La canadese Cohere ha appena chiuso l’acquisizione della tedesca Aleph Alpha, trasformando due protagonisti dell’intelligenza artificiale in un unico gruppo valutato attorno ai 20 miliardi di dollari. L’annuncio è arrivato giusto ieri, venerdì 24 aprile, da Berlino, con tanto di conferenza stampa presieduta dal ministro tedesco per il digitale Karsten Wildberger e dal suo omologo canadese Evan Solomon. Sebbene i manager parlino di “fusione”, i numeri raccontano una storia più diretta: Cohere, la parte più grande, incassa circa il 90% del nuovo soggetto, mentre gli azionisti di Aleph Alpha si accontentano del 10%. Un dettaglio che rende l’operazione una vera e propria scalata travestita da matrimonio d’amore tra continenti.
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Cohere non ama farsi dimenticare. In un mercoledì di quelli che ribaltano l’agenda dei venture capitalist, l’azienda canadese ha annunciato un nuovo round di 100 milioni di dollari che porta la sua valutazione a 7 miliardi. Non è un record, ma in un contesto in cui OpenAI spara numeri da bolla dot-com rivisitata, il fatto che un player che ha sempre puntato sull’intelligenza artificiale enterprise riesca a strappare fiducia e capitale fresco resta significativo. Il round si innesta come estensione del mezzo miliardo raccolto ad agosto, quando Cohere si era fermata a 6,8 miliardi di valutazione. Un passo in avanti misurato, ma coerente con la sua strategia di posizionamento diverso rispetto ai giganti iperfinanziati.
Siamo nell’era dell’”AI che fa cose”, ma quando si tratta di finanza, sanità o pubblica amministrazione, la differenza tra un agente che genera valore e uno che genera una causa legale è questione di tooling, temperatura, e fallimenti. Cohere — azienda nota più per i suoi modelli LLM made in Canada che per le frasi ad effetto — ha appena pubblicato una guida su come costruire agenti AI “enterprise-ready” nei settori dove la compliance non è un’opinione ma un dio vendicativo.
E la guida ha un tono quasi insolitamente pragmatico, per essere un whitepaper AI. Niente arcobaleni quantici. Solo sei regole che dovrebbero già essere scolpite in pietra in ogni SOC 2 room con tanto di badge RFID.
In un mondo dove l’intelligenza artificiale è dominata da giganti anglofoni, la canadese Cohere ha deciso di giocare la carta dell’inclusività linguistica.
Dopo aver stretto una partnership con Fujitsu per sviluppare “Takane“, un modello linguistico giapponese di alto livello , ora si allea con LG CNS, la divisione IT del colosso sudcoreano LG, per conquistare il mercato coreano.
L’ascesa della ricerca aziendale AI
Glean, una promettente startup di intelligenza artificiale, sta scuotendo il panorama tecnologico con il suo innovativo prodotto di ricerca interna. La piattaforma consente ai dipendenti di accedere rapidamente ai dati aziendali, spesso dispersi tra diverse applicazioni cloud, migliorando produttività ed efficienza. Il successo di Glean ha attirato l’attenzione di giganti del settore e stimolato la nascita di soluzioni concorrenti, segnando una svolta nel mercato della ricerca aziendale basata su AI.
La startup canadese di intelligenza artificiale Cohere è diventata una delle aziende di AI più preziose al mondo dopo un nuovo round di finanziamenti che ha valutato l’azienda 5,5 miliardi di dollari.
Cisco Systems ha unito le forze con diverse startup di intelligenza artificiale per creare un fondo globale da 1 miliardo di dollari. L’obiettivo è supportare l’ecosistema delle startup e sviluppare soluzioni IA affidabili.
“I nostri recenti investimenti in aziende di intelligenza artificiale generativa si allineano perfettamente con questa strategia di lunga data”,
“Oltre a costruire tecnologie essenziali per connettere, proteggere e far progredire l’intelligenza artificiale, Cisco si impegna a investire nell’ecosistema AI più ampio per soddisfare in modo più efficace le esigenze dei nostri clienti”,
Mark Patterson, Chief Strategy Officer di Cisco.