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FiberCop trasforma le centrali telefoniche in fabbriche digitali: nasce una rete nazionale di oltre 100 edge data center

Abbiamo sempre considerato le centrali telefoniche il punto in cui la rete arriva e si dirama in case, appartamenti, aziende e uffici. Luoghi tecnici, spesso invisibili agli utilizzatori finali, dove passavano cavi e segnali necessari per garantire la connessione. Con la crescita del cloud, dell’intelligenza artificiale e dei servizi digitali in tempo reale, però, quel modello sta cambiando rapidamente.

Le centrali di telecomunicazione stanno diventando qualcosa di molto diverso: piccoli nodi di calcolo distribuiti sul territorio, capaci di elaborare dati vicino al luogo in cui vengono prodotti. In altre parole, stanno diventando edge data center.

Fibra ottica e intelligenza artificiale. Gola, Open Fiber, la rivoluzione digitale italiana passa dai cavi, non dai chatbot

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta determinando una crescita esponenziale della domanda di capacità elaborativa e di connettività, rendendo le infrastrutture di rete un elemento strategico della trasformazione digitale. Le prestazioni dei modelli AI, infatti, non dipendono esclusivamente dalla potenza di calcolo disponibile, ma anche dalla capacità delle reti di trasportare grandi volumi di dati con elevata affidabilità, bassa latenza e adeguata banda, sia in download sia in upload. In questo contesto, la trasformazione digitale dell’Italia richiede infrastrutture di telecomunicazione in grado di supportare in modo efficiente servizi cloud, edge computing e applicazioni di intelligenza artificiale distribuita, garantendo al tempo stesso sicurezza, resilienza e scalabilità.

Edge Computing e Sostenibilità: un binomio strategico per il futuro delle aziende

In un contesto nel quale le aziende sono sempre più impegnate a rispettare i criteri ESG (Environmental, Social, Governance) – a parte qualche presa di posizione da parte di grandi fondi di investimento internazionali per questioni esclusivamente speculative e di cui parleremo nei prossimi giorni con un articolo ad hoc – l’adozione di tecnologie innovative è diventata una leva cruciale per accelerare i progressi verso la sostenibilità. Eppure, nonostante il 92% delle organizzazioni riconosca l’importanza strategica degli obiettivi ambientali, solo il 21% utilizza la tecnologia e i processi di trasformazione digitale per ridurre la propria impronta ecologica. Sono i dati che emergono dalla seconda edizione del Global Sustainability Barometer, commissionato da Microsoft e Kyndryl.

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