La cybersicurezza non si costruisce soltanto con software avanzati, firewall e algoritmi sempre più sofisticati. Alla base di qualsiasi strategia efficace restano le persone, le competenze e la capacità di anticipare minacce che evolvono alla velocità della tecnologia. È da questa consapevolezza che nasce il nuovo investimento da 12 milioni di euro promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca in collaborazione con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
L’obiettivo è chiaro: rafforzare il sistema italiano della formazione e della ricerca per creare una nuova generazione di professionisti capaci di affrontare le sfide della sicurezza digitale, della resilienza informatica e dell’intelligenza artificiale.
Un investimento che arriva in un momento particolarmente delicato. Gli attacchi informatici continuano a crescere in numero e complessità, mentre aziende, pubbliche amministrazioni e infrastrutture critiche faticano a trovare personale qualificato. In altre parole, le minacce digitali aumentano più velocemente degli esperti chiamati a contrastarle.
Un piano da 12 milioni per competenze, ricerca e infrastrutture
Il nuovo avviso pubblico si inserisce nel quadro della Strategia Nazionale di Cybersicurezza 2022-2026 e del Piano nazionale di attuazione della direttiva europea Nis2, il regolamento che introduce standard più rigorosi per la gestione dei rischi informatici sia nel settore pubblico sia in quello privato.
La misura è rivolta a università ed enti pubblici di ricerca e punta a rafforzare la capacità del sistema accademico italiano di sviluppare competenze avanzate e nuove conoscenze nel campo della sicurezza digitale.
L’iniziativa si articola in due linee di intervento distinte ma complementari, con l’obiettivo di creare un ecosistema in grado di formare professionisti, attrarre talenti e migliorare le infrastrutture tecnologiche dedicate alla ricerca.
Otto milioni per la mobilità internazionale e la cooperazione scientifica
La quota più consistente delle risorse, pari a 8 milioni di euro, è destinata alla linea denominata “Incentivazione della mobilità internazionale“.
L’idea alla base del programma è semplice: la cybersicurezza è una sfida globale e nessun Paese può affrontarla isolatamente. Per questo motivo verranno finanziati progetti promossi da università ed enti pubblici di ricerca, anche attraverso partenariati, che prevedano attività di collaborazione internazionale.
Tra le iniziative finanziabili rientrano programmi di mobilità accademica e professionale, percorsi di alta formazione, attività di scambio tra ricercatori, workshop specialistici e progetti di cooperazione dedicati alla sicurezza informatica.
Il provvedimento prevede inoltre contributi fino a 500 mila euro per singolo progetto destinati al potenziamento delle infrastrutture digitali e dei sistemi di sicurezza informatica degli enti coinvolti.
Un dettaglio che evidenzia come la formazione, da sola, non sia sufficiente. Anche i migliori esperti del mondo avrebbero qualche difficoltà a lavorare in un laboratorio protetto da password scritte su un post-it attaccato al monitor.
Nascono i “Protettori digitali”
La seconda linea di intervento porta un nome che sembra uscito da un videogioco, ma risponde a un’esigenza molto concreta. Il programma “Protettori digitali” riceve una dotazione di 4 milioni di euro ed è interamente dedicato alla formazione universitaria.
L’obiettivo è rafforzare le competenze degli studenti nei settori della cybersicurezza, della prevenzione dei rischi informatici, dell’educazione digitale e dell’utilizzo responsabile delle tecnologie emergenti.
Particolare attenzione viene riservata anche all’intelligenza artificiale, destinata a giocare un ruolo sempre più importante sia nella difesa sia nelle minacce informatiche.
Le università saranno chiamate a sviluppare percorsi formativi in grado di preparare figure professionali capaci non solo di utilizzare le nuove tecnologie, ma anche di comprenderne rischi, limiti e implicazioni.
Una sfida che va ben oltre l’aspetto tecnico. Oggi un esperto di cybersicurezza deve saper dialogare con giuristi, manager, istituzioni e specialisti dell’intelligenza artificiale. Il vecchio stereotipo dell’hacker solitario chiuso in una stanza buia appartiene ormai più alla narrativa cinematografica che alla realtà del settore.
Più spazio alle donne nella cybersicurezza
Tra gli aspetti più interessanti del bando emerge la previsione di criteri premiali per i progetti che favoriscono la partecipazione femminile ai percorsi di formazione e mobilità internazionale.
Il settore della cybersicurezza continua infatti a registrare una significativa disparità di genere, nonostante la crescente domanda di professionisti qualificati.
Incentivare una maggiore presenza femminile significa ampliare il bacino di competenze disponibili e contribuire a costruire un ecosistema più diversificato, elemento che numerosi studi internazionali considerano fondamentale per migliorare capacità di innovazione e problem solving.
L’Italia punta sul capitale umano per affrontare le sfide digitali
L’investimento annunciato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale rappresenta un segnale preciso: la sicurezza informatica non può essere affrontata esclusivamente attraverso l’acquisto di tecnologie.
La vera infrastruttura strategica resta il capitale umano.
Mentre la direttiva Nis2 impone requisiti sempre più stringenti a enti pubblici e imprese, il sistema Paese ha bisogno di professionisti capaci di progettare, gestire e difendere le reti digitali su cui si basa una parte crescente dell’economia nazionale.
I 12 milioni messi a disposizione non risolveranno da soli il problema della carenza di competenze, ma contribuiscono a costruire una base più solida per il futuro.
Perché in un’epoca in cui gli attacchi informatici possono colpire ospedali, reti energetiche, banche e pubbliche amministrazioni, la migliore tecnologia resta inutile senza persone preparate a utilizzarla. E trovare talenti della cybersicurezza, oggi, è spesso più difficile che fermare un malware.
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☞ Le candidature potranno essere presentate attraverso la piattaforma telematica Cineca dalle ore 12 del 30 giugno 2026 alle ore 12 del 28 luglio 2026.
☞ Di seguito il bando: