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OOH in Italia: crescita a 766 milioni nel 2025, il DOOH traina e accelera l’integrazione data-driven e AI nelle strategie media

Per molto tempo è stato considerato il mezzo più “statico” della pubblicità. Cartelloni, affissioni, spazi urbani difficili da misurare e ancora più difficili da integrare nelle strategie digitali. Negli ultimi anni, invece, l’Out of Home sta vivendo una seconda vita e questa volta parla il linguaggio dei dati, dell’intelligenza artificiale e degli algoritmi.

Secondo i dati dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, il mercato OOH in Italia ha raggiunto nel 2025 i 766 milioni di euro, con una crescita dell’8%. Un segnale positivo, certo, ma il dato davvero interessante è un altro: la crescita non è uniforme, è selettiva. E ha un unico grande protagonista: il digitale.

Amazon Creative Agent, quando lo spot lo fa l’AI e la pubblicità diventa democratica

Produrre uno spot video professionale è sempre stato un piccolo incubo per le piccole e medie imprese. Budget a cinque cifre, settimane di shooting, post produzione infinita e la sensazione costante di giocare in un campionato dove a dettarla da padroni sono i grandi brand. Ma lo scenario sta per cambiare o, almeno, è quello che promette Amazon Ads che ha appena lanciato Creative Agent. Si tratta di un nuovo strumento di intelligenza artificiale agentica integrato in Creative Studio che promette di creare annunci di qualità professionale, dall’idea alla produzione finale. Obiettivo dichiarato: abbassare le barriere creative e rendere accessibile anche alle PMI ciò che fino a ieri era appannaggio dei colossi con uffici marketing strutturati e agenzie dedicate.

L’intelligenza artificiale nel settore pubblicitario: le strategie di WPP e Publicis

Wpp ha dichiarato di voler spendere circa 250 milioni di sterline (318 milioni di dollari) all’anno per investire in nuove tecnologie per la messa a punto di tecnologie proprietarie nell’ambito dell’intelligenza artificiale e dell’analisi dei dati.

“L’intelligenza artificiale sta trasformando il nostro settore e noi la vediamo come un’opportunità e non come una minaccia. Crediamo fermamente che rafforzerà e non sostituirà la creatività umana», ha affermato il Ceo Mark Read in relazione al piano di investimenti pianificato nel settore. 

Stiamo già fornendo ai nostri dipendenti strumenti basati sull’intelligenza artificiale per aumentare le loro competenze, produrre lavoro in modo più efficiente e migliorare le prestazioni dei media” continua Read riferendosi a WPP Open, la piattaforma tecnologica di intelligenza artificiale proprietaria, già oggi utilizzata da oltre 28.000 persone nel gruppo e adottata anche da alcune importanti clienti come L’Oréal e Nestlé.

La notizia segue un annuncio simile da parte del gruppo Publicis che ha dichiarato che investirà 300 milioni di euro (327 milioni di dollari) nei prossimi tre anni sull’intelligenza artificiale, di cui 100 milioni di euro nel 2024, poiché la nuova tecnologia sarà sempre più utilizzata nel settore pubblicitario.

Gli investimenti saranno suddivisi equamente per potenziare l’area tecnologia, licenze, software e infrastruttura cloud, e l’area risorse umane, attraverso il miglioramento delle competenze dei dipendenti e con nuove assunzioni mirate. Publicis ha dichiarato a tale proposito che trarrà vantaggio dai 2,3 miliardi di profili di dati individuali di sua proprietà per addestrare la sua piattaforma tecnologica Core AI, per personalizzare le campagne, prevederne l’impatto e adattare il pubblico target in tempo reale, soprattutto in vista del passaggio ad un approccio cookieless e in favore di un modello basato su dati proprietari di prima parte.

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