Meta costruirà in Alberta il suo primo data center canadese dedicato all’intelligenza artificiale, con un investimento da 9,17 miliardi di dollari statunitensi. Una cifra che, tradotta nella lingua non sempre poetica della tecnologia, significa una cosa molto semplice: per addestrare e far funzionare i modelli AI del futuro servono sempre più computer, sempre più energia e, soprattutto, sempre più spazio dove mettere questi enormi “cervelli digitali”.
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La canadese Cohere ha appena chiuso l’acquisizione della tedesca Aleph Alpha, trasformando due protagonisti dell’intelligenza artificiale in un unico gruppo valutato attorno ai 20 miliardi di dollari. L’annuncio è arrivato giusto ieri, venerdì 24 aprile, da Berlino, con tanto di conferenza stampa presieduta dal ministro tedesco per il digitale Karsten Wildberger e dal suo omologo canadese Evan Solomon. Sebbene i manager parlino di “fusione”, i numeri raccontano una storia più diretta: Cohere, la parte più grande, incassa circa il 90% del nuovo soggetto, mentre gli azionisti di Aleph Alpha si accontentano del 10%. Un dettaglio che rende l’operazione una vera e propria scalata travestita da matrimonio d’amore tra continenti.

Gli Stati Uniti e il Canada stanno rafforzando le difese contro potenziali minacce cyber attribuite ad attori sponsorizzati dalla Cina, mirate a infrastrutture critiche e istituzioni democratiche. Dopo che l’FBI ha rilevato attività sospette nei confronti del settore delle telecomunicazioni, la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) ha collaborato strettamente con le aziende colpite, offrendo assistenza tecnica e condividendo rapidamente informazioni per prevenire ulteriori attacchi.