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La Germania vuole l’AI sovrana ma con Google Cloud: il paradosso europeo firmato Thales

La sovranità digitale europea assomiglia sempre più a una partita a scacchi giocata usando pezzi americani. L’ultima mossa arriva da Thales, che ha annunciato una partnership strategica con Google Cloud per realizzare una nuova infrastruttura di cloud sovrano in Germania. Un progetto che punta a proteggere dati sensibili tedeschi dalle leggi extraterritoriali straniere utilizzando, contemporaneamente, una delle tecnologie cloud più americane disponibili sul mercato. Sì, il paradosso è esattamente questo.

La grande illusione dell’oro digitale: perché i conti trimestrali dei big tech raccontano una verità scomoda

La simultaneità quasi coreografica con cui Google, Microsoft, Amazon e Meta Platforms hanno pubblicato i risultati del trimestre di marzo non è un semplice dettaglio operativo: è una dichiarazione implicita di potere. Coordinare una tale massa di dati finanziari equivale a orchestrare un segnale globale ai mercati: la narrativa dell’intelligenza artificiale non è più una promessa, è un’infrastruttura. Il problema, come spesso accade quando la Silicon Valley accelera, è che la velocità della narrativa supera quella della sostenibilità economica.

Cloud a stelle e striscie: il vero rischio per la sovranità digitale europea

La sovranità, nel XXI secolo, non passa più solo da confini fisici o risorse energetiche. Sempre più spesso si nasconde in luoghi meno visibili, come i data center. Quei giganteschi magazzini di server che custodiscono dati, algoritmi e, dettaglio non trascurabile, una buona fetta del potere economico globale. Il punto, qualcuno direbbe il problema, è che, in Europa, queste “centrali del futuro” parlano sempre più spesso con accento americano.

Cloud Security Report 2026 di Fortinet: il “Complexity Gap” che sta mettendo in crisi la sicurezza delle aziende hybrid e multi-cloud

Il Rapporto sulla Sicurezza Cloud 2026 di Fortinet fotografa con lucidità uno dei paradossi più preoccupanti del momento: mentre le imprese accelerano la migrazione verso ambienti ibridi e multi-cloud per alimentare innovazione e intelligenza artificiale, la sicurezza non tiene il passo. Basato su un’indagine globale condotta tra migliaia di responsabili IT e cybersecurity, il documento mette in luce come la crescente complessità degli ecosistemi cloud stia creando un divario strutturale, il cosiddetto Cloud Complexity Gap, tra la velocità di espansione delle infrastrutture e la capacità reale dei team di sicurezza di mantenere visibilità e controllo.

OVHcloud scommette sull’Italia: sovranità digitale, AI e datacenter per la partita europea del cloud

Il cloud europeo cerca spazio tra i giganti globali e l’Italia diventa uno dei terreni di gioco più interessanti. La strategia di OVHcloud nel Paese non è solo un’espansione geografica, ma un tassello di una visione più ampia che intreccia tecnologia, geopolitica e autonomia digitale.

Fondata in Francia e cresciuta fino a gestire centinaia di migliaia di server distribuiti su più continenti, OVHcloud rappresenta oggi una delle poche alternative europee credibili ai grandi hyperscaler statunitensi. Una posizione che, nel contesto attuale, vale molto più di una semplice quota di mercato.

Microsoft pronta alla causa contro Amazon e OpenAI: la guerra dell’AI si sposta nei tribunali

Il cloud non è più solo infrastruttura, è territorio di scontro. Le grandi alleanze nell’intelligenza artificiale durano quanto basta per diventare scomode, poi iniziano le interpretazioni contrattuali, le sfumature semantiche e, quando serve, anche le minacce legali. Secondo quanto riportato dal Financial Times, Microsoft starebbe valutando un’azione legale contro Amazon e OpenAI per un accordo da circa 50 miliardi di dollari che rischia di incrinare uno dei pilastri più redditizi dell’ecosistema AI: l’esclusiva cloud su Azure.

Il cuore della disputa è semplice da descrivere e molto meno da risolvere. Chi ha davvero il diritto di far girare i modelli di OpenAI e dove?

Cloudflare contro Roma: quando la nuvola minaccia tempesta (e 14 milioni di euro di pioggia)

C’è un vecchio detto che recita “tanto tuonò che piovve” per indicare che le cose non accadono mai all’improvviso: ci sono sempre dei segnali premonitori, proprio come il tuono annuncia la pioggia. Nel caso di Cloudflare, invece, quando arriva una multa da oltre 14 milioni di euro, non piove: scoppia direttamente un temporale geopolitico-digitale con fulmini, saette e comunicati su X. Nei giorni scorsi l’AGCOM ha sanzionato il colosso americano delle infrastrutture di rete e della sicurezza web per la “perdurante violazione” della normativa antipirateria italiana ed ecco che, puntuale come un aggiornamento di sistema non richiesto, è arrivata la risposta del CEO Matthew Prince. Lunga, infuocata e, soprattutto, molto americana.

La fuga dei “cervelli artificiali”: il valore strategico di un cloud italiano

Qualunque recruiter sa cosa significhi combattere la guerra per i talenti e contrastare la cosiddetta “fuga dei cervelli”: laureati di valore che realizzano il proprio potenziale all’estero, per operatori esteri. Con il progresso digitale, il problema non riguarda solo i cervelli naturali, umani. L’intelligenza artificiale ha bisogno di regole, training e cervelli elettronici attraverso cui operare e creare valore. Diventa così prioritario per l’Italia sviluppare e adottare un cloud nazionale indipendente, evitando la fuga dei “cervelli artificiali”, ovvero di dati, capacità computazionale e infrastrutture digitali, oggi nelle mani dei colossi globali.

Airbus vuole dire addio al cloud delle Big Tech. E l’Europa osserva (con interesse)

Airbus ha deciso di mettere in discussione una delle dipendenze più profonde dell’industria digitale europea. Quella dal cloud di Amazon, Google e Microsoft. Non è uno strappo improvviso né una fuga ideologica, ma una mossa calcolata, politica e tecnologica insieme, che dice molto su come stanno cambiando i rapporti tra industria, dati e sovranità digitale nel Vecchio Continente.

Sovranità digitale europea? A Berlino vince ancora l’asse franco-tedesco

Ieri il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno riunito i ministri digitali dell’Ue per parlare di “sovranità digitale europea”. Peccato che, come al solito, la voce che conta sia stata soprattutto una: quella franco-tedesca.

AI Cloud e il nodo cruciale dell’indipendenza tecnologica: priorità tra beni e servizi digitali

La dipendenza infrastrutturale in Europa è ormai un problema da codice rosso, quasi un dramma shakespeariano in chiave tecnologica. Nel mondo del cloud computing, la quasi totalità delle aziende europee si affida senza riserve a infrastrutture americane, con Amazon Web Services che detiene circa il 32% del mercato globale, seguito da Microsoft Azure con il 23% e Google Cloud Platform intorno al 11%, dati recenti di Synergy Research Group confermano questa distribuzione spietata. Questi numeri non sono soltanto statistiche: sono il riflesso di un controllo quasi totale su dati, servizi e infrastrutture critiche che influenzano quotidianamente la vita economica, sociale e politica del continente.

Sap Cloud corre ma il mercato vuole fuochi d’artificio

Sap ha appena chiuso un trimestre che molti competitor si sognerebbero. Eppure Wall Street ha reagito come se la festa fosse già finita. Cloud in crescita del 28 per cento anno su anno. Backlog che vola a 21,26 miliardi di dollari. Eps rettificato di 1,76 dollari contro stime di 1,69. Il fatturato totale è salito del 9 per cento a 10,6 miliardi. Un soffio sotto le attese. Troppo poco per meritarsi applausi, almeno secondo gli investitori, che nel post-market hanno punito il titolo con un meno 2 per cento.

Data center e recupero di calore: la nuova frontiera sostenibile per la Lombardia digitale

La transizione digitale e l’espansione dell’intelligenza artificiale hanno spinto i data center al centro della scena europea, con una crescita esponenziale di infrastrutture nei principali hub tecnologici del continente. Tra le regioni destinate a subirne l’impatto maggiore c’è la Lombardia, al crocevia tra innovazione, industria e infrastrutture energetiche.

Oracle Italia

La scommessa generativa da 80 miliardi di dollari

Oracle ha finalmente smesso di essere la vecchia signora dei database e ha cominciato a vestirsi da tech-giant ipermuscolato. A dispetto di chi la dava per sorpassata, i risultati trimestrali del terzo trimestre fiscale 2024 mostrano che Larry Ellison non solo non ha intenzione di mollare il volante, ma che il motore sotto il cofano ora è alimentato da cloud, intelligenza artificiale generativa e ambizioni sanitarie. Ricavi in crescita del 7%, pari a 13,3 miliardi di dollari. Tradotto: il piano di trasformazione digitale avviato anni fa non era solo storytelling da investor relations, ma una mutazione genetica che ora dà frutti. Il cloud, come previsto, è il pezzo forte dello show, con una crescita a doppia cifra sia nei servizi sia nel supporto alle licenze. I servizi cloud e il supporto hanno toccato i 10 miliardi, +12%, mentre le licenze on-premise sono scese del 3%. Una discesa più che fisiologica. L’on-premise, oggi, è come il fax: resiste, ma non entusiasma.

Tim investe 130 milioni di euro nel Cloud

TIM ha annunciato un importante investimento di circa 130 milioni di euro per far crescere TIM Enterprise nel Cloud e costruire un nuovo Data Center di ultima generazione. L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia di investimenti che il Gruppo sta portando avanti per potenziare la disponibilità di ulteriori spazi di Data Center ad alte prestazioni nei campus già esistenti a Roma e Milano, con l’obiettivo di continuare a essere il punto di riferimento nel mercato italiano e di rispondere alle crescenti esigenze di aziende e Pubblica Amministrazione.

L’AI spinge il boom del Cloud in Italia: mercato cresce del 24% raggiungendo 6,8 miliardi di euro

L’Intelligenza Artificiale fa da volano al mercato del Cloud che in Italia raggiunge un valore di 6,8 miliardi di euro, in crescita del 24% rispetto al 2023, l’incremento più alto registrato negli ultimi 6 anni.  A farla da padrona nel 2024 è il Public & Hybrid Cloud, che registra la crescita più significativa, con una spesa di 4,8 miliardi di euro (+30% sul 2023), mentre la spesa per i servizi infrastrutturali (Infrastructure As A Service – IaaS) supera quella per i servizi Software (SaaS), storicamente i più rilevanti nella spesa delle imprese. Sono queste le principali evidenze emerse dalla ricerca realizzata dall’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, presentata durante il convegno “Cloud nell’era della rivoluzione intelligente: cavalcare l’onda senza esserne travolti”.

Due calici di txakoli: Chi dominera’ l’AI nel cloud?

In una calda serata di agosto a Pamplona, ci si ritrova a gustare un bicchiere di txakoli, un vino bianco frizzante tipico dei Paesi Baschi, presso Iruñazarra, nel cuore del centro storico della città, a pochi passi dalla celebre Plaza de Toros, mentre il profumo delle tapas appena preparate si diffonde nell’aria.

“Nonostante le recenti fluttuazioni nel settore tecnologico,” inizia un amico, sollevando il bicchiere, “le azioni delle aziende cloud continuano a crescere.

Hai visto l’incremento del 30% di Oracle quest’anno? È incredibile come l’intelligenza artificiale stia alimentando questo entusiasmo.”

“È vero,” risponde un altro, mentre un gruppo di musicisti inizia a suonare melodie tradizionali. “IBM ha anche registrato un aumento del 19%. Sembra che l’IA stia diventando il motore di crescita per queste aziende.”

“Meta Platforms, come gigante del cloud, ha le risorse, i modelli open source e i dati finanziari per dimostrare la sua efficacia nell’AI. Al momento, Meta è inarrestabile.” Gli ribatte un cameriere.

Se si tratta di un gioco cloud puramente consumer/enterprise, è Microsoft con la sua capacità di sfruttare OpenAI“. Quello alla cassa.

Ma non dimentichiamo Nvidia,” aggiunge infine un altro. “Con oltre il 90% di quota nel mercato delle GPU per l’IA, sono loro a guidare l’innovazione. Senza le loro tecnologie, tutto questo non sarebbe possibile.”

Mentre il sole tramonta, la vacanza continua, e i brindisi si susseguono. la città di Pamplona si trasforma in un palcoscenico di tradizione e modernità, dove il passato e il futuro si intrecciano in un’unica, indimenticabile esperienza.

The Cloud 100 Benchmarks Report 2024

Quest’anno il Cloud 100 Benchmark Report di Bessmer Venture Partner è stato la più competitiva di sempre, poiché le aziende continuano a rimanere private più a lungo dimostrando al contempo la capacità di sostenere la crescita su larga scala.

Tornando per la sua nona edizione, Bessemer Venture Partners, Forbes e Salesforce Ventures hanno rilasciato la Lista Cloud 100 del 2024, la classifica definitiva delle 100 migliori aziende cloud private al mondo. Dopo un dinamico 2023 in cui abbiamo visto il valore della lista Cloud 100 contrarsi per la prima volta anno su anno, la coorte del Cloud 100 del 2024 stabilisce molteplici record, dimostrando la resilienza delle aziende cloud nell’affrontare questi tempi incerti.

IDC : La spesa per il public cloud dovrebbe raggiungere 219,3 B$ entro il 2027

La Guida alla spesa mondiale di IDC per software e servizi cloud pubblici mostra gli acquisti di cloud pubblico per 28 settori e cinque dimensioni aziendali in otto regioni e 47 paesi.

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