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Uber lancia Microtask AI driver per addestrare AI e migliorare il lavoro flessibile

Uber prova a diventare la piattaforma definitiva per il lavoro flessibile e lancia negli Stati Uniti un pilota per far guadagnare ai suoi driver e corrieri soldi extra con microtask per addestrare modelli AI. Si tratta di registrare audio, caricare immagini o documenti in determinate lingue, con pagamenti che variano, ma a volte bastano pochi secondi per guadagnare un dollaro. L’idea è trasformare l’esercito globale di freelance di Uber in un concorrente di Scale AI e Amazon Mechanical Turk, piattaforme già note per far etichettare dati da umani per addestrare AI.

Uber e l’Intelligenza Artificiale: sfruttamento o opportunità per i lavoratori?

Un nuovo fronte di sfruttamento dei lavoratori a contratto? Uber, colosso noto per il ride-hailing e le consegne a domicilio, si sta espandendo nel settore del data labeling per l’intelligenza artificiale (AI), utilizzando ancora una volta il modello di business basato sui lavoratori indipendenti. Questo approccio apre interrogativi significativi sul futuro del lavoro e sul trattamento equo dei gig worker.

Con il lancio della divisione “Scaled Solutions”, Uber promette di mettere in contatto le aziende con “analisti, tester e operatori di dati indipendenti” tramite la sua piattaforma. Questa nuova iniziativa nasce da un team interno di supporto, che da anni si occupa di attività come il test di nuove funzionalità e la conversione dei menu dei ristoranti in opzioni Uber Eats. Ora, la stessa forza lavoro sarà messa a disposizione di aziende esterne per attività cruciali nel campo dell’AI, come la classificazione e l’etichettatura dei dati.

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