Nel percorso di trasformazione delle Big Tech cinesi, Alibaba Group sta cercando di riscrivere la propria identità, spostando il baricentro dall’e-commerce all’intelligenza artificiale. Una transizione che non è solo strategica, ma quasi necessaria, alla luce di un contesto economico meno favorevole e di una competizione globale sempre più intensa. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: raggiungere 100 miliardi di dollari di ricavi annui dal business combinato di cloud e AI entro cinque anni.
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Lo scorso 23 gennaio, Antonio Polito ha pubblicato un articolo su Il Corriere della Sera che affronta una delle questioni più dibattute del nostro tempo: il ruolo delle grandi aziende tecnologiche, le cosiddette Big Tech, nel plasmare il futuro della democrazia liberale. Secondo Polito, colossi come Amazon, Apple, Meta, Google e TikTok hanno acquisito un potere senza precedenti, trasformando i cittadini in consumatori inconsapevoli e creando nuove forme di controllo sociale attraverso la profilazione dei dati e l’Intelligenza Artificiale.
Il 2024 ha segnato un anno straordinario per il club dei “Magnifici Sette” della tecnologia, con questi titoli che hanno registrato in media un aumento del 57%, superando di gran lunga la crescita del 23% dell’indice di riferimento S&P 500. Secondo l’analista Stuart Allsopp, questa élite tecnologica rappresenta ora oltre un terzo della capitalizzazione di mercato complessiva dello S&P 500, un livello di concentrazione mai visto, nemmeno durante la bolla del 1999/2000.