Spagna: 100 milioni per sovranità digitale e asse strategico con la Germania

Barcellona, capitale mondiale della tecnologia mobile per qualche giorno all’anno grazie al Mobile World Congress 2026, ha fatto da palcoscenico a un annuncio che racconta molto più di un semplice investimento pubblico. Il governo spagnolo ha deciso di stanziare 100 milioni di euro per sostenere imprese nazionali impegnate nello sviluppo di progetti legati alla sovranità digitale europea e all’intelligenza artificiale.

Huawei sbarca a Barcelona con superpod e sfida Nvidia nel cuore dell’era AI

Al Mobile World Congress Barcelona 2026, l’industria delle telecomunicazioni e dell’intelligenza artificiale ha assistito a una mossa tanto attesa quanto carica di simbolismo, ovvero la presentazione sul palcoscenico globale dei nuovi sistemi di calcolo “SuperPoD” di Huawei Technologies, destinati a ridisegnare almeno in parte la geografia della potenza di calcolo AI – una narrativa che sarebbe stato facile prendere per retorica ma che, vista da vicino, rivela sfumature tecniche e strategiche fondamentali.

Kara Swisher contro l’illusione delle Big Tech: l’AI vale davvero tutto questo oro?

Se c’è una persona che può permettersi di guardare la Silicon Valley negli occhi e dirle che il re è nudo, quella è Kara Swisher. Non perché ami provocare, ma perché c’era quando il re si stava ancora vestendo. Dai modem gracchianti degli anni Novanta fino ai data center che oggi divorano energia per addestrare modelli di intelligenza artificiale, Swisher ha visto tutto. E soprattutto ha preso appunti.

Bezos accende Prometheus: l’AI che vuole riscrivere le fabbriche del mondo

Jeff Bezos torna operativo in prima linea e lo fa con un progetto che ambisce a ridisegnare l’industria globale. Il fondatore di Amazon, dopo aver lasciato la guida del gruppo nel 2021, è oggi co-ceo di un laboratorio di intelligenza artificiale dal nome evocativo, Project Prometheus, che sta raccogliendo decine di miliardi di dollari per cavalcare la disruption industriale che lui stesso contribuisce a generare.

AI e occupazione: Jack Dorsey taglia il 40% della forza lavoro di Block

Block, la fintech guidata dal cofondatore di Twitter Jack Dorsey, ha annunciato un taglio di oltre 4.000 posti su una forza lavoro di circa 10.000 dipendenti. Una riduzione di quasi la metà dell’organico che rappresenta uno dei segnali più espliciti finora del legame diretto tra AI e occupazione. I mercati hanno applaudito. Il titolo della società fintech è balzato di oltre il 25% nelle contrattazioni after hours, dimostrando che a Wall Street l’efficienza operativa resta un argomento molto convincente. I lavoratori, prevedibilmente, hanno accolto la notizia con molto meno entusiasmo.

Smart glasses, la nuova corsa all’oro digitale: Alibaba sfida EssilorLuxottica e il mercato si aggiusta gli occhiali

Gli occhiali intelligenti non sono più un esperimento da laboratorio né un gadget da early adopter. Sono diventati il nuovo terreno di scontro tra big tech, gruppi industriali e piattaforme digitali. L’ultima mossa arriva dalla Cina, dove Alibaba si prepara a lanciare i propri smart glasses con intelligenza artificiale, alimentando una competizione che sta già facendo tremare i mercati.

AI, colpa e perdono: Bruce Holsinger e il romanzo che interroga la coscienza degli algoritmi

Una famiglia perfetta, un minivan a guida autonoma, un torneo di lacrosse e un incidente che spezza due vite. Basterebbe questo incipit per costruire un solido dramma domestico, ma Bruce Holsinger, medievista di formazione e romanziere capace di attraversare con disinvoltura i nervi scoperti della contemporaneità, in Colpevolezza sceglie di fare un passo ulteriore: trasformare una tragedia familiare in una riflessione narrativa sulla responsabilità morale nell’era dell’intelligenza artificiale.

Siamo uomini o algoritmi? “The Employees” di Łukasz Twarkowski e il teatro nell’era della cyborgizzazione

Entrando nello spazio scenico di The Employees, si ha la sensazione di non essere più semplici spettatori ma soggetti osservati. È una vertigine sottile, quasi impercettibile e, proprio per questo, potente. L’adattamento teatrale del romanzo distopico di Olga Ravn, firmato dal regista polacco Łukasz Twarkowski, in tournée nelle principali città europee per la stagione 2025 2026, è molto più di uno spettacolo di fantascienza. È un’indagine sofisticata e inquieta sul nostro presente tecnologico, sulla natura della coscienza e sulla progressiva cyborgizzazione dell’esperienza umana.

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