Le reti sono diventate ciò che un tempo erano le autostrade, con una differenza sostanziale: oggi il traffico cresce a ritmi esponenziali, ma i pedaggi restano sorprendentemente bassi. È su questo squilibrio che si concentra l’analisi presentata da Asstel insieme alla Luiss Guido Carli, uno studio che ha il merito di dire ad alta voce ciò che nel settore si sussurra da tempo. Il messaggio è semplice anzi, potremmo dire quasi brutale nella sua chiarezza: le telecomunicazioni sostengono il peso dell’economia digitale, ma lo fanno con margini sempre più compressi e sotto una pressione regolatoria che rischia di trasformarsi in un freno strutturale. Il risultato è un paradosso che ha poco di teorico e molto di industriale.
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Il primo vero anno da operatore indipendente segna per Fibercop un passaggio decisivo, tanto sul piano finanziario quanto su quello industriale. I numeri del 2025 restituiscono l’immagine di una società che ha trovato equilibrio operativo e credibilità sul mercato, mentre prepara un’accelerazione che va ben oltre la semplice espansione della rete.
Iliad archivia il 2025 come l’anno della definitiva consacrazione europea. Il gruppo francese ha chiuso i conti con ricavi a 10,34 miliardi di euro, in crescita del 3,2 per cento, un EBITDAaL salito a 4,042 miliardi (+5 per cento) e un flusso di cassa operativo a 2,25 miliardi, ben sopra il target di 2 miliardi e in rialzo del 23,2 per cento. Il risultato netto è raddoppiato a 752 milioni, con un balzo del 104,7 per cento. A trainare è stata ancora una volta la capacità di acquisire clienti: 1,5 milioni di nuovi abbonati netti in tutta Europa, quarto anno consecutivo di leadership nella crescita del settore.
In Italia, dove Iliad è sbarcata nel 2018 come quarto operatore, i numeri raccontano una storia di progressi concreti anche se non ancora di profittabilità piena.
Secondo l’ultimo Ericsson Mobility Report, presentato a giugno 2025, il mondo della connettività è in piena accelerazione. Entro la fine dell’anno il numero di abbonamenti 5G globali toccherà quota 2,9 miliardi — circa un terzo di tutti gli abbonamenti mobili — e le previsioni indicano ben 6,3 miliardi di abbonamenti 5G entro il 2030.
Il 2024 si chiude con risultati straordinari per il Gruppo Iliad, che rafforza il proprio posizionamento tra i principali operatori di telecomunicazioni in Europa. Con 50 milioni e 520 mila utenze nette, in crescita di oltre 2 milioni rispetto all’anno precedente, iliad conferma una traiettoria di espansione solida e sostenibile.
Oracle ha annunciato l’intenzione di integrare la connettività di Starlink, la più grande costellazione satellitare in orbita terrestre bassa, nella sua Enterprise Communications Platform (ECP). Grazie a questa collaborazione, Oracle è in grado di potenziare la sua piattaforma di comunicazioni aziendali, permettendo alle aziende di connettersi da quasi ogni angolo del pianeta, inclusi i luoghi più remoti.
La compagnia spagnola di telecomunicazioni Telefonica ha subito un cyberattacco al suo sistema di ticketing interno, mediante il quale sarebbero stati sottratti 2,3 giga di dati che, secondo quanto hanno dichiarato fonti della compagnia dall’agenzia Europa Press, non riguarderebbero i suoi clienti.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria per esaminare il contratto di utilizzo delle reti stipulato tra TIM e FiberCop. L’indagine, che dovrà concludersi entro il 31 gennaio 2026, si concentra su vari aspetti chiave del contratto, valutando in particolare la possibile violazione dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, che proibisce gli accordi in grado di restringere la concorrenza nel mercato interno.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), in collaborazione con Retelit – società controllata dalla spagnola Asterion Industrial Partners – ha presentato un’offerta vincolante di 700 milioni di euro per l’intero capitale di Sparkle, la controllata di Telecom Italia (Tim) specializzata in cavi sottomarini. L’offerta, valida fino al 27 gennaio 2025, mira a trasferire la proprietà di uno dei primi cinque fornitori di traffico internet al mondo a investitori statali e privati che puntano a rafforzare le infrastrutture europee.
Un nuovo regolamento sulla connettività è indispensabile per rafforzare la competitività dell’Unione Europea, poiché l’Europa si trova a un bivio cruciale e deve adottare una mentalità orientata alla crescita per avere successo. Questa è la richiesta avanzata dagli amministratori delegati delle principali aziende delle telecomunicazioni europee.
Il 2024 avrebbe potuto rappresentare un anno di significativa espansione per il 5G, sia in Italia che a livello internazionale. Tuttavia, il mercato italiano non ha rispettato queste previsioni. Nonostante la crescita del 70% rispetto al 2023, con una spesa stimata di 14,5 milioni di euro, il valore assoluto rimane modesto. Diversi fattori, tra cui le difficoltà a giustificare il ritorno sull’investimento e un contesto normativo frammentato, hanno contribuito a rallentare questa crescita. Sono queste le principali evidenze che emergono dall’Osservatorio 5G Beyond della School of Management del Politecnico di Milano.