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Paper. Dal modello alla fabbrica: perché la sovranità tecnologica è la sfida decisiva per l’industria italiana

L’intelligenza artificiale non è più soltanto una questione di algoritmi. Dati industriali, infrastrutture, cloud e procurement pubblico stanno diventando elementi centrali della competitività italiana.

Mentre il dibattito sull’intelligenza artificiale si concentra sui grandi modelli linguistici, sulle startup miliardarie e sulla competizione tra Stati Uniti e Cina e l’attenzione pubblica resta puntata su ChatGPT e sui modelli di frontiera, si sta giocando una partita molto più profonda che riguarda direttamente il futuro dell’industria europea.

È da questa consapevolezza che nasce Dal modello alla fabbrica: perché la sovranità tecnologica è la vera posta in gioco per l’industria italiana, il nuovo Paper di ricerca realizzato da Rivista.AI in collaborazione con TechVisory.

L’Italia scopre la robotica intelligente: un mercato da 3,5 miliardi di euro

La fotografia scattata dall’Osservatorio Innovative Robotics del Politecnico di Milano racconta un’Italia che sta iniziando a considerare i robot non più come semplici macchine industriali, ma come nuovi collaboratori destinati a entrare nei magazzini, negli ospedali, negli spazi pubblici e persino nelle case. Il mercato nazionale della robotica ha raggiunto nel 2025 un valore di 3,5 miliardi di euro e il 28% delle imprese italiane utilizza già soluzioni robotiche. Entro il 2028 questa percentuale salirà al 36%.

L’AI sta cambiando la medicina molto più velocemente di quanto immaginiamo: il caso silenzioso dell’industria farmaceutica

La narrativa mainstream sull’intelligenza artificiale si è molto spesso concentrata su chatbot capaci di scrivere email, generatori di immagini sempre più sofisticati e un dibattito ricorrente sull’utilizzo di strumenti come ChatGPT da parte degli studenti nello svolgimento dei compiti. Nel frattempo, quasi lontano dal rumore mediatico, uno dei settori più strategici del pianeta ha iniziato a utilizzare l’AI per fare qualcosa di infinitamente più concreto: accelerare la scoperta di nuovi farmaci.

Ed è probabilmente qui che l’intelligenza artificiale sta producendo uno degli impatti più profondi e meno spettacolari dell’intera rivoluzione tecnologica contemporanea.

Industria. L’Europa si è svegliata in ritardo e la realtà parla cinese

Transizione ecologica, sostenibilità, neutralità climatica e regolamentazione digitale. Sono questi i temi di cui abbiamo discusso in Europa negli ultimi anni con la serenità di chi immagina che la globalizzazione sia una specie di servizio automatico sempre disponibile. Poi le fabbriche potevano chiudere lentamente, la produzione industriale poteva spostarsi altrove, l’energia poteva diventare più costosa e la burocrazia più sofisticata. In fondo il vecchio continente restava convinto di essere ancora il centro gravitazionale dell’economia mondiale.

Poi è arrivata la realtà. E la realtà, ultimamente, parla soprattutto cinese.

Ue-Cina, lo scontro sull’Industrial Acceleration Act: Bruxelles vuole il suo Made in Europe, Pechino grida al protezionismo

Nelle ultime due settimane la temperatura nei rapporti tra Bruxelles e Pechino è salita parecchio. Al centro del braccio di ferro c’è l’Industrial Acceleration Act, la proposta della Commissione europea presentata lo scorso mese di marzo per riportare l’industria al 20% del Pil continentale entro il 2035. Un’ambizione che suona quasi nostalgica per un’Europa che ha visto la propria quota manifatturiera scendere al 14,3%, ma che Pechino considera un attacco diretto al suo modello di esportazioni.

Robot in fabbrica, tra cobot e umanoidi: l’Italia accelera, ma la “dark factory” resta una promessa

Immaginare una fabbrica completamente automatizzata, silenziosa e senza presenza umana ha sempre avuto un certo fascino da film di fantascienza. La realtà, come spesso accade, è più sfumata e decisamente più interessante. L’ultima indagine di reichelt elektronik, condotta da OnePoll su 250 aziende industriali italiane, offre uno spaccato concreto di come la robotica stia trasformando davvero il tessuto produttivo del Paese.

Auto China 2026: Pechino si conferma la nuova capitale mondiale dell’auto intelligente e lancia un messaggio geopolitico chiaro all’Occidente

Quando il Salone dell’Auto di Pechino aprirà i battenti il prossimo 24 aprile, non sarà solo una delle tante fiere del settore: sarà l’evento automobilistico più grande del pianeta, con 1.500 espositori da 20 Paesi, 380mila metri quadri di stand distribuiti tra il China International Exhibition Center e il futuristico Capital International Exhibition Center progettato da Zaha Hadid, e oltre 200 brand pronti a mostrare le loro novità. Il tema ufficiale dell’edizione 2026, “Future of Intelligence”, non è uno slogan di circostanza: è la dichiarazione programmatica di un Paese che ha trasformato la mobilità in uno dei terreni principali della competizione tecnologica globale, mettendo al centro intelligenza artificiale, guida autonoma, batterie di nuova generazione e l’intera filiera dei New Energy Vehicle.

Robot e incentivi: la robotica industriale italiana alla prova di Industria 5.0 (mentre l’Europa rallenta)

La robotica industriale italiana è un po’ come certi macchinari di precisione prodotti tra Emilia e Lombardia: robusta, affidabile, ma sempre più dipendente da una buona manutenzione. In questo caso, la manutenzione si chiama Industria 5.0. L’Italia resta uno dei principali produttori europei di macchine utensili, sistemi di automazione e robot industriali, con un tessuto di PMI altamente specializzate e un know-how che continua a essere apprezzato a livello globale. Tuttavia, la crescita non è più spontanea. Il settore avanza soprattutto quando viene “spinto”, e negli ultimi anni lo scatto in avanti è arrivato quasi esclusivamente grazie agli incentivi pubblici.

Stellantis lascia la robotica italiana: Comau passa a One Equity Partners e l’industria dell’automotive italiana perde un altro pezzo di futuro

Nel vasto mosaico dell’industria italiana, ogni tanto scompare una tessera. A volte è piccola, altre volte è un’intera parte dell’immagine. La cessione di Comau, storica eccellenza italiana nella robotica industriale, rientra senza dubbio nella seconda categoria. Stellantis ha infatti avviato la procedura per cedere il pieno controllo dell’azienda al fondo statunitense One Equity Partners, pronto a salire dal 50,1% al 100% del capitale.

Robotica e automazione industriale: le 5 tendenze che guideranno il futuro dell’industria nel 2025

Il mondo dell’automazione industriale sta per intraprendere un nuovo capitolo. Secondo la teoria SINIC, che collega i progressi tecnologici al cambiamento sociale, il 2025 sarà uno dei momenti chiave per la transizione da una visione di “ottimizzazione”, dove l’attenzione è stata rivolta al perfezionamento dei processi, all’aumento dell’efficienza e all’utilizzo della tecnologia per migliorare le operazioni, ad una di “autonomia”, in cui , in cui i sistemi non solo funzionano in modo efficiente, ma si contraddistinguono per autoregolazione, autoapprendimento e capacità decisionali indipendenti.

Secondo OMRON, leader mondiale nel campo dell’automazione, il futuro dell’automazione industriale nel 2025 sarà guidato da 5 tendenze chiave:

  • Automazione Data-Driven
  • Produzione Intelligente e Sistemi Adattivi
  • Co-creazione come motore dell’innovazione
  • Efficienza Energetica
  • Intelligenza Artificiale Etica

AI e Innovazione: le forze trainanti dello sviluppo tecnologico nel 2025 secondo ARTES 4.0

Anche nel prossimo anno l’Intelligenza Artificiale sarà il principale driver dello sviluppo tecnologico globale. Ma quali saranno i fattori che guideranno la crescita dell’AI nel 2025? Integrazione di tecnologie immersive, accessibilità inclusiva, automazione intelligente con un focus su sicurezza, sostenibilità e collaborazione interdisciplinare. Sono queste le previsioni di sviluppo dell’AI per il 2025 secondo ARTES 4.0, “Advanced Robotics and enabling digital Technologies & Systems 4.0” il Centro di Competenza nazionale ad alta specializzazione, finanziato dal MIMIT, per lo sviluppo delle tecnologie digitali e della robotica avanzata e collaborativa per l’Industria 4.0 e 5.0.

Samsung e Rainbow Robotics: una sinergia per il futuro della Robotica intelligente

Dall’intelligenza artificiale sugli smartphone alla robotica avanzata, Samsung Electronics ha confermato il suo impegno nel settore con un significativo investimento in Rainbow Robotics, una società coreana specializzata in robot umanoidi. Dopo aver acquisito una quota del 14,7% nel 2023, Samsung eserciterà l’opzione di acquisto per aumentare la propria partecipazione al 35%, rendendo Rainbow Robotics una filiale consolidata.

Dalla fantascienza alla realtà: le sorprendenti capacità dei Robot moderni

Ancora oggi la parola “robot” è spesso associata a personaggi fiction come R2-D2 o C-3PO di Star Wars. Eppure, la robotica avanzata ha lasciato da tempo il mondo della fantascienza e viene utilizzata quotidianamente nelle fabbriche e nelle industrie di tutto il mondo. Ciò che era inimmaginabile qualche anno fa è oggi già una realtà in molte aziende anche se oggi non parliamo più di robot ma di Cobot. Ma quali sono, effettivamente, le capacità reali dei robot moderni?

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