Molto probabilmente è l’espressione più usata nel corso di questi primi mesi del 2026. Tuttavia, parlare di sovranità digitale oggi rischia di ridursi a un esercizio di retorica: suggestivo e politicamente efficace, ma difficilmente sostenibile quando si entra nei dettagli concreti. È esattamente questa la tesi, piuttosto netta, che emerge da una recente analisi di Boston Consulting Group, secondo cui l’idea di una piena autonomia nell’intelligenza artificiale non è solo ambiziosa, ma nella maggior parte dei casi semplicemente irrealistica.
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The Next Wave of AI Value Comes From Agentic AI
La verità è che le aziende non sanno bene cosa farsene di questa nuova buzzword chiamata Agentic AI, ma fingono il contrario. I dati ci dicono che il valore generato dagli agenti intelligenti raddoppierà entro il 2028 e che già oggi il 46% delle aziende spende più del 15% del budget AI su questi giocattoli digitali. Eppure, nessuno ha ancora avuto il coraggio di ammettere che metà delle implementazioni sono solo prove tecniche di trasmissione, un modo elegante per dire che stiamo buttando soldi in esperimenti. Non è ironico che nel 2025 le stesse aziende che due anni fa dubitavano di ChatGPT ora firmino assegni per agenti che simulano empatia con i clienti?
Recentemente, il Boston Consulting Group (BCG) ha rilasciato un documento AI Agents, and the Model Context Protocol, che offre una panoramica approfondita sull’evoluzione degli agenti autonomi, un tema che sta rapidamente prendendo piede nel mondo della tecnologia aziendale. Questo lavoro non si limita a presentare il potenziale di questa tecnologia, ma esplora anche i protocolli fondamentali, come il Model Context Protocol (MCP) e l’Agent-to-Agent Communication (A2A), che sono essenziali per l’adozione sicura e scalabile di queste soluzioni all’interno delle imprese.
Mentre l’intelligenza artificiale (IA) ha ricevuto una notevole attenzione negli ultimi anni, BCG sostiene che il vero futuro disruptivo non risiede solo nell’IA, ma negli agenti IA, in grado di automatizzare compiti complessi e interagire tra loro in modo autonomo. Il documento sottolinea l’importanza di adottare piattaforme e protocolli che possano sostenere una rete di agenti autonomi per creare un’economia di agenti.
Ormai lo sappiamo, l’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo a una velocità senza precedenti, ma questa rivoluzione tecnologica ha un costo energetico significativo. Secondo un recente report del BCG i data center europei stanno vivendo un vero e proprio boom di consumi energetici, spinti dalla crescente domanda di soluzioni AI. In un contesto in cui l’Europa punta alla sostenibilità, questo aumento pone sfide cruciali ma apre anche opportunità per innovazioni che potrebbero ridefinire il futuro del settore tecnologico.
L’Italia si conferma un punto di riferimento nel panorama europeo dei data center, ospitando già il 13% degli impianti continentali. Secondo uno studio di Boston Consulting Group, il mercato italiano dei data center sta crescendo a un ritmo più sostenuto rispetto a città come Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino, dove il tasso annuale di crescita si attesta tra il 4% e l’8%. Nel 2023, gli investimenti in co-location dei data center italiani sono aumentati del 10% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 654 milioni di euro.