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La Francia annuncia investimenti esteri per 15 miliardi su Intelligenza Artificiale, ricerca e innovazione

La Francia è riuscita ad ottenere la cifra record di 15 miliardi di euro di investimenti nell’ambito del suo programma “Choose France”, l’iniziativa che punta a promuovere gli investimenti esteri nel Paese. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente Emmanuel Macron che ha sottolineato il successo dell’edizione 2024 dell’iniziativa che si è chiusa registrando ben 56 progetti di investimento, concentrati su Intelligenza Artificiale, ricerca, innovazione e decarbonizzazione.

Chiamata sugli utili del primo trimestre di Amazon: ecco cosa hanno da dire il CEO Andy Jassy e il CFO Brian Olsavsky

Amazon sta puntando tutto sull’intelligenza artificiale generativa e sul cloud computing, con l’obiettivo di focalizzare la maggior parte delle spese in conto capitale future sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Durante la dichiarazione degli utili dell’azienda successiva alla pubblicazione dei risultati del primo trimestre, il CEO Andy Jassy e il CFO Brian Olsavsky hanno dedicato molto tempo ai piani dell’azienda per l’intelligenza artificiale e all’aspettativa di aumentare “significativamente” la spesa per la tecnologia.

Per ulteriori informazioni sugli utili del primo trimestre , comprese le osservazioni del CEO Andy Jassy e del CFO Brian Olsavsky, consulta i punti salienti del comunicato stampa e la registrazione webcast completa .

Il business dell’intelligenza artificiale generativa rappresenta ora un “business con ricavi multimiliardari per Amazon”, secondo Olsavsky, mentre si prevede che AWS crescerà fino a 100 miliardi di dollari di entrate annualizzate. L’unità ha generato un profitto di 9,42 miliardi di dollari nel primo trimestre con un margine operativo del 37,6%.

Jassy ha sottolineato che l‘85% o più della spesa IT globale rimane on-premise, il che rappresenta una grande opportunità per l’azienda di espandersi ulteriormente nel settore del cloud computing. Inoltre, la maggior parte dell’intelligenza artificiale generativa verrà creata nei prossimi 10-20 anni da zero e sul cloud, il che rappresenta un’ulteriore opportunità per Amazon.

Per quanto riguarda le altre attività, Jassy ha osservato che i nuovi investimenti come negozi internazionali, offerte di attività logistiche di terze parti come l’acquisto con Prime, la spedizione di Amazon e l’adempimento multicanale continuano a mostrare una crescita promettente. La società ha anche affermato che stava lanciando un concetto di mercato Whole Foods più piccolo a Manhattan chiamato Whole Foods Market Daily Shop.

Il settore pubblicitario ha visto le vendite aumentare di un impressionante 24% anno su anno, grazie ai prodotti sponsorizzati e supportato da continui miglioramenti nella pertinenza e nelle capacità di misurazione per gli inserzionisti. Jassy ha affermato che l’azienda vede ancora significative opportunità future nei prodotti sponsorizzati, nonché in aree in cui ha appena iniziato, come Prime Video Ads. Anche se è presto per gli spot televisivi in streaming, Jassy è incoraggiato dalla risposta anticipata.

Esempi di come Amazon stia utilizzando l’intelligenza artificiale generativa includono l’uso di algoritmi di apprendimento automatico per migliorare la pertinenza delle raccomandazioni dei prodotti, l’ottimizzazione dei prezzi e la prevenzione delle frodi. Inoltre, l’azienda sta utilizzando l’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza delle sue operazioni logistiche, come l’ottimizzazione dei percorsi di consegna e la gestione dell’inventario.

Secondo un rapporto di MarketsandMarkets, il mercato dell’intelligenza artificiale generativa dovrebbe raggiungere i 117,6 miliardi di dollari entro il 2026, con un tasso di crescita annuale composto del 33,2% durante il periodo di previsione. Ciò dimostra l’enorme potenziale di questo settore e la ragione per cui Amazon sta investendo così tanto in esso.

Amazon investe ulteriori 2,75 miliardi in Anthropic, portando il suo investimento nella società a 4 miliardi di dollari


Mercoledì, Amazon ha annunciato un ulteriore investimento di 2,75 miliardi di dollari nella startup di intelligenza artificiale generativa, Anthropic, portando il suo investimento totale nella società a 4 miliardi di dollari. .

Anthropic è il creatore di Claude, un chatbot alimentato da intelligenza artificiale generativa, che concorre con ChatGPT di OpenAI. Questo investimento rappresenta il più grande investimento esterno mai effettuato da Amazon , dopo un precedente investimento di 1,3 miliardi di dollari nel produttore di veicoli elettrici Rivian .

Secondo una nota di Amazon, il lavoro con Anthropic per portare le più avanzate tecnologie di Intelligenza Artificiale generativa ai clienti di tutto il mondo è appena all’inizio.

Come parte di un accordo di collaborazione strategica, Amazon e Anthropic hanno annunciato che Anthropic utilizzerà Amazon Web Services come principale fornitore di servizi cloud per carichi di lavoro mission-critical, inclusa la ricerca sulla sicurezza e lo sviluppo di futuri modelli di base.

L’investimento garantirà ad Amazon una quota di minoranza in Anthropic, tuttavia, non otterrà un posto nel consiglio di amministrazione. La valutazione più recente di Anthropic si aggira intorno a 18,4 miliardi di dollari, secondo quanto riportato da CNBC.

Questo investimento fa seguito a un precedente investimento di 1,25 miliardi di dollari effettuato da Amazon nel mese di settembre in Anthropic. In quel momento, si era speculato che Amazon potesse investire fino a 4 miliardi di dollari in una startup di intelligenza artificiale con sede a San Francisco, cosa che poi è effettivamente avvenuta.

Oltre ad Amazon, anche Google e Salesforce figurano tra i sostenitori di Anthropic, riconoscendo il potenziale di questa startup nel campo dell’intelligenza artificiale generativa.

Nvidia vale più di Alphabet e di Amazon grazie al boom dei chip AI

Nvidia continua la sua irresistibile ascesa in Borsa. L’azienda californiana di semiconduttori, protagonista indiscussa dei processori di intelligenza artificiale, ha raggiunto un nuovo traguardo ieri, 14 febbraio, superando Alphabet in termini di capitalizzazione di mercato, appena un giorno dopo aver superato Amazon. 

Bloomberg riporta che le azioni del produttore di chip valgono ora 1,83 trilioni di dollari , battendo, anche se di poco, la capitalizzazione di mercato di 1,82 dollari della holding a cui fa capo Google. Tutto ciò rende Nvidia la quarta azienda con maggiore capitalizzazione al mondo dopo Microsoft (3,04 trilioni di dollari), Apple (2,84 trilioni di dollari) e Saudi Aramco.

La quotazione di Nvidia è il segno di quanto sia forte la domanda di chip in grado di gestire l’intelligenza artificiale all’avanguardia, nonché dell’interesse degli investitori per le aziende che producono semiconduttori.

fabio ricceri

Le azioni di Nvidia sono aumentate di oltre il 246% negli ultimi 12 mesi a causa della forte domanda per i suoi chip AI per server che possono costare più di 20 mila dollari ciascuno, che aziende come Microsoft, OpenAI e Meta acquistano a migliaia per prodotti come ChatGPT e Copilot. Motivo per cui l’azienda si sta affermando come attore chiave nella rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale generativa, anche se progetta semplicemente i suoi chip che poi vengono prodotti da realtà come TSMC a Taiwan e Samsung in Corea del Sud.

Più in generale, si prevede che il mercato dei chip AI esploderà nei prossimi dieci anni, passando da 29 miliardi di dollari nel 2023 a quasi 260 miliardi di dollari nel 2033, con un aumento di quasi nove volte il valore dello scorso anno.

Trimestrali: come l’Intelligenza Artificiale sta ridefinendo il mercato e le prospettive delle Big Tech

L’intelligenza artificiale sta diventando più di un semplice argomento di discussione per le Big Tech e le reazioni alla presentazione degli ultimi dati trimestrali hanno evidenziato le crescenti aspettative sul tema da parte degli investitori che hanno puntato sulla diffusa integrazione della tecnologia AI nei settori aziendali, alimentando il rally del mercato azionario che ha spinto le azioni di queste società a livelli record e contribuendo, per la maggior parte, all’incremento del 24% registrato dall’indice S&P 500 lo scorso anno.

Microsoft e Alphabet sono state le prime a presentare i propri dati lo scorso martedì e anche a scoprire che quando si tratta di intelligenza artificiale analisti e investitori hanno grandi aspettative. Infatti, nonostante risultati finanziari particolarmente buoni per entrambe le aziende, le azioni sono scivolate nelle contrattazioni dell’after market dopo la pubblicazione dei risultati. 

Per quanto riguarda Microsoft, Wall Street si aspettava una maggiore chiarezza su quanto l’intelligenza artificiale può effettivamente contribuire alle performance finanziarie in futuro, considerato che l’azienda è stata finora in prima linea grazie agli accordi con OpenAI.

Nel caso di Google invece, oltre alla debolezza del suo business principale, quello della pubblicità, quello che ha sollevato preoccupazioni è stata l’incisività delle attività dell’azienda nel campo dell’intelligenza artificiale e il rischio che possa rimanere indietro rispetto a Microsoft.

Stessa sorte toccata giovedì ad Apple che nonostante le buone performance finanziarie ha registrato un calo delle azioni principalmente per i timori legati al rallentamento delle vendite in Cina, il suo mercato principale, ma anche per le poche indicazioni su come l’azienda si stia muovendo nel campo dell’intelligenza artificiale generativa, atteso che, le cuffie Vision Pro appena lanciate gli analisti non prevedono possano portare entrate significative per diversi anni.

Le azioni di Meta e Amazon invece hanno registrato entrambe un forte rialzo nelle negoziazioni post chiusura. Meta, oltre ai buoni risultati e ad aver lanciato il suo primo dividendo, ha fornito una prospettiva chiara sui progressi del suo programma di sviluppo dell’intelligenza artificiale affermando che quest’anno sarà la più grande area di investimento dell’azienda, facendo ritenere agli analisti che la tecnologia AI di Meta sarà in grado da fare da driver per la crescita della spesa pubblicitaria sulle sue piattaforme.

Gli utili di Amazon hanno superato le stime, facendo salire le quotazioni delle azioni negli scambi dopo la chiusura del mercato perché le nuove funzionalità di intelligenza artificiale generativa nelle sue attività di cloud ed e-commerce hanno stimolato una crescita robusta durante il periodo critico delle festività.

Amazon prevede che quest’anno le sue spese in conto capitale aumenteranno per supportare la crescita di AWS, compresi ulteriori investimenti nell’intelligenza artificiale generativa e in modelli linguistici di grandi dimensioni, tenuto conto che per rafforzare il proprio business nel cloud e in risposta all’investimento di 10 miliardi di dollari di Microsoft in OpenAI, l’azienda guidata da Jeff Bezos sta a sua volta investendo fino a 4 miliardi di dollari nel produttore di chatbot Anthropic.

C’è da ritenere quindi che nei prossimi appuntamenti con i dati trimestrali delle big tech gli occhi di investitori e analisti saranno puntati sulla ricerca dei segnali che gli investimenti multimiliardari effettuati nello sviluppo dell’intelligenza artificiale si stiano effettivamente traducendo in guadagni finanziari.

Sotto esame saranno soprattutto quelle realtà costrette ad inseguire per cogliere maggiori opportunità di crescita nel settore dell’intelligenza artificiale ed è prevedibile che l’ondata di investimenti registrata nel 2023 sarà seguita dall’integrazione della tecnologia in più applicazioni, che potrebbero cambiare in modo significativo  il panorama dei prodotti di intelligenza artificiale di successo.

Il contenuto del presente articolo deve intendersi solo a scopo informativo e non costituisce una consulenza professionale. Le informazioni fornite sono ritenute accurate, ma possono contenere errori o imprecisioni e non possono essere prese in considerazione per eventuali investimenti personali.

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La FTC indaga sui legami tra le big tech e le start-up dell’Intelligenza Artificiale

La Federal Trade Commission, l’antitrust americana ha aperto un’indagine sui rapporti tra le principali startup di Intelligenza Artificiale e i big del settore tech. L’obiettivo è quello di valutare se dietro le partnership e gli investimenti ci siano accordi potenzialmente in grado di minare la concorrenza o consentire un accesso privilegiato alle applicazioni di AI a scapito del mercato.

La stessa FTC ha dichiarato di aver emesso degli ordini obbligatori nei confronti di cinque aziende – Amazon, Google, Microsoft, OpenAI e Anthropic – chiedendo di fornire informazioni dettagliate su investimenti e partnership.

Il rapporto tra Microsoft con OpenAI è abbastanza noto e anche se l’azienda di Redmond non ha mai rivelato pubblicamente l’importo totale dell’investimento in OpenAI, si parla di una grandezza di circa 10 miliardi di dollari. Nell’ambito di questo accordo, Microsoft si sarebbe impegnata ad offrire la potenza di calcolo necessaria per addestrare i modelli di AI su enormi quantità di dati e avrebbe avuto in cambio i diritti esclusivi di sfruttamento di ciò che OpenAI avrebbe realizzato, consentendo alla tecnologia di essere inserita nei prodotti Microsoft.

Peraltro, anche Google e Amazon hanno recentemente concluso accordi multimiliardari con Anthropic, un’altra startup di Intelligenza Artificiale con sede a San Francisco e formata da ex dirigenti di OpenAI.

Anche l’Autorità britannica per la concorrenza e i mercati sta esaminando gli accordi e la stessa Commissione Europea ha avviato una verifica sull’investimento di Microsoft e OpenAI ai sensi del regolamento Ue sulle concentrazioni. La vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager, che ha la delega alla concorrenza, ha dichiarato in proposito che è fondamentale che i nuovi mercati rappresentati dall’Intelligenza Artificiale generativa e il virtuale rimangano competitivi e che nulla possa ostacolare l’accesso alle risorse da parte di tutte le aziende garantendo che le nuove tecnologie vadano a beneficio dei cittadini e non di singole aziende.

Va detto, peraltro, che l’indagine aperta dalla Commissione Europea non riguarda solo Microsoft e OpenAI quanto, più in generale, eventuali accordi chiusi dalle big tech con i fornitori di AI generativa, con l’obiettivo di valutare se e come queste partnesrship possano impattare sulle dinamiche di mercato.

L’UE è stata la prima nel mondo a cercare di legiferare l’Intelligenza Artificiale con l’AI Act in attesa di approvazione definitiva da parte del Parlamento Europeo. Del resto, questa nuova tecnologia ha la potenzialità di rivoluzionare l’economia e il mondo del lavoro, presentando anche delle sfide di tipo etico per l’umanità sulle quali si è pronunciato anche recentemente Papa Francesco, sottolineando la necessità di adottare dei modelli di regolamentazione etica per arginare eventuali risvolti dannosi e discriminatori, socialmente ingiusti, dei sistemi di Intelligenza Artificiale.

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