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Artemis II riaccende la corsa alla Luna: tra record, geopolitica e basi lunari “made in Italy”

Lo spazio è tornato a essere una cosa seria. Non solo per gli ingegneri o per gli appassionati, ma anche per governi, industrie e, inevitabilmente, per chi guarda alla Luna come al prossimo terreno di competizione globale. Il successo di Artemis II ha rimesso tutto in moto, e lo ha fatto con una chiarezza che mancava da decenni.

Artemis II, oltre ogni record: l’umanità riscrive la distanza e guarda la Luna negli occhi

La corsa allo spazio non è mai stata una questione di chilometri, ma di prospettiva. Eppure, ogni tanto, i numeri servono a ricordare quanto lontano siamo capaci di spingerci. La missione Artemis II ha appena ridefinito il concetto stesso di “lontano”, portando quattro astronauti più distanti dalla Terra di quanto qualsiasi essere umano sia mai stato.

Artemis II: la navetta a due terzi del viaggio verso la Luna

La navetta Orion della missione Artemis II ha già raggiunto i due terzi del tragitto verso la Luna e i controllori di Houston stanno brindando a una delle manovre più pulite mai registrate. La navigazione con la capsula, ribattezzata Integrity dagli stessi equipaggi, sta procedendo speditamente al punto che non è stata necessaria una delle manovre previste per correggere la traiettoria verso la Luna. Un piccolo trionfo burocratico che, tradotto in termini umani, significa ore extra per ripassare le procedure del grande appuntamento di lunedì 6 aprile: il sorvolo ravvicinato che porterà gli astronauti a sfiorare il nostro satellite a distanza record per questa missione.

Dalle miniere di Lula alle frontiere della fisica quantistica. La Sardegna si candida per ospitare Einstein Telescope

Dalle profondità silenziose di una miniera dismessa alle ambizioni più estreme della fisica contemporanea. La candidatura della Regione Sardegna a ospitare l’Einstein Telescope non è soltanto un progetto scientifico, ma un racconto europeo fatto di tecnologia, cooperazione e una certa dose di coraggio strategico.

La presentazione ufficiale a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, ha segnato un passaggio chiave in una competizione che si deciderà entro il 2027. Sul tavolo non c’è solo la scelta di un sito, ma la definizione di dove verrà costruita una delle infrastrutture scientifiche più avanzate al mondo. Un progetto che l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e il Ministero dell’Università e della Ricerca stanno sostenendo con una visione che va ben oltre i confini nazionali.

L’AI scopre nuovi mondi: oltre 100 esopianeti emergono dai dati e cambiano la geografia dell’universo

L’intelligenza artificiale ha appena fatto un salto di qualità che potrebbe far impallidire anche i più romantici tra gli astronomi. Non si limita più ad aiutare a leggere i dati, ma contribuisce direttamente a riscrivere la mappa dell’universo. Oltre cento nuovi pianeti al di fuori del Sistema Solare sono stati confermati grazie all’analisi automatizzata di milioni di osservazioni, segnando un punto di svolta nella ricerca astronomica contemporanea.

La scoperta, condotta dall’Università di Warwick e pubblicata sulla rivista scientifica Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, si basa sull’utilizzo di un sistema di machine learning chiamato Raven.

Gli Stati Uniti spengono i laboratori, l’Europa accende i talenti: la nuova geopolitica della ricerca

Nel grande romanzo della scienza globale, gli Stati Uniti hanno sempre interpretato il ruolo del protagonista. Finanziamenti abbondanti, università di élite, ecosistemi capaci di trasformare idee in innovazione. Da quello che ci è dato osservare però, la trama sta cambiando e nemmeno troppo lentamente. Negli ultimi mesi, infatti, la politica scientifica americana ha imboccato una traiettoria che molti ricercatori descrivono con un eufemismo: discontinua. Tagli ai finanziamenti, congelamento dei grant, revisioni ideologiche dei progetti e una crescente incertezza amministrativa stanno ridisegnando il panorama della ricerca negli USA. Non è solo una questione di numeri, ma di fiducia nel sistema.

Credevamo che ogni impronta fosse unica. L’AI ha scoperto che non è proprio così

L’identificazione delle impronte digitali è uno strumento fondamentale nelle indagini penali da oltre un secolo. Le forze dell’ordine di tutto il mondo hanno sempre operato nella convinzione che non esistano due impronte digitali uguali, nemmeno tra le dieci dita di una stessa persona. Questo principio ha plasmato il modo in cui vengono raccolte le prove, identificati i sospettati e valutati i colpevoli in tribunale. Un nuovo studio pubblicato su Science Advances presenta prove che potrebbero mettere in discussione questo assunto fondamentale.

Koivuniemi, Google Deep Mind: l’AI migliorerà la scienza, il modello è quello del Nobel

L’intelligenza artificiale è in grado di migliorare la scienza, come hanno dimostrato i premi Nobel appena assegnati, e di potenziare le capacità umane. Certo, va implementata reposnabilmente e poprio per questo è importante anche parlare dei rischi che questa tecnologia comporta. È il parere espresso da Anna Koivuniemi, a capo del Google DeepMind Impact Accelerator, la costola del colosso tecnologico di cui fanno parte due dei tre premi Nobel per la chimica annunciati nei giorni scorsi: Demis Hassabis e John M. Jumper premiati (insieme a Davide Baker) per il loro lavoro sulla previsione delle strutture proteiche tramite l’IA.

Il dibattito tra Elon Musk e Yann LeCun sulla definizione di scienza

Prima di entrare nel dibattito facciamo un passo indietro. Galileo Galilei definisce la scienza come un metodo rigoroso che si basa su tre passaggi fondamentali:

  1. Le sensate esperienze: osservazione dei fenomeni naturali attraverso i cinque sensi, necessaria per l’induzione di leggi generali.
  2. Le necessarie dimostrazioni: formulazione di ipotesi attraverso ragionamenti logici e matematici, che conducono a teorie e leggi scientifiche.
  3. Cimento o verifica: verifica delle ipotesi formulate attraverso esperimenti riproducibili e misurazioni matematiche, in modo da confermare o falsare le teorie.

L’Intelligenza Artificiale legge Epicuro. Decifrati i papiri carbonizzati di Ercolano

Nel 79 d.C. un boato improvviso interruppe lo scorrere quotidiano della vita alle falde del Vesuvio. Una colonna di materiale vulcanico si elevò fino a raggiungere i 14 km di altezza rilasciando una pioggia di lapilli e pomici che, mossa dal vento, iniziò a depositarsi su Pompei e sui vicini centri abitati. Ercolano fu investita dapprima da nubi ardenti con una temperatura di circa 400° che viaggiavano ad una velocità di oltre 80 km orari e poi da colate di fango che seppellirono la città sotto una coltre di circa 20 metri di materiale vulcanico.

A rimanere sepolta fu anche una villa che ospitava al suo interno una grande biblioteca di rotoli di papiro che, grazie alle altissime temperature raggiunte, combinate poi con l’assenza di ossigeno, sono rimasti carbonizzati ma anche preservati dal deterioramento. Scoperti negli scavi del 1752 sono però rimasti illegibili fino ad ora proprio perché impossibili da srotolare senza distruggerli.

Ora invece un team internazionale di ricercatori, grazie all’Intelligenza Artificiale, è riuscito a rivelare parte del contenuto di uno dei papiri un software per srotolare virtualmente i papiri, utilizzando immagini tridimensionali di tomografia computerizzata. Si tratta di Youssef Nader, Luke Farritor e Julian Schilliger, che hanno sfruttato uno strumento chiamato ThaumatoAnakalyptor che permette di rilevare gli strati accartocciati presenti nella scansione 3D del rotolo fatta coi raggi X, permettendo così di srotolarli.

I brani decifrati sono 11 colonne di testo, per un totale di oltre 2mila caratteri che parlano di musica, cibo e, in generale, di piacere, che farebbero pensare a parole del filosofo greco Filodemo, un seguace di Epicuro che visse nella villa di Ercolano che ospitava i rotoli di papiro.

Si tratta di un fatto entusiasmante, non tanto per il testo in se, quanto per le possibilità che questa nuova tecnica apre agli studiosi per decifrare le centinaia di rotoli di papiro di Ercolano sigillati ancora da leggere e che potrebbero celare opere considerate perdute.

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