Una parola ricorre sempre più spesso quando si parla di libri, giornali e algoritmi: Far West. Non perché l’intelligenza artificiale cavalchi al tramonto con il cappello da cowboy ma perché il confine tra innovazione e illegalità, tra utilizzo lecito e sfruttamento opaco dei contenuti, appare, per molti versi ancora incerto. E nel frattempo l’editoria fa i conti con numeri che non sono affatto romanzeschi.
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Una famiglia perfetta, un minivan a guida autonoma, un torneo di lacrosse e un incidente che spezza due vite. Basterebbe questo incipit per costruire un solido dramma domestico, ma Bruce Holsinger, medievista di formazione e romanziere capace di attraversare con disinvoltura i nervi scoperti della contemporaneità, in “Colpevolezza” sceglie di fare un passo ulteriore: trasformare una tragedia familiare in una riflessione narrativa sulla responsabilità morale nell’era dell’intelligenza artificiale.
Internet Archive, per molti, è una sorta di biblioteca di Alessandria digitale. Non sempre ordinata, spesso rumorosa, ma indispensabile per capire come il web è diventato quello che è. Eppure oggi quella biblioteca rischia di trovarsi con sempre più scaffali vuoti. New York Times e Guardian hanno deciso di bloccare l’accesso ai propri siti alla Wayback Machine, lo strumento simbolo dell’archivio che da anni conserva versioni storiche delle pagine web. Il motivo ufficiale è semplice e, in apparenza, inattaccabile: quei contenuti potrebbero essere usati per addestrare modelli di intelligenza artificiale senza autorizzazione.
C’è un paradosso che chi si occupa di intelligenza artificiale conosce bene ma finge di ignorare nelle conference call del lunedì mattina. L’AI promette di essere la tecnologia più potente e trasformativa del nostro tempo, capace di ridisegnare lavoro, istruzione, sanità, sicurezza e perfino le nostre relazioni. Eppure rischia di nascere e crescere con un difetto di fabbrica antico quanto il mondo analogico che pretende di superare. Il gender gap. Oggi, in occasione della Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, arriva in edicola (e in libreria dal 20 febbraio) “Nessuna fuori dal codice. Donne che stanno riscrivendo l’AI” di Alessia Canfarini e Simona Rossitto, edito da Il Sole 24 Ore. Il titolo è già un manifesto e anche un promemoria. Se il codice è il nuovo linguaggio del potere, nessuna può restarne esclusa.
Nel chiarore fioco di un garage riconvertito nella campagna dell’Hampshire, Peter Hickman era chino sul suo ricevitore a onde corte, un vecchio apparato che aveva visto giorni migliori ma che ancora catturava segnali dall’etere come un segugio sulla traccia. Hickman non era un radioamatore dilettante nel senso dispregiativo del termine: era un ex analista di intelligence elettronica del GCHQ di Cheltenham, che trascorreva la pensione a dare la caccia ai fantasmi della Guerra Fredda. La frequenza 4625 kHz era la sua veglia notturna: il ronzio monotono di UVB-76, ora Nzhti, pulsava come un battito meccanico dal 1976. Era l’enigma russo, un faro del giorno del giudizio legato al Distretto Militare Occidentale, la cui funzione restava avvolta nelle smentite del Cremlino. Le deviazioni dal segnale standard avevano annunciato crisi in passato: l’invasione sovietica dell’Afghanistan, il disastro di Chernobyl, l’annessione della Crimea. Hickman conosceva i pattern a memoria.
Se cercate uno scrittore di fantascienza che guardi all’intelligenza artificiale senza stracciarsi le vesti né evocare Terminator a ogni paragrafo, Liu Cixin è l’uomo giusto. In un’intervista rilasciata al South China Morning Post, lo scrittore cinese più influente del nostro tempo fa qualcosa di sorprendentemente raro: ragiona sul futuro dell’umanità e dell’AI senza panico morale, ma anche senza ingenuità. Il risultato è una visione che oscilla tra il cosmico e il pragmatico, con una serenità che, detta oggi, suona quasi provocatoria.
L’intelligenza artificiale non è più una promessa lontana: sta già trasformando il modo in cui lavoriamo, studiamo, comunichiamo e prendiamo decisioni. Ma orientarsi tra hype, annunci sensazionalistici e reali progressi tecnologici non è semplice. Per iniziare il 2026 con gli strumenti giusti, la redazione di Rivista.AI ha selezionato 10 libri sull’intelligenza artificiale da non perdere. Una scelta pensata per chi vuole capire davvero cosa sta succedendo nel settore senza rinunciare a una visione critica e aggiornata.
Immaginate per un momento il Parlamento europeo come un elegante teatro dell’opera. Platea gremita, luci soffuse, tradizionale ritualità della democrazia rappresentativa. E ora immaginate la scena che cambia: sul palco, al posto dei commissari, compaiono Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Sundar Pichai e l’immancabile Elon Musk, che naturalmente arriva in ritardo, forse perché con la sua Tesla non trovava parcheggio.
Quest’anno, il tema ufficiale della Fiera del Libro di Francoforte 2025, che si è svolta il mese scorso è stato “Ponti di libertà”. Ma a detta degli editori, quei ponti sembrano costruiti su fondamenta digitali un po’ instabili, mentre il traffico che ci scorre sopra è monopolizzato dai soliti colossi Usa, Google, Microsoft e Amazon in primis, assieme ai loro cugini cinesi.
C’erano una volta i libri. Non nel senso nostalgico da bibliofilo con il monocolo, ma nel senso sostanziale: oggetti carichi di tempo, fatica, dubbio, riscrittura. Monumenti miniaturizzati del pensiero umano, faticosamente scolpiti uno per uno da menti reali, con mani tremanti e notti insonni. Oggi? Oggi il libro è un file .mobi assemblato da un modello generativo in mezz’ora, taggato con parole chiave furbe, impacchettato in una copertina accattivante e sparato su Amazon come un detersivo in offerta.
L’intimità vietata: l’algoritmo della solitudine e l’utopia tossica di Hsin-Hui Lin
Allieva di Chi Ta-wei, autore di Membrana e figura di culto della fantascienza queer asiatica, Hsin-Hui Lin 林新惠 (1990) non si limita a seguirne le orme: le distorce, le amplifica, le radicalizza. Dove Membrana ci portava in un futuro in cui il corpo umano è ridotto a contenitore biologico per identità fluide e intelligenze digitali,Lin Hsin-hui: Intimità senza contatto (Contactless Intimacy) opera un’ulteriore torsione, privando il corpo non solo della sua fisicità ma anche della sua agency. La fantascienza queer di Chi si fondava su un hacking dell’identità di genere, sulla mutazione come possibilità politica. Lin prende quella possibilità e la innesta in un mondo in cui ogni mutazione è standardizzata, sterilizzata, imposta da un’autorità algoritmica.
Chi Ta-wei aveva già tracciato i confini di una sessualità postumana, ma la sua era ancora animata da una certa speranza utopica: la fine del corpo come limite significava, per lui, una nuova liberazione identitaria. Hsin-Hui Lin, invece, guarda lo stesso scenario con l’occhio cinico di chi ha vissuto un lockdown globale e ne ha assaporato l’isolamento forzato. Il corpo non è più un ostacolo: è un rischio epidemiologico, un problema da eliminare. La sessualità, anziché liberarsi, viene riscritta in chiave normativa e performativa, secondo parametri di “sincronizzazione” stabiliti da un’intelligenza artificiale che finge di essere neutra, ma in realtà ricalca e perpetua le stesse strutture patriarcali e gerarchiche del passato.
Vi consiglio cinque libri che potrebbero cambiare la vostra vita. Oppure semplicemente farvi rivalutare la vostra esistenza di fronte all’avanzata inesorabile delle macchine. Ecco un breve viaggio tra tomi, grandi classici prima della GENAI, che promettono di allinearvi al futuro, o almeno di prepararvi psicologicamente al dominio delle intelligenze artificiali.

Il Buon Natale dell’IA
I migliori libri recenti sull’AI – un corpo crescente di letteratura emerso per aiutarci a comprendere ed esplorare i molteplici aspetti dell’AI.
Nel 2024, l’intelligenza artificiale è diventata un elemento centrale non solo nel campo tecnologico, ma anche in molte altre discipline, dalla medicina all’educazione, dall’economia alla scienza. Per coloro che desiderano comprendere e sfruttare appieno il potenziale dell’IA, leggere libri di qualità è un passo fondamentale. Esploriamo quindi i migliori libri sull’intelligenza artificiale di quest’anno, analizzando come possono aiutare a comprendere la tecnologia e a utilizzarla in modo efficace in vari ambiti.
Cari lettori spesso la politica si intreccia con la tecnologia. Pochi giorni dopo il tentato attentato alla sua vita, Donald Trump continua a essere al centro del dibattito negli Stati Uniti. Ha recentemente annunciato il suo candidato alla vicepresidenza in caso di vittoria: J.D. Vance.
Nel “disordine mondiale”, che cresce progressivamente sotto i nostri occhi, con equilibri geopolitici in rapido mutamento, per provare a capire quello che sta accadendo a livello globale serve una guida per orientarsi. Una guida efficace e illuminante può essere il nuovo libro di Giampiero Massolo, “Realpolitik“, scritto con Francesco Bechis ed edito da Solferino.
Scrivere un romanzo con Chat GPT non è proprio così semplice come molti possono pensare. Non si può semplicemente chiedere a Chat GPT di scrivere un libro partendo dal nulla, così come non è possibile chiedergli di scrivere il primo, poi il secondo, il terzo capitolo e così via.
L’intelligenza artificiale non funziona in questo modo, occorre sapere come procedere passo passo per sfruttare appieno tutte le sue potenzialità.
Certamente possiamo utilizzare ChatGPT per generare idee, personaggi, dialoghi e persino parti di testo per un romanzo. Possiamo usarlo per chiedergli suggerimenti, aiutarci a sviluppare trame o anche a rispondere a domande specifiche sul nostro progetto editoriale.
Scrivere un romanzo con Chat GPT non è proprio così semplice come molti possono pensare. Non si può semplicemente chiedere a Chat GPT di scrivere un libro partendo dal nulla, così come non è possibile chiedergli di scrivere il primo, poi il secondo, il terzo capitolo e così via.
L’intelligenza artificiale non funziona in questo modo, occorre sapere come procedere passo passo per sfruttare appieno tutte le sue potenzialità.
Certamente possiamo utilizzare ChatGPT per generare idee, personaggi, dialoghi e persino parti di testo per un romanzo. Possiamo usarlo per chiedergli suggerimenti, aiutarci a sviluppare trame o anche a rispondere a domande specifiche sul nostro progetto editoriale.
Dall’autore di bestseller della letteratura manageriale e dal responsabile della divisione AI di Deloitte negli Stati Uniti, uno sguardo affascinante sulle aziende all’avanguardia che utilizzano l’intelligenza artificiale per creare nuovi vantaggi competitivi.
Sebbene la maggior parte delle organizzazioni stia scommettendo in modo modesto sull’intelligenza artificiale, esiste un gruppo di imprese di rilevanza mondiale che stanno puntando tutto su questa tecnologia e trasformando radicalmente i propri prodotti, processi, strategie, relazioni con i clienti e persino la propria cultura. Sebbene queste organizzazioni rappresentino meno dell’uno per cento delle grandi imprese, sono tutte aziende di alto livello nei rispettivi settori. Hanno modelli di business migliori, prendono decisioni migliori, hanno rapporti migliori con i clienti, offrono prodotti e servizi migliori e spuntano prezzi più alti.
“Scacco matto con l’AI” analizza l’intelligenza artificiale all’avanguardia dal punto di vista di aziende affermate come Anthem, Ping An, Airbus e Capital One.
Ricco di approfondimenti, strategie e best practice, il libro fornisce ai leader e ai loro team le informazioni necessarie per aiutare le proprie aziende a portare l’intelligenza artificiale a un livello successivo.
Se siete curiosi di conoscere la prossima fase dell’implementazione dell’intelligenza artificiale all’interno delle imprese, o se state cercando di impiegare voi stessi questa potente tecnologia in modo più robusto, il lavoro di Davenport e Mittal vi offrirà una vista dall’interno su ciò
che stanno facendo i principali adottatori dell’intelligenza artificiale, fornendovi al contempo gli strumenti per mettere questa potente tecnologia al centro di tutto ciò che fate.

Scacco matto con l’AI: Come le aziende all’avanguardia stravincono con l’intelligenza artificiale di Thomas H. Davenport e Nitin Mittal, Egea Editore, 236 pagine, euro 32,00
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