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Tutti d’accordo a rallentare, ma nessuno rallenta: il dilemma del prigioniero dell’AI

“Beyond the horizon of the place we lived when we were young,
in a world of magnets and miracles.
Our thoughts strayed constantly and without boundary,
the ringing of the division bell had begun”
Inizia così High Hopes dei Pink Floyd, sto ascoltando l’album mentre scrivo, e fa sembrare tutto un po’ surreale.

Qualche settimana fa Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha pubblicato sul suo blog personale un saggio dal titolo che non lascia spazio a interpretazioni: “We Must Pace the Frontier“, dobbiamo dare un ritmo alla frontiera. In sintesi dice che le aziende che costruiscono i modelli più potenti dovrebbero rallentare la crescita delle loro capacità, per dare tempo alla sicurezza di stare al passo.

Nel giro di poche ore Sam Altman, Elon Musk e Demis Hassabis hanno risposto pubblicamente di essere d’accordo. Quattro concorrenti diretti, che si contendono clienti, talenti e miliardi, dalla stessa parte. Una scena mai vista prima. E poi che è successo?

Poi sono arrivate le tre settimane successive, e in quelle tre settimane sono usciti sei nuovi modelli di primo piano, due dei quali proprio da Anthropic.

A prima vista sembra la classica storia di chi predica bene e razzola male. In realtà c’è una spiegazione più interessante, e ha un nome preciso che arriva dalla teoria dei giochi che si chiama “Il dilemma del prigioniero“. È la situazione in cui tutti sanno quale sarebbe la scelta migliore per il gruppo, ma nessuno può permettersi di farla per primo.

Vediamo con ordine cosa propone Amodei, come funziona il dilemma del prigioniero, come hanno risposto gli altri leader dell’AI, quali modelli sono usciti davvero dopo il saggio e cosa dicono i numeri degli investimenti.

Anthropic regala Claude alle startup per un anno. Ma il vero obiettivo è entrare nel loro stack

Claude Startups offre un anno di Claude Team, 1.000 dollari di crediti API e un pacchetto di servizi ai giovani sviluppatori. Il valore dell’iniziativa non è però soltanto economico: nella competizione tra OpenAI, Google e Anthropic, conquistare una startup significa provare a diventare l’infrastruttura sulla quale costruirà i propri prodotti.

Microsoft e Meta tagliano Claude. Per Anthropic il problema è che i suoi clienti sono anche concorrenti

Microsoft riduce di oltre un terzo la spesa interna prevista per i modelli di Anthropic, mentre Meta dimezza gli utilizzatori di Claude Code e spinge i propri strumenti. Alla vigilia dell’IPO emerge uno dei rischi strutturali del business dell’AI: vendere tecnologia alle stesse Big Tech che hanno capitale, modelli e infrastrutture per provare a sostituirla.

Anthropic scommette 518 miliardi sul futuro dell’AI. I conti dietro l’IPO raccontano quanto costa la corsa a Claude

518 miliardi di dollari. È la cifra che compare nel prospetto riservato dell’IPO di Anthropic per gli impegni e la spesa futura legati a cloud, capacità di calcolo e infrastrutture nei prossimi anni, secondo Reuters e Financial Times. Non significa che la società debba versare domani mezzo trilione di dollari, né che si tratti interamente di capex. Ma dà per la prima volta una dimensione finanziaria alla scommessa che Dario Amodei sta facendo sul futuro di Claude.

Il paradosso Claude: Anthropic costruisce l’AI per dire di no. Per il Pentagono è proprio questo il rischio

La Corte d’Appello di Washington conferma, con una decisione 2 a 1, la designazione di Anthropic come rischio per la supply chain della sicurezza nazionale. Al centro dello scontro non c’è un’AI fuori controllo, ma il contrario: un modello costruito per rifiutare alcuni ordini. Una sentenza che tocca la strategia di Dario Amodei e apre una domanda anche in vista dell’IPO: quanto vale la safety quando diventa un limite al mercato?

Anthropic cresce come nessuno. Allora perché sta rinviando l’IPO?

65 miliardi di dollari di ricavi annualizzati, più di 11,5 miliardi di ricavi preliminari nel secondo trimestre, una crescita superiore di quattordici volte lo stesso periodo dell’anno precedente e, per la prima volta, un risultato operativo adjusted positivo.

Se questi fossero gli unici numeri da guardare, Anthropic dovrebbe correre verso Wall Street. Sta invece facendo esattamente il contrario o, più precisamente, sta rallentando.

Anthropic scopre i ricavi: 11,5 miliardi in tre mesi e l’IPO comincia a fare sul serio

Anthropic avrebbe superato gli 11,5 miliardi di dollari di ricavi nel secondo trimestre del 2026, contro 787 milioni un anno prima e 4,73 miliardi nei primi tre mesi dell’anno. La società di Claude avrebbe inoltre raggiunto un risultato operativo rettificato positivo. Numeri che cambiano la prospettiva sulla possibile Ipo prevista per l’autunno e, soprattutto, sulla capacità delle aziende di frontiera dell’intelligenza artificiale di trasformare enormi investimenti in fatturato reale.

Anthropic vuole comprare Decart. E se il futuro di Claude fosse imparare come funziona il mondo?

Anthropic sarebbe in trattative per acquisire Decart AI per circa 6 miliardi di dollari. L’operazione, stando alle indiscrezioni riportate da Bloomberg e Reuters, non sarebbe ancora conclusa, ma il suo significato va ben oltre la più grande acquisizione nella storia della società che sviluppa Claude. Decart lavora sui world model, sistemi che non si limitano a elaborare il linguaggio ma cercano di rappresentare, simulare e prevedere l’evoluzione del mondo fisico. E possiede anche una tecnologia capace di spremere più calcolo dai chip esistenti. Due indizi che raccontano piuttosto bene dove potrebbe andare la prossima fase dell’intelligenza artificiale.

Frontier AI e cybersecurity: gli Stati Uniti vogliono testare i limiti dei modelli più potenti prima del rilascio

Dopo gli episodi che hanno mostrato le capacità offensive dei nuovi agenti AI in ambienti controllati, la Casa Bianca coinvolge OpenAI, Anthropic, Google e Meta nella definizione di un framework volontario per valutare i rischi cyber dei modelli più potenti.

Focus. Il caso Fable: quando un’AI può essere spenta da Washington e l’Europa scopre di non avere il telecomando

Il blocco lampo di Claude Fable 5 e Mythos 5 da parte del governo Usa non è (solo) una storia di cybersecurity. È la prova generale di un futuro in cui l’accesso ai modelli di frontiera diventa leva geopolitica e l’Europa, Italia compresa, si ritrova spettatrice di un film a cui non ha contribuito neanche alla stesura del copione.

Anthropic vale 965 miliardi: la corsa all’AI diventa una gara di bilanci, potere e aspettative

Avete fatto caso che nel mondo dell’AI i numeri hanno smesso di essere dei semplici indicatori economici? Eh si, sono diventati dichiarazioni di potere. L’ultimo segnale arriva da Anthropic, che con un nuovo round di finanziamento da 65 miliardi di dollari ha spinto la propria valutazione a 965 miliardi, superando OpenAI e consolidando una leadership che non riguarda solo la tecnologia, ma anche la finanza globale.

Anthropic sbarca a Milano: l’Italia diventa improvvisamente interessante nello scenario globale dell’AI

L’Italia è sempre stata raccontata come il Paese dove la tecnologia arriva con un leggero ritardo narrativo. Oggi sembra che qualcosa stia cambiando. Anthropic, una delle aziende più potenti e strategicamente importanti dell’intero ecosistema globale dell’AI, ha deciso di aprire un ufficio italiano a Milano. E il dettaglio interessante non è soltanto geografico. È industriale.

La grande illusione dell’oro digitale: perché i conti trimestrali dei big tech raccontano una verità scomoda

La simultaneità quasi coreografica con cui Google, Microsoft, Amazon e Meta Platforms hanno pubblicato i risultati del trimestre di marzo non è un semplice dettaglio operativo: è una dichiarazione implicita di potere. Coordinare una tale massa di dati finanziari equivale a orchestrare un segnale globale ai mercati: la narrativa dell’intelligenza artificiale non è più una promessa, è un’infrastruttura. Il problema, come spesso accade quando la Silicon Valley accelera, è che la velocità della narrativa supera quella della sostenibilità economica.

Pioggia di miliardi su Anthropic: quando Google e Amazon si sfidano a colpi di assegni

Sessantacinque miliardi di dollari in pochi giorni: la startup di Claude diventa il nuovo campo di battaglia tra i giganti del cloud, mentre OpenAI osserva con crescente nervosismo.

La settimana scorsa, Anthropic era “soltanto” una delle startup più promettenti nel panorama dell’intelligenza artificiale. Oggi, con 65 miliardi di dollari di investimenti annunciati in meno di una settimana, l’azienda fondata dai fratelli Amodei si ritrova al centro di quella che potrebbe essere definita la più costosa partita a scacchi della storia della Silicon Valley.

Corsa ai data center: Anthropic guarda all’Europa e trasforma l’energia in potere computazionale

Nel mondo dell’intelligenza artificiale, la vera moneta non è più solo il talento o l’algoritmo, ma qualcosa di molto più tangibile: la capacità di calcolo. E quando Anthropic inizia a muoversi con decisione verso l’Europa per assicurarsi data center, il messaggio è piuttosto chiaro. La partita globale dell’AI si gioca sempre più su infrastrutture, energia e geografia.

Trump riapre ad Anthropic: l’AI tra difesa, potere e nuovi equilibri del venture capital

Washington scopre che con l’intelligenza artificiale le posizioni nette durano meno di un ciclo di aggiornamento software. La vicenda che coinvolge Anthropic e l’amministrazione guidata da Donald Trump è l’esempio perfetto di come la geopolitica dell’AI possa cambiare direzione nel giro di poche settimane, passando da minaccia per la sicurezza nazionale a possibile partner strategico.

Londra capitale dell’AI: Anthropic rilancia e sfida OpenAI nel cuore dell’Europa tecnologica

Qualcuno potrebbe definirla una coincidenza. Più realisticamente, si tratta di una gara a chi arriva prima e occupa più spazio. A pochi giorni dall’annuncio del primo ufficio permanente londinese di OpenAI (dopo l’interruzione del progetto Stargate UK), arriva la risposta di Anthropic: espansione massiccia nella capitale britannica, con nuovi spazi progettati per ospitare fino a 800 persone.

Il messaggio è chiaro anche senza bisogno di interpretazioni particolarmente sofisticate. Londra non è più solo un hub importante, ma sta diventando uno dei principali campi di battaglia globali per l’intelligenza artificiale. E quando due protagonisti come OpenAI e Anthropic iniziano a muoversi quasi in sincronia, è difficile credere che si tratti di un caso.

AI e cybersicurezza, l’effetto Mythos: quando gli algoritmi potrebbero diventare hacker

Nel mondo della sicurezza informatica, dove ogni vulnerabilità è una crepa da sigillare prima che qualcuno la allarghi, sta emergendo un nuovo protagonista che rischia di cambiare le regole del gioco. Non è un gruppo di hacker particolarmente brillante né una nuova tecnica rivoluzionaria, ma un modello di intelligenza artificiale.

L’alleanza anti-Cina dei big dell’AI: Google, OpenAI e Anthropic uniscono le forze per fermare il saccheggio dei loro modelli

In un settore dove la competizione è feroce e ogni punto percentuale di benchmark può valere miliardi, tre dei più grandi rivali dell’intelligenza artificiale americana hanno deciso di fare qualcosa di inaspettato: collaborare.

Google, OpenAI e Anthropic hanno iniziato a condividere informazioni attraverso il Frontier Model Forum, il consorzio che loro stessi hanno fondato nel 2023 insieme a Microsoft, per individuare e contrastare i tentativi di “distillazione avversaria” messi in atto dai laboratori cinesi.

Corte d’Appello Usa boccia il ricorso di Anthropic: il Pentagono può mantenere Claude in black list

In una mossa che sembrerebbe far segnare un punto a favore dell’amministrazione Trump nel suo scontro con Dario Amodei sul tema della sicurezza, la Corte d’Appello federale del Distretto di Columbia ha respinto ieri la richiesta di Anthropic di sospendere temporaneamente la designazione del Pentagono come “rischio per la catena di fornitura nazionale”. L’azienda californiana, creatrice del modello Claude, resta quindi, almeno per ora, nella lista nera del Dipartimento della Difesa (ribattezzato Department of War dall’attuale amministrazione).

Anthropic supera OpenAI? La nuova guerra dell’AI si gioca sui ricavi

Fino ad oggi la narrativa è stata semplice: chi controlla OpenAI guida la rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Poi arriva un momento in cui i numeri iniziano a raccontare una storia leggermente diversa e, per certi versi, molto più interessante. Secondo le ultime stime, Anthropic si prepara a superare il suo storico rivale in termini di ricavi annualizzati.

Accordo Sparkle – Anthropic per Claude: l’AI diventa infrastruttura, non più esperimento

L’accordo tra Sparkle e Anthropic per l’offerta dei modelli Claude attraverso Amazon Bedrock segna un passaggio meno appariscente di quanto sembri, ma molto più strategico di quanto raccontino i comunicati stampa. Non si tratta semplicemente di aggiungere un nuovo modello linguistico a catalogo. Il punto è che l’intelligenza artificiale generativa smette di essere una tecnologia da testare e diventa un servizio infrastrutturale, pronto all’uso e, soprattutto, governabile.

OpenAI conquista il Pentagono dopo il caso Anthropic: sicurezza, potere e nuovi equilibri nell’AI militare

La partita tra intelligenza artificiale e difesa americana non conosce pause. Dopo il braccio di ferro tra il Anthropic e il Pentagono, culminato con lo stop imposto dall’amministrazione di Donald Trump all’uso dei suoi sistemi nelle agenzie federali, la scena è stata rapidamente occupata da un altro protagonista. OpenAI ha annunciato un accordo con il Dipartimento della Difesa per fornire le proprie tecnologie di intelligenza artificiale anche su sistemi classificati.

ANTHROPIC: AI agents e il nuovo equilibrio del potere nella sicurezza dei contratti smart

Artificial intelligence è entrata nella stanza con la delicatezza di un elefante in un laboratorio di cristalli e i numeri pubblicati da Anthropic gettano una luce impietosa sulla nuova geografia del rischio digitale. La rivelazione che gli agenti AI hanno replicato la performance di attaccanti umani esperti in più della metà degli exploit su contratti smart degli ultimi cinque anni non sorprende nessuno che lavori davvero nella sicurezza blockchain, ma scuote comunque il settore per la brutalità statistica con cui fotografa la situazione.

Gli agenti non solo riproducono i pattern di attacco conosciuti, si allenano su dataset enormi, interiorizzano le vulnerabilità più iterate e soprattutto costruiscono un vantaggio strategico sulla velocità. Un attaccante umano si stanca, un agente no. Una battuta che circola fra chi si occupa di offensive AI dice che la criminalità informatica ha finalmente trovato il dipendente modello, instancabile, senza ferie, e soprattutto poco incline ai dilemmi morali.

Claude Opus 4.5 ridefinisce l’automazione del lavoro da scrivania

Subito un fatto: Opus 4.5 non è una semplice versione incrementale. È il tentativo dichiarato di ripensare cosa significhi “fare lavoro d’ufficio” nel 2025. Anthropic la chiama “il miglior modello al mondo per coding, agenti e uso del computer”. Il tono non è iperbole da marketing, ma rivendicazione di leadership tecnica con risultati benchmark a sostegno.

Anthropic, tra giganti e capitali: il triangolo strategico che ridisegna il potere dell’AI

Si potrebbe dire che la mossa era prevedibile, ma solo in retrospettiva, come sempre accade con le svolte che contano davvero. Anthropic ha scelto di giocare su più tavoli contemporaneamente e ora si ritrova al centro di una triangolazione che unisce Microsoft, NVIDIA e Amazon, con una naturalezza che farebbe invidia a un banchiere d’affari abituato a spostare miliardi come pedine su una scacchiera invisibile. La parola chiave è partnership strategica, e dietro questa etichetta si nasconde un cambiamento più profondo: l’accesso ai modelli Claude su Microsoft Azure, un’operazione che trasforma questi sistemi nell’unica famiglia di modelli frontier disponibile sui tre grandi cloud globali. Una di quelle condizioni che piace raccontare agli investitori quando si vuole far capire che il vantaggio competitivo è reale, misurabile e non replicabile con leggerezza.

Anthropic investe sulla neutralità politica di Claude (e non è una mossa da PR)

Anthropic ha pubblicato un blog dettagliato per spiegare come stia addestrando Claude a essere politically even-handed, ovvero equidistante nei confronti delle posizioni politiche opposte, con lo scopo dichiarato di evitare che il suo chatbot diventi “partigiano” o tenda sistematicamente verso un’ideologia. (Anthropic)

Il tempismo non è casuale: arriva pochi mesi dopo l’ordine esecutivo di Donald Trump che richiede, per gli appalti governativi, modelli AI “unbiased” e “truth-seeking”. Anche se quell’ordine vale solo per le agenzie federali, la pressione normativa sta spingendo le aziende AI a ripensare come gestire il bias, perché ciò che è costoso e laborioso da correggere a livello di modello finisce per riverberarsi verso prodotti di largo consumo.

La nuova geografia dell’intelligenza artificiale: Anthropic corre, OpenAI brucia

Il boom dell’intelligenza artificiale sta disegnando due filosofie economiche opposte nella Silicon Valley. Da un lato Anthropic, sostenuta da Amazon e Google, che cresce in modo quasi chirurgico; dall’altro OpenAI, creatrice di ChatGPT, che continua a spendere come se la corsa fosse infinita. Secondo documenti rivelati dal Wall Street Journal, la società di Dario Amodei punta a raggiungere la soglia di pareggio nel 2028, con ricavi fino a 70 miliardi di dollari, contro i circa cinque previsti per quest’anno. Una traiettoria impressionante, spinta dalla diffusione del suo chatbot Claude, ormai adottato da molte aziende per il coding e l’assistenza automatizzata.

Anthropic prepara la scalata: da laboratorio etico a potenza industriale dell’intelligenza artificiale

Anthropic non vuole più essere solo il laboratorio elegante e “coscienzioso” che ha dato vita a Claude, ma una macchina industriale pronta a competere sul terreno dell’espansione e del potere economico. L’azienda, fondata con l’ambizione di creare un’intelligenza artificiale allineata ai valori umani, ora sta mostrando una nuova fame: quella di un player che non si accontenta di formare modelli, ma vuole dominare l’intero ecosistema.

Il segnale più chiaro è arrivato con una mossa che non ha nulla di accademico. Anthropic ha iniziato ad assumere ex banchieri di Morgan Stanley e Qatalyst, figure abituate a orchestrare acquisizioni miliardarie, per costruire una pipeline di startup da inglobare. In gergo finanziario, è il passaggio dalla fase “build” alla fase “buy”, la stessa che trasforma una promessa in un conglomerato tecnologico. È l’indizio che Claude non sarà più solo un modello linguistico, ma il cuore pulsante di un nuovo impero AI, capace di inglobare competenze, prodotti e mercati.

Google rilancia su Anthropic per non restare indietro nella corsa dell’intelligenza artificiale

Google sta valutando di spingere con forza su Anthropic, la startup fondata da ex ricercatori di OpenAI che ha dato vita alla famiglia di modelli linguistici Claude. Secondo Business Insider, il gigante di Mountain View sarebbe in trattative preliminari per un nuovo round di finanziamento che potrebbe far lievitare la valutazione di Anthropic oltre i 350 miliardi di dollari, cifra che trasformerebbe la società in una delle più costose e strategiche del settore. Una mossa che, tradotta in termini geopolitici dell’AI, significa soltanto una cosa: Google non intende lasciare il terreno a Microsoft e Nvidia.

Bytedance Anthropic e la nuova cortina di silicio: il paradosso dell’intelligenza artificiale sotto embargo

La storia fra ByteDance e Anthropic non è un semplice incidente di percorso tra un’app di Singapore e una startup americana. È il nuovo capitolo della Guerra Fredda tecnologica del XXI secolo, una battaglia invisibile dove le armi non sono missili o sanzioni, ma modelli linguistici e dataset proprietari. Quando la cinese ByteDance, madre di TikTok, si è vista disconnettere l’accesso al modello Claude AI da parte della statunitense Anthropic, non è solo caduto un ponte di collaborazione. È collassato un pezzo dell’illusione di globalizzazione digitale che Silicon Valley e Shenzhen avevano faticosamente costruito in due decenni di interdipendenza tecnologica.

Dove l’uomo resta superiore all’intelligenza artificiale e perché la fiducia è il vero campo di battaglia

La nuova ricerca congiunta di OpenAI e Anthropic ha svelato ciò che molti sospettavano ma pochi avevano quantificato: l’intelligenza artificiale è straordinaria quando deve replicare schemi, ma l’essere umano resta imbattibile quando in gioco ci sono contesto, emozione e fiducia. In un’epoca in cui la produttività si misura in millisecondi e la conoscenza si sintetizza in prompt, questo studio segna un punto di svolta. Perché, se l’AI è il motore dell’efficienza, l’uomo resta l’unico architetto dell’autenticità.

Anthropic introduce introspective awareness in Claude

Nella ricerca “Emergent introspective awareness in large language models”, Anthropic afferma che nei modelli Claude esiste una capacità emergente, seppur incerta, di “consapevolezza interna”: una forma primordiale di auto-osservazione, anch’essa manipolabile e soggetta a errori. vedi Anthropic

Anthropic vs OpenAI: la guerra silenziosa per l’intelligenza artificiale aziendale

Curioso vedere OpenAI, il colosso da miliardi, correre come un maratoneta sotto steroidi verso la conquista dell’intelligenza artificiale, mentre Anthropic, con meno clamore e più disciplina, comincia a sembrargli la versione sobria e lucida del futuro. OpenAI costruisce data center da centinaia di miliardi, accumula chip come se fossero riserve d’oro, e si muove come una superpotenza convinta che la scala sia sinonimo di inevitabilità. Anthropic, invece, fa l’opposto. Punta su clienti enterprise, non sui fan di ChatGPT. E i numeri iniziano a farle ragione.

Anthropic punta su un milione di TPU Google per sfidare Nvidia e dominare l’AI

Giovedì, Anthropic ha annunciato un accordo con Google per l’utilizzo di fino a un milione di unità delle Tensor Processing Unit (TPU) di Google, un passo che potrebbe costare all’azienda decine di miliardi di dollari. Questo accordo segna una significativa espansione della capacità di calcolo di Anthropic, con oltre un gigawatt di potenza computazionale previsto online entro il 2026, sufficiente a soddisfare le crescenti esigenze del suo modello di intelligenza artificiale, Claude.

Claude entra in laboratorio: Anthropic punta forte sulle scienze della vita

In una recente conversazione, Dario Amodei, CEO di Anthropic, e Diogo Rau, Chief Information and Digital Officer di Eli Lilly and Company, hanno discusso del ruolo trasformativo dell’intelligenza artificiale nel settore delle scienze della vita. Il dialogo ha messo in luce come Lilly stia integrando modelli come Claude per migliorare la ricerca clinica e lo sviluppo di farmaci.

AI Agents diventano davvero utili con skills for Claude e Agentkit

AI agents hanno smesso di essere solo un concetto astratto o un esperimento da laboratorio. Ora le aziende di intelligenza artificiale puntano a renderli davvero utili per utenti e professionisti. Anthropic ha annunciato Skills for Claude, un sistema di “cartelle” contenenti istruzioni, script e risorse che Claude può caricare per diventare più intelligente su compiti specifici, dal lavoro su Excel al rispetto delle linee guida del brand. Gli utenti possono anche creare Skills personalizzate, utilizzabili su Claude.ai, Claude Code, API e SDK, con aziende come Box, Rakuten e Canva già a bordo.

Anthropic sogna di triplicare i ricavi nel 2026

Secondo le fonti Reuters, Anthropic starebbe per raggiungere un fatturato annualizzato di circa 7 miliardi di dollari questo mese, un salto rispetto ai circa 5 miliardi stimati a luglio. La società produttrice del modello Claude prevede che questo tasso si porti a 9 miliardi entro fine 2025, e tra 20 e 26 miliardi entro fine 2026.

Claude Haiku 4.5

Claude Haiku 4.5 è pensato per essere il modello “leggero” e veloce, accessibile nel prezzo, con buone capacità di ragionamento e generazione, un compromesso tra prestazioni e costo.

(Analogamente al modello Haiku 3.5 che era già la versione più rapida della serie Claude fino ad allora) Anthropic dichiara che Haiku 4.5 costa circa un terzo rispetto al modello Sonnet 4, e un quindicesimo rispetto al modello Opus più potente.

Anthropic: come 250 documenti possono sabotare un LLM da 13B

La notizia suona come una barzelletta da corridoio per ingegneri: basta infilare duecentocinquanta documenti avvelenati nel flusso di pretraining e il modello smette di comportarsi come un assistente utile e comincia a vomitare risposte inutili o addirittura dannose.

Questa non è iperbole, è il risultato principale di un lavoro sperimentale pubblicato da Anthropic che dimostra la sorprendente efficacia di attacchi di data poisoning su modelli che vanno da 600 milioni a 13 miliardi di parametri.

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