AT&T utilizza già modelli open per circa il 25% dei propri workload di intelligenza artificiale e vuole arrivare al 70-80%. Dietro la scelta ci sono costi, protezione dei dati e sovranità tecnologica. Ma soprattutto una convinzione destinata a interessare l’intero mercato enterprise: utilizzare il modello più potente per qualsiasi operazione potrebbe essere economicamente insostenibile.
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Al circuito di Suzuka, durante il Gran Premio di Formula 1 del Giappone, più di 315.000 persone hanno attraversato i cancelli in tre giorni. Ognuna con uno smartphone in tasca. Ognuna pronta a trasmettere video, completare pagamenti, condividere clip in tempo reale. SoftBank ha colto l’occasione per qualcosa di più ambizioso di una semplice copertura di evento: ha distribuito cinque reti logiche distinte sulla stessa infrastruttura fisica 5G standalone (una per i pagamenti nei punti vendita, una per le esperienze XR, una per il broadcast in millimeter wave, le altre per la connettività generale degli utenti), ognuna ottimizzata per un tipo diverso di traffico, con parametri di qualità separati e monitoraggio minuto per minuto. Non quarto d’ora per quarto d’ora, come avviene nella gestione tradizionale delle reti, ma ogni sessanta secondi: abbastanza veloce da correggere un’anomalia prima che un pagamento fallisca o un’inquadratura si interrompa.
Il risultato? Per gli utenti comuni, le velocità in uplink sono risultate 14,6 volte superiori rispetto allo stesso evento nel 2025, con transazioni ai terminali di pagamento istantanee e riprese broadcast in alta definizione che non hanno interferito con la navigazione dei 315.000 spettatori presenti. Non è un errore di stampa.
L’intelligenza artificiale ama presentarsi come la star del momento. Sale sul palco, risponde alle domande, genera immagini, scrive codice, promette rivoluzioni industriali e ogni tanto pure emotive. Poi però, appena si spengono i riflettori, torna una verità molto meno glamour: senza infrastrutture di rete, l’AI resta poco più di un esercizio teorico con ottime pubbliche relazioni.
È il cuore della riflessione proposta da Tommaso Melodia, William Lincoln Smith Chair Professor alla Northeastern University di Boston. Il messaggio è semplice quanto scomodo: l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e quella delle reti di comunicazione sono ormai inseparabili. Nessuna delle due può correre davvero senza l’altra.
Le reti sono diventate ciò che un tempo erano le autostrade, con una differenza sostanziale: oggi il traffico cresce a ritmi esponenziali, ma i pedaggi restano sorprendentemente bassi. È su questo squilibrio che si concentra l’analisi presentata da Asstel insieme alla Luiss Guido Carli, uno studio che ha il merito di dire ad alta voce ciò che nel settore si sussurra da tempo. Il messaggio è semplice anzi, potremmo dire quasi brutale nella sua chiarezza: le telecomunicazioni sostengono il peso dell’economia digitale, ma lo fanno con margini sempre più compressi e sotto una pressione regolatoria che rischia di trasformarsi in un freno strutturale. Il risultato è un paradosso che ha poco di teorico e molto di industriale.
Il primo vero anno da operatore indipendente segna per Fibercop un passaggio decisivo, tanto sul piano finanziario quanto su quello industriale. I numeri del 2025 restituiscono l’immagine di una società che ha trovato equilibrio operativo e credibilità sul mercato, mentre prepara un’accelerazione che va ben oltre la semplice espansione della rete.
Iliad archivia il 2025 come l’anno della definitiva consacrazione europea. Il gruppo francese ha chiuso i conti con ricavi a 10,34 miliardi di euro, in crescita del 3,2 per cento, un EBITDAaL salito a 4,042 miliardi (+5 per cento) e un flusso di cassa operativo a 2,25 miliardi, ben sopra il target di 2 miliardi e in rialzo del 23,2 per cento. Il risultato netto è raddoppiato a 752 milioni, con un balzo del 104,7 per cento. A trainare è stata ancora una volta la capacità di acquisire clienti: 1,5 milioni di nuovi abbonati netti in tutta Europa, quarto anno consecutivo di leadership nella crescita del settore.
In Italia, dove Iliad è sbarcata nel 2018 come quarto operatore, i numeri raccontano una storia di progressi concreti anche se non ancora di profittabilità piena.
Secondo l’ultimo Ericsson Mobility Report, presentato a giugno 2025, il mondo della connettività è in piena accelerazione. Entro la fine dell’anno il numero di abbonamenti 5G globali toccherà quota 2,9 miliardi — circa un terzo di tutti gli abbonamenti mobili — e le previsioni indicano ben 6,3 miliardi di abbonamenti 5G entro il 2030.
Il 2024 si chiude con risultati straordinari per il Gruppo Iliad, che rafforza il proprio posizionamento tra i principali operatori di telecomunicazioni in Europa. Con 50 milioni e 520 mila utenze nette, in crescita di oltre 2 milioni rispetto all’anno precedente, iliad conferma una traiettoria di espansione solida e sostenibile.
“Sovranità tecnologica e concorrenza sono due leve fondamentali per il futuro dell’Europa digitale”. Con queste parole, l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, ha lanciato un messaggio chiaro dal suo profilo LinkedIn, in occasione della riunione del board dell’azienda a Barcellona, a margine del Mobile World Congress 2025. L’evento, che ogni anno riunisce i leader globali delle telecomunicazioni, ha offerto a Labriola l’opportunità di confrontarsi con due figure chiave della Commissione Europea: Henna Virkkunen, vicepresidente per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, e Teresa Ribera, responsabile per la concorrenza. Un dialogo che sottolinea l’urgenza di un’Europa digitale più autonoma e competitiva, capace di affrontare le sfide di un mercato dominato da giganti tecnologici extraeuropei.
Oracle ha annunciato l’intenzione di integrare la connettività di Starlink, la più grande costellazione satellitare in orbita terrestre bassa, nella sua Enterprise Communications Platform (ECP). Grazie a questa collaborazione, Oracle è in grado di potenziare la sua piattaforma di comunicazioni aziendali, permettendo alle aziende di connettersi da quasi ogni angolo del pianeta, inclusi i luoghi più remoti.
AI e Telecomunicazioni: Samsung Guida l’Evoluzione verso un Futuro Sostenibile e Intelligente AI-RAN
Il mercato delle telecomunicazioni sta rapidamente evolvendo per integrare sostenibilità, efficienza energetica ed esperienza utente avanzata, andando ben oltre il semplice miglioramento delle velocità di trasmissione dati. In questo scenario, l’integrazione tra comunicazione e intelligenza artificiale (AI) emerge come una delle tendenze più promettenti. Samsung Electronics si posiziona come leader in questa rivoluzione tecnologica, sviluppando soluzioni AI per l’intera rete di accesso radio (RAN).
La RAN rappresenta un elemento chiave delle reti di comunicazione mobile, collegando i dispositivi mobili alla rete centrale e determinando qualità della comunicazione e velocità di trasmissione. Tuttavia, poiché la RAN assorbe la maggior parte dell’energia utilizzata nelle reti di comunicazione, inclusi i data center, diventa essenziale ridurne il consumo energetico.
Un nuovo regolamento sulla connettività è indispensabile per rafforzare la competitività dell’Unione Europea, poiché l’Europa si trova a un bivio cruciale e deve adottare una mentalità orientata alla crescita per avere successo. Questa è la richiesta avanzata dagli amministratori delegati delle principali aziende delle telecomunicazioni europee.
Nel 2024, circa un utente su quattro possiede un telefono abilitato al 5G. Entro il 2027, il 5G sorpasserà il 4G e, nel 2030, quando il traffico dati globale sulle reti mobili crescerà di quasi il 200%, si stima che ci saranno 6,3 miliardi di abbonamenti 5G, il 60% dei quali su reti 5G Stand Alone. Nonostante questo balzo in avanti, l’Europa, e in particolare l’Italia, sono ancora in ritardo nella copertura del 5G in banda media, una tecnologia essenziale per sfruttare appieno i vantaggi del 5G rispetto al 4G. Questo ritardo rappresenta un freno alla competizione.
In un contesto di grande crescita per il mercato italiano dell’Intelligenza Artificiale (+52% nel 2023), l’ecosistema delle telecomunicazioni si conferma tra i principali protagonisti, registrando il segmento con il più alto incremento e concentrazione della spesa. Un trend sottolineato durante il convegno “Tlc e AI: reti intelligenti per il futuro digitale del paese”, organizzato da Assotelecomunicazioni-Asstel e KPMG presso la Luiss Business School.
Il 2024 avrebbe potuto rappresentare un anno di significativa espansione per il 5G, sia in Italia che a livello internazionale. Tuttavia, il mercato italiano non ha rispettato queste previsioni. Nonostante la crescita del 70% rispetto al 2023, con una spesa stimata di 14,5 milioni di euro, il valore assoluto rimane modesto. Diversi fattori, tra cui le difficoltà a giustificare il ritorno sull’investimento e un contesto normativo frammentato, hanno contribuito a rallentare questa crescita. Sono queste le principali evidenze che emergono dall’Osservatorio 5G Beyond della School of Management del Politecnico di Milano.