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L’alleanza anti-Cina dei big dell’AI: Google, OpenAI e Anthropic uniscono le forze per fermare il saccheggio dei loro modelli

In un settore dove la competizione è feroce e ogni punto percentuale di benchmark può valere miliardi, tre dei più grandi rivali dell’intelligenza artificiale americana hanno deciso di fare qualcosa di inaspettato: collaborare.

Google, OpenAI e Anthropic hanno iniziato a condividere informazioni attraverso il Frontier Model Forum, il consorzio che loro stessi hanno fondato nel 2023 insieme a Microsoft, per individuare e contrastare i tentativi di “distillazione avversaria” messi in atto dai laboratori cinesi.

Microsoft AI: Suleyman ammette il gap di potenza di calcolo ma promette l’autosufficienza in due anni

Mustafa Suleyman, Ceo della divisione AI di Microsoft, ha scelto il Financial Times per una confessione che sa di onestà disarmante: nonostante gli investimenti faraonici e l’espansione continua delle infrastrutture, l’azienda non ha ancora la potenza di calcolo necessaria per spingere i modelli AI alla scala più grande possibile. Una frase che, detta dal numero uno di uno dei colossi tech più ricchi del pianeta, suona quasi come un colpo di scena in una trama che tutti immaginavano già scritta.

Microsoft pronta alla causa contro Amazon e OpenAI: la guerra dell’AI si sposta nei tribunali

Il cloud non è più solo infrastruttura, è territorio di scontro. Le grandi alleanze nell’intelligenza artificiale durano quanto basta per diventare scomode, poi iniziano le interpretazioni contrattuali, le sfumature semantiche e, quando serve, anche le minacce legali. Secondo quanto riportato dal Financial Times, Microsoft starebbe valutando un’azione legale contro Amazon e OpenAI per un accordo da circa 50 miliardi di dollari che rischia di incrinare uno dei pilastri più redditizi dell’ecosistema AI: l’esclusiva cloud su Azure.

Il cuore della disputa è semplice da descrivere e molto meno da risolvere. Chi ha davvero il diritto di far girare i modelli di OpenAI e dove?

Sanità digitale: l’AI entra in corsia. Johnson & Johnson e Microsoft formano 50mila professionisti

Analisi predittiva delle patologie, diagnosi sempre più precoce, scoperta accelerata di nuovi farmaci. L’intelligenza artificiale in sanità promette molto, talvolta quasi troppo. Tuttavia la tecnologia, da sola, non cura nessuno. Senza competenze adeguate rischia di restare un software sofisticato che lampeggia su uno schermo mentre medici e infermieri continuano a fare miracoli con strumenti tradizionali. Nasce da questa consapevolezza ‘Il futuro della cura’, programma di formazione promosso da Microsoft Italia, Johnson & Johnson Italia e Fondazione Mondo Digitale, presentato a Roma presso il Centro Studi Americani. L’obiettivo è ambizioso e molto concreto: rafforzare le competenze digitali di 50mila professionisti della salute.

Microsoft, Azure e i margini nell’era dell’intelligenza artificiale

Il numero che, più di tutti, racconta il quarto trimestre 2025 di Microsoft, non è il fatturato, pur cresciuto del 17% fino a 81,3 miliardi di dollari, non è nemmeno Azure al 39% anno su anno, leggermente sotto il trimestre precedente. Il numero davvero interessante è 625 miliardi di dollari. È la montagna di obblighi di prestazione rimanenti, il backlog, il fatturato promesso ma non ancora incassato. Una cifra che da sola vale più di molte Big Tech messe insieme e che racconta meglio di qualsiasi slogan cosa stia diventando Microsoft nell’era dell’AI: una banca infrastrutturale con server al posto dei caveau.

Il mercato però non ama le storie complesse. Ama i numeri semplici e soprattutto ama i margini. Così mentre Satya Nadella snocciola backlog, Copilot e data center, il titolo scivola del 4% nell’after hours. Perché dietro la narrativa della crescita infinita c’è un dettaglio fastidioso: questa crescita costa. E costa moltissimo.

Il codice non è più sacro e il lavoro lo ha appena scoperto

Working with AI: Measuring the Applicability of Generative AI to Occupations

Il 21 gennaio 2026 non passerà alla storia per una legge, una crisi o un fallimento clamoroso, ma per qualcosa di più destabilizzante: l’idea, ormai pronunciabile a voce alta, che l’ingegneria del software stia diventando un problema di supervisione e non più di produzione. L’intelligenza artificiale generativa non sta bussando alla porta del lavoro cognitivo. È già entrata, ha acceso la luce e sta guardando l’orologio.

Il golden path di Microsoft per l’Agentic AI e perché l’over engineering è una virtù aziendale

All’inizio sembra una cattedrale nel deserto. Diagrammi ordinati, layer ben separati, nomi rassicuranti come control plane, orchestration, production reality. Poi guardi meglio e capisci che Microsoft non sta vendendo l’ennesima visione da slide per investitori. Sta mettendo nero su bianco una verità che molti fingono di non vedere: l’agentic ai in produzione non è un hackathon permanente, è un sistema industriale. Il cosiddetto Golden Path pubblicato da Microsoft per costruire applicazioni agentiche non è elegante, non è sexy, non è minimalista. È deliberatamente noioso. Ed è proprio per questo che è interessante.

Diffusione intelligenza artificiale generativa e la nuova geografia del potere tecnologico

La diffusione dell’intelligenza artificiale generativa non è più un esperimento di nicchia. Dopo decenni di ricerca accademica, demo virali e headline altisonanti, i dati più recenti mostrano che l’adozione reale sta finalmente investendo il tessuto quotidiano della società. Microsoft nel suo AI Diffusion Report 2025 traccia l’uso reale della generative AI basandosi su telemetria anonima normalizzata per popolazione, dispositivi e accesso a internet. Il risultato è un quadro netto: entro la fine del 2025 il 16,3% della popolazione mondiale ha usato un prodotto di intelligenza artificiale generativa. In termini più semplici significa che circa una persona su sei nel mondo ora fa affidamento su AI per apprendere, lavorare o risolvere problemi quotidiani. La crescita appare lineare, robusta, ma la distribuzione è tutt’altro che equa.

Satya Nadella vuole riscrivere il senso dell’intelligenza artificiale nel 2026

C’è qualcosa di vagamente anacronistico e proprio per questo interessante nel fatto che Satya Nadella, CEO di Microsoft, abbia deciso di tornare a scrivere un blog personale. In un’epoca di keynote iper-prodotti, annunci coreografici e dichiarazioni affidate a post da social network, Nadella sceglie la forma più antica del web per spiegare dove vuole portare l’azienda e, soprattutto, dove pensa stia andando l’intelligenza artificiale. Non è un dettaglio di stile, è già una dichiarazione di intenti.

DEI tech industry 2025, trasparenza workforce dati, cultura aziendale Microsoft

Il 24 novembre 2025 Microsoft conferma che non pubblicherà un report tradizionale sulla diversità e l’inclusione per quest’anno, interrompendo una serie di rapporti annuali che durava dal 2019. Il portavoce ufficiale, Frank Shaw, sostiene che l’azienda intende “evolvere” verso formati “più dinamici e accessibili”, come “storie, video e insight che mostrano l’inclusione in azione”. In pratica, niente più tabelle di breakdown per genere, razza, etnia con dati completi — quanto meno pubblicamente disponibili. Il dato oggettivo che per anni ha garantito monitoraggio e accountability viene messo nel cassetto.

Amazon e Microsoft spingono per il controllo delle forniture di chip ai tempi della guerra dell’AI

A volte il mercato tecnologico statunitense somiglia più a un’arena che a un ecosistema innovativo. Amazon e Microsoft lo hanno ricordato sostenendo in modo sempre più esplicito il GAIN AI Act, la proposta di legge che impone ai produttori di chip di dare priorità agli ordini interni rispetto a quelli esteri. La cosa interessante non è tanto il patriottismo improvviso di due colossi globali, quanto il modo in cui si ridisegna l’intera catena del valore dell’intelligenza artificiale, come se la competizione non fosse più tra aziende ma tra sistemi politici. Chi si illudeva che la tecnologia fosse un linguaggio universale scopre ora che i transistor hanno passaporto.

Microsoft inaugura la sua AI superfactory alimentata da centinaia di migliaia di GPU Nvidia

Quando una società con la portata della Microsoft decide di ridisegnare l’infrastruttura tecnologica globale, non è semplice evoluzione: è salto quantico. Ebbene Microsoft ha appena acceso ciò che chiama una “AI superfactory” una rete di data center interconnessi che ospita “centinaia di migliaia” di GPU NVIDIA, capace di mettere in moto modelli di IA di nuova generazione su scala planetaria.

Il progetto prende forma attraverso il nuovo sito “Fairwater” ad Atlanta (Georgia) che si collega al sito di Wisconsin, e altri nodi della rete Azure, in un’unica infrastruttura federata: l’obiettivo è trattare tutti questi cluster come un supercomputer globale, non come isolati “cloud farm”.

Microsoft punta sugli influencer per rilanciare copilot nella guerra delle intelligenze generative

Microsoft ha deciso di cambiare tono di voce. Non più solo l’azienda che parla ai CIO e ai responsabili IT delle Fortune 500, ma un brand che cerca spazio anche nelle vite quotidiane di chi apre TikTok la mattina. Secondo Bloomberg, il colosso di Redmond ha iniziato a collaborare con influencer come Alix Earle, che con i suoi otto milioni di follower su TikTok e cinque su Instagram è diventata il volto inconsapevole del nuovo marketing dell’intelligenza artificiale. In un video chiede a Copilot come sembrare più giovane, in un altro lo definisce un “lifesaver” per organizzare piani di gruppo. È la nuova strategia: far sembrare un chatbot qualcosa di familiare, amichevole, quasi pop.

Towards Humanist Superintelligence

Microsoft e la nuova corsa all’intelligenza umanista

Microsoft ha deciso di non inseguire l’utopia dell’intelligenza artificiale onnisciente, ma di costruire qualcosa di più sottile e pericolosamente sensato: una “superintelligenza umanista”. Mustafa Suleyman, cofondatore di DeepMind e oggi capo della divisione AI di Microsoft, lo ha detto con una calma disarmante: “L’obiettivo non è creare macchine autonome e auto-miglioranti, ma tecnologie che risolvano problemi reali e servano interessi umani”. Una frase che suona come una provocazione in un’industria dove il termine “autonomia” è spesso sinonimo di potere, e dove ogni CEO di big tech si misura sul livello di generalità del proprio modello linguistico.

Magentic Marketplace e il groviglio degli agenti AI: quando l’autonomia incontra la fragilità

La notizia è semplice Ma Il messaggio è inquietante: Microsoft e Arizona State University hanno aperto un laboratorio in scala ridotta dove mettere a nudo i futuri aiutanti digitali e scoprire che non sono ancora pronti ad andare in autonomia. Source Microsoft

Il progetto, battezzato Magentic Marketplace, è una piattaforma simulata aperta al pubblico che riproduce un mercato bidirezionale dove agenti che rappresentano consumatori dialogano con agenti che rappresentano esercizi commerciali per cercare, negoziare e chiudere transazioni. Il codice sorgente è disponibile e l’idea è tanto pratica quanto spietata: dare alle intelligenze artificiali uno spazio neutro per sbagliare in silico prima che sbaglino nel mondo reale.

Microsoft entra nella guerra delle immagini AI: il debutto di Mai-Image-1 segna la fine della dipendenza da OpenAI

Quando Microsoft annuncia qualcosa di “in-house”, conviene sempre alzare le antenne. Stavolta non parliamo di un aggiornamento di sistema o dell’ennesimo restyling di Copilot, ma del primo vero modello di generazione immagini nato dentro Redmond: MAI-Image-1. Un nome che suona volutamente tecnico, quasi austero, come se l’azienda volesse ricordarci che dietro il glamour dell’AI art c’è ancora tanto silicio, GPU e ingegneria. Il nuovo modello è già disponibile dentro Bing Image Creator e Copilot Audio Expressions, e presto arriverà anche nell’Unione Europea. Mustafa Suleyman, il capo di Microsoft AI, ha scritto su X che il sistema “eccelle nel generare immagini di cibo, paesaggi naturali e luci artistiche con un realismo sorprendente”. Dichiarazione ambiziosa, ma in linea con la strategia che il colosso di Satya Nadella sta costruendo: meno dipendenza da OpenAI, più capacità proprietarie, più velocità di esecuzione.

Microsoft investimento, licenze e diplomazia tecnologica EAU

Microsoft ha dichiarato che investirà 15,2 miliardi di dollari negli Emirati Arabi Uniti tra il 2023 e il 2029, concentrandosi su infrastrutture cloud, intelligenza artificiale e capitale umano.In questo quadro, l’elemento più strategico è la concessione da parte degli Stati Uniti dell’autorizzazione all’esportazione verso gli EAU di GPU Nvidia avanzate (tra cui A100, H100, H200 e, nella versione successiva, Blackwell/GB300) — un privilegio rarissimo fino a oggi, dato il regime severo di controlli sulle esportazioni di tecnologia ad alte prestazioni. Microsoft afferma di aver già accumulato nel paese l’equivalente di 21.500 GPU A100 e di poter spedire altri 60.400 nell’ambito delle nuove licenze.

Microsoft accelera con l’intelligenza artificiale: la crescita Azure è il segnale che mancava

Ogni trimestre la narrativa su Microsoft (MSFT) tende a polarizzare: è colosso “sicuro” o scommessa estrema sull’AI? Il risultato dell’ultimo trimestre, con ricavi anno su anno in crescita di circa il 18 %, per il secondo trimestre consecutivo, scardina gli scetticismi e presenta una tesi fin troppo facile da ignorare Azure non è più un driver, è il motore.

Il fulcro della narrativa “buy the dip” degli analisti ruota attorno a tre elementi: le prenotazioni commerciali (commercial bookings) cresciute del 111 % su base annua, il RPO (remaining performance obligations) salito del 51 %, e una crescita Azure del 39 % in valuta costante, che ha superato la guidance di 37 % ma mancato di un punto le attese della parte bull del mercato. Morgan Stanley definisce questo “miss” come un dettaglio che distoglie dall’essenza: «la crescita accelera».

Microsoft e OpenAI: l’accordo da 135 miliardi che ridefinisce l’intelligenza artificiale

Microsoft ha appena siglato un accordo che ridefinisce il panorama dell’intelligenza artificiale, con implicazioni che vanno ben oltre la semplice rivalutazione del suo investimento in OpenAI. La nuova struttura societaria di OpenAI, ora trasformata in una Public Benefit Corporation (PBC), ha portato a una valutazione complessiva di 500 miliardi di dollari, conferendo a Microsoft una partecipazione del 27% nel gruppo, pari a circa 135 miliardi di dollari.

Microsoft Edge diventa un AI browser con Copilot Mode: l’assistente che ti segue online

Microsoft ha appena lanciato un aggiornamento significativo per il suo assistente AI Copilot, integrandolo profondamente nel browser Edge. Questa evoluzione trasforma Edge in un “AI browser”, un compagno intelligente che segue l’utente durante la navigazione, offrendo assistenza contestuale e proattiva. Il CEO di Microsoft AI, Mustafa Suleyman, ha descritto Copilot Mode come un “compagno dinamico e intelligente” che può visualizzare e ragionare sulle schede aperte, riassumere e confrontare informazioni, e persino compiere azioni come prenotare un hotel o compilare moduli, previo consenso dell’utente.

L’AI come ponte tra uomo, impresa e società: l’intervento di Elena Bonfiglioli a Genova

Nel cuore del convegno “L’AI cresce con le persone per la competitività del Paese”, ospitato ieri a Villa Quartara, Elena Bonfiglioli, Global Business Leader for Healthcare di Microsoft, ha delineato una visione dell’intelligenza artificiale in ambito lavorativo come “collega cognitivo”, non come sostituto, in grado di ridefinire modelli economici, organizzazioni e creatività umana. L’evento ha coinciso con il lancio di Fusion AI Labs, un hub che ambisce a unire ricerca, impresa e società, trasformando la tecnologia in leva di sviluppo competitivo e umano.

Microsoft scommette su voce e visione di Copilot per trasformare il PC in partner intelligente

Microsoft sta spingendo Copilot oltre la semplice app di produttività per trasformare il PC in un assistente che non solo risponde, ma osserva e agisce. L’ultima mossa? Il nuovo wake word “Hey, Copilot!” che permette di interagire con Windows 11 tramite voce. Mehdi, uno dei dirigenti chiave, lo definisce il “terzo meccanismo di input” del PC, dopo tastiera e mouse. Non sostituisce il tradizionale metodo di lavoro, ma promette un’interazione più naturale e, a detta sua, “piuttosto profonda”.

Il futuro è fatto in casa: Microsoft lancia MAI-Image-1 e dichiara guerra fredda a OpenAI

Dunque, è successo. Dopo anni passati a pompare miliardi di dollari nelle tasche di Sam Altman, Microsoft ha finalmente detto basta al lusso da intermediario. Hanno appena annunciato il loro primo generatore text-to-image interamente sviluppato in casa: MAI-Image-1.

Lo definiscono “il prossimo passo nel loro percorso.” Traduzione per noi CTO: “Ci siamo stufati di pagare commissioni su ogni singola generazione e di avere il nostro destino tecnologico nelle mani di un partner che, per quanto ‘amico’, è pur sempre un concorrente.”

Microsoft e le emissioni: il “greenwashing” dell’era AI

Un cappucino matcha al Bar dei Daini (Greenwashing ovviamente)

Sul fronte ambientale, la grande promessa di Microsoft era: “Diventeremo carbon negative, water positive e zero waste entro il 2030”. Piani ambiziosi, necessari in un mondo che chiede conti ambientali stringenti.

Ma i numeri dicono qualcosa di più crudo: le emissioni di Microsoft sono cresciute del 23-24 % rispetto al 2020, attribuite in gran parte alla costruzione di nuovi data center (servizi cloud, AI, richieste di elaborazione). In termini pratici, i data center assorbono quasi totalmente l’impatto delle sue emissioni “Scope 2” ufficiali (cioè quelle legate al consumo elettrico).

Microsoft Azure lancia il primo cluster mondiale su larga scala con Nvidia GB300 per i carichi di lavoro OpenAI

Microsoft Azure ha recentemente annunciato il primo cluster su larga scala al mondo basato su Nvidia GB300 NVL72, progettato specificamente per supportare i carichi di lavoro di intelligenza artificiale di OpenAI. Questo supercomputer all’avanguardia integra oltre 4.600 GPU Nvidia Blackwell Ultra, interconnesse tramite la piattaforma di rete NVIDIA Quantum-X800 InfiniBand, offrendo prestazioni senza precedenti per l’addestramento e l’inferenza di modelli di intelligenza artificiale complessi.

La scoperta del “zero-day biologico” che scioglie i confini tra AI e bioterrorismo

L’annuncio di Microsoft sul “zero day biologico” è uno spartiacque: un’ombra sul confine tra innovazione e catastrofe, dove l’intelligenza artificiale diventa arma o specchio deformato della vita. Scienziati di Microsoft, guidati da Eric Horvitz, hanno mostrato che modelli di AI per il design proteico possono generare sequenze che eludono sistemi di screening genetico quelli che dovrebbero impedire la sintesi di materiali pericolosi.

Satya Nadella torna ingegnere: Microsoft e l’illusione della leadership tecnica

Satya Nadella non è mai stato un CEO da cocktail con i ministri né un oratore da conferenza stampa istituzionale. È sempre stato un ingegnere travestito da manager, un uomo che preferisce i diagrammi di architettura software alle foto ufficiali accanto a un capo di stato. La notizia che abbia deciso di spogliarsi di parte delle sue incombenze commerciali per concentrarsi di nuovo sulla parte ingegneristica non è un colpo di scena, è un ritorno a casa. La domanda vera è perché abbia aspettato dieci anni per farlo, dopo aver preso il timone di Microsoft nel 2014 e aver trasformato un colosso stagnante in una macchina da soldi capace di contendere a Apple e Google la supremazia del digitale.

Vibe Working: L’agente di Office in Microsoft 365 Copilot

Excel e word entrano nell’era dell’agente artificiale

Il concetto di “vibe coding” aveva già fatto sorridere molti sviluppatori, convinti che bastasse qualche prompt ben assestato per sostituire anni di sudore e notti insonni. Ora però il gioco si fa serio. Microsoft prende quell’idea e la porta dritta dentro la sua macchina da soldi più collaudata: la suite Office. Non più righe di codice improvvisate, ma fogli di calcolo complessi, documenti aziendali e presentazioni PowerPoint generati con un comando testuale. Lo chiamano “vibe working”, ma la sostanza è più brutale: stiamo assistendo all’automazione spinta di attività cognitive che fino a ieri richiedevano eserciti di junior consultant sottopagati.

Microsoft sotto assedio: Donald Trump contro Lisa Monaco e ByteDance

Il 26 settembre 2025, Donald Trump ha scatenato un attacco frontale contro Lisa Monaco, presidente delle relazioni globali di Microsoft, chiedendo la sua immediata rimozione. Nel suo post su Truth Social, Trump l’ha definita una “minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, citando i contratti federali di Microsoft e l’accesso di Monaco a informazioni sensibili, nonostante la revoca delle sue autorizzazioni di sicurezza. Monaco, ex vice procuratore generale sotto l’amministrazione Biden, ha ricoperto ruoli chiave nel coordinamento della risposta del Dipartimento di Giustizia agli eventi del 6 gennaio 2021 e ha servito come consigliere per la sicurezza interna durante l’amministrazione Obama. La sua nomina a Microsoft è avvenuta nel luglio 2025. Microsoft non ha commentato pubblicamente la richiesta di Trump.

Microsoft blocca servizi al Ministero della Difesa Israeliano: quando l’etica incontra il cloud

Microsoft ha deciso di disattivare alcuni servizi al Ministero della Difesa israeliano, dopo che sono emerse accuse sull’uso di Azure per la sorveglianza di massa dei civili a Gaza e in Cisgiordania. Una scelta che sembra più la prova muscolare di un colosso tecnologico che il gesto compassionevole di un’azienda improvvisamente colpita da rimorsi morali. Brad Smith, presidente e vicepresidente del gruppo, ha dichiarato che l’indagine interna ha confermato in parte le rivelazioni del Guardian, che parlavano di un utilizzo improprio dell’infrastruttura cloud di Redmond per accumulare e analizzare chiamate telefoniche intercettate. In altre parole, lo spettro di Azure non come piattaforma per la digital transformation, ma come colonna portante di una macchina di sorveglianza.

Microsoft Fairwater Wisconsin: la corsa al Data Center AI più potente del mondo

Microsoft Fairwater Wisconsin non è un nome che evoca poesia, ma piuttosto acciaio, cavi sotterranei e flussi di corrente elettrica che potrebbero alimentare una città di medie dimensioni. Il progetto da 3,3 miliardi di dollari in costruzione a Mount Pleasant, con un gemello da 4 miliardi già annunciato, rappresenta la trasformazione della campagna americana in un epicentro di calcolo per l’intelligenza artificiale. Non si tratta più di server farm come quelle che ospitavano il vecchio internet fatto di pagine statiche e banner pubblicitari, qui parliamo di un’infrastruttura concepita per addestrare i modelli AI più complessi del pianeta, a partire da quelli di OpenAI, fino a diventare la spina dorsale delle stesse operazioni Microsoft.

Microsoft trasforma Teams con agenti AI che fanno il lavoro al posto tuo: il futuro è già qui

Microsoft ha appena lanciato una serie di agenti intelligenti che trasformeranno radicalmente la collaborazione aziendale. Non si tratta più di semplici assistenti virtuali, ma di veri e propri colleghi digitali che si integrano in Microsoft Teams, SharePoint e Viva Engage, portando l’automazione a un livello superiore. Questi agenti, disponibili per gli utenti di Microsoft 365 Copilot, sono progettati per ottimizzare ogni aspetto del lavoro quotidiano, dalla gestione delle riunioni alla creazione di contenuti, fino alla gestione della conoscenza aziendale.

Microsoft e l’incubo dell’irrilevanza nell’era dell’AI

Satya Nadella ha appena detto a mezza voce quello che molti top manager non osano neanche pensare: alcune delle attività più redditizie di Microsoft potrebbero presto diventare irrilevanti. Non è un’esagerazione da conferenza stampa, è la frase detta davanti ai propri dipendenti, durante un town hall interno, quando non c’è la scenografia delle slide patinate. Per un colosso che vale più di due trilioni di dollari, ammettere che il futuro può sgretolare il presente suona quasi blasfemo. Ma è proprio qui che si gioca la sfida più crudele: nell’era dell’intelligenza artificiale, nessuna rendita di posizione è garantita.

Microsoft e l’investimento da 1 miliardo che ha cambiato la storia dell’AI

Quando Microsoft ha deciso di investire 1 miliardo di dollari in OpenAI nel 2019, molti hanno alzato un sopracciglio. Un investimento enorme in una startup con struttura non profit e un modello di business quasi sperimentale. Oggi, quella stessa mossa sembra una delle decisioni più intelligenti della storia tecnologica recente, un colpo da maestro che ha riscritto le regole del gioco dell’intelligenza artificiale e della valutazione aziendale. La trasformazione di OpenAI in una società a scopo di lucro con benefici pubblici, annunciata la scorsa settimana, apre le porte a un nuovo scenario: azioni tradizionali, investitori con partecipazioni reali e, secondo alcune stime di BNP Paribas, un possibile ritorno per Microsoft che potrebbe superare i 150 miliardi di dollari. Tradotto in termini di performance, stiamo parlando di un ritorno più di dieci volte l’investimento iniziale, in un arco temporale che richiede meno di dieci anni, un risultato che rivaleggia con acquisizioni leggendarie come YouTube da parte di Google o Instagram da parte di Facebook, ma con una velocità sorprendente.

Copilot entra nella Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti sta per fare un passo significativo nell’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle sue operazioni quotidiane. Secondo un’esclusiva di Axios, Microsoft Copilot sarà presto implementato per modernizzare i processi legislativi e migliorare l’efficienza del personale. Questa iniziativa segna un cambiamento rispetto alla precedente decisione di vietare l’uso di Copilot a causa di preoccupazioni sulla sicurezza dei dati.

Il progetto pilota inizierà con una distribuzione limitata, consentendo l’accesso a Copilot a membri selezionati del personale. Entro la fine dell’anno, si prevede che circa 6.000 licenze saranno disponibili per il personale della Camera. Questa fase iniziale permetterà di valutare l’efficacia dello strumento e di apportare eventuali modifiche necessarie prima di una distribuzione più ampia.

Microsoft Generative AI for Beginners

Microsoft rende disponibile corso gratuito di 18 lezioni su Generative AI, un concentrato di competenze tecniche, strumenti e best practice, tutto confezionato da Microsoft Cloud Advocates. Non è il solito tutorial da “come fare un chatbot con ChatGPT”, ma un vero e proprio bootcamp per sviluppatori, PM, data scientist e curiosi del futuro digitale.

Microsoft Administering and Governing Agents

Governance degli agenti AI in Microsoft 365: tra controllo e caos

Microsoft ha recentemente rilasciato un white paper di 32 pagine sulla governance degli agenti AI, un documento che si propone come guida operativa per amministratori IT e decision maker nell’ecosistema Microsoft 365. Non si tratta di un trattato filosofico sull’etica dell’intelligenza artificiale, ma di un manuale pratico per evitare che gli agenti diventino una minaccia silenziosa all’interno dell’organizzazione. Il playbook si articola in cinque aree principali: Copilot & Admin Center, Copilot Studio & Power Platform, Microsoft Purview, Security & Compliance, e Rollout Framework. Ogni sezione offre strumenti e strategie per gestire, monitorare e governare gli agenti AI in modo efficace e sicuro.

Accordo tra OpenAI e Microsoft: una tregua contrattuale o l’inizio di un nuovo tumulto?

La notizia ufficiale è semplice e diplomaticamente lucida. OpenAI e Microsoft hanno firmato un memorandum d’intesa non vincolante per definire la prossima fase della loro partnership, impegnandosi a finalizzare i termini contrattuali in un accordo definitivo e a proseguire nello sviluppo di strumenti di intelligenza artificiale con un focus condiviso sulla sicurezza. (annuncio OpenAI)

La realtà è che si tratta di una partita di governance, asset cloud e condizioni economiche che potrebbe decidere chi governerà la catena di valore dell’AI nei prossimi anni. Microsoft ha immesso capitale nell’ecosistema OpenAI per anni, con cifre riportate tra gli 11 e i 13 miliardi di dollari dal 2019 ad oggi, e ha ottenuto diritti commerciali e condivisione dei ricavi che l’hanno resa un partner quasi irrinunciabile. Questa ambiguità numerica sulla somma precisa riflette la natura opaca e stratificata degli accordi che stiamo osservando.

Microsoft abbandona OpenAI? il colpo segreto con l’AI di Anthropic che nessuno si aspettava

Microsoft ha deciso di diversificare la propria strategia nell’intelligenza artificiale integrando la tecnologia di Anthropic nelle applicazioni di Office 365, tra cui Word, Excel, Outlook e PowerPoint. Questa mossa segna un cambiamento significativo rispetto alla tradizionale dipendenza dai modelli di OpenAI. Secondo quanto riportato da Reuters, Microsoft pagherà per utilizzare la tecnologia di Anthropic per alcune funzionalità AI in queste applicazioni, combinandola con i modelli di OpenAI.

Microsoft lancia VibeVoice: la sintesi vocale che sfida i limiti della conversazione artificiale

Microsoft ha recentemente presentato VibeVoice, un sistema di sintesi vocale open-source con licenza MIT, progettato per generare conversazioni audio di lunga durata con più parlanti. A differenza dei tradizionali modelli TTS che producono clip brevi, VibeVoice è in grado di sintetizzare fino a 90 minuti di audio continuo, mantenendo la naturalezza e la coerenza delle voci.

Una delle principali innovazioni di VibeVoice è l’uso di un tokenizer vocale continuo, che consente una compressione dei dati audio fino a 80 volte rispetto ai metodi tradizionali, senza compromettere la qualità del suono. Questo approccio permette una gestione più efficiente delle lunghe sequenze di testo, rendendo possibile la generazione di audio di lunga durata con più parlanti.

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