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Il richiamo di Wall Street: perché l’Europa tech continua a fare le valigie

Da Wise a Spotify, da Bending Spoons a Newcleo: il flusso di aziende europee verso il Nasdaq non si è mai fermato. E mentre Piazza Affari aspetta nuove quotazioni, gli Stati Uniti continuano a fare incetta di campioni continentali.

Milano, un edificio moderno e funzionale tra corso Como e la stazione Garibaldi, all’ombra dei grattacieli di Porta Nuova. Qui ha sede Bending Spoons, gruppo che possiede app usate da centinaia di milioni di persone nel mondo. Proprio in questo mese di giugno 2026 ha depositato alla Sec il modulo F-1. Destinazione: Nasdaq. Valutazione attesa: 20 miliardi di dollari. Non una start-up qualunque, dunque, che, al momento di scegliere dove crescere sul mercato pubblico, guarda oltre l’Atlantico.

I dolori del giovane Musk: tra AI, finanza creativa e giudici francesi poco accomodanti

Elon Musk continua a muoversi con la consueta disinvoltura nel grande teatro globale della tecnologia alternando visioni futuristiche a uscite che definire sopra le righe è quasi un eufemismo. L’ultimo atto di questa saga ha come palcoscenico la Francia, dove la Procura di Parigi ha acceso un faro su alcune dinamiche che riguardano le sue aziende, in particolare X e xAI. La reazione dell’imprenditore, affidata come spesso accade alla sua stessa piattaforma, non si è fatta attendere, ma ha sollevato più di un sopracciglio per tono e contenuto.

Il mercato azionario americano oggi è più caro del 2000

Il paradosso è servito. Il mercato azionario americano, la vetrina più osservata del capitalismo globale, è oggi più caro che all’apice della bolla delle dot-com. Sì, avete letto bene: più caro del 2000, quando un dominio web con un’idea vaga di business poteva gonfiare valutazioni fino a stratosfere poi implose. La differenza è che stavolta non si parla di startup bruciasoldi, ma di giganti tecnologici con fatturati da Pil nazionale e margini che sembrano scritti in laboratorio. Eppure la matematica delle valutazioni non mente: lo S&P 500 viene scambiato a 3,23 volte le vendite, un record storico, mentre il suo price-to-earnings forward è 22,5, ben oltre la media venticinquennale di 16,8.

Un caffè al Bar dei Daini. La tempesta perfetta: mercati in caduta libera e tensioni geopolitiche

Oggi il caffè al Bar dei DAINI ci è andato di traverso. Ho detto al Co-Founder: pensavi che la scorsa settimana fosse stata brutta? Ripensaci! Ti ricordi cosa avevo detto? Agosto è sempre un mese pericoloso, mentre tutti si rilassano in vacanza, scattano gli algoritmi.

La paura della crescita negli Stati Uniti ha causato un crollo dei tassi di interesse a breve termine, invertendo il carry trade sullo yen giapponese.

Questo ha portato a perdite e richieste di margine, innescando vendite forzate di aziende con buoni risultati quest’anno, come AMZN, NVDA e Nasdaq.

La recente rotazione del valore ha fatto salire alle stelle alcuni titoli blue chip difensivi ad alto rendimento, come BTI e ENB, ma in una margin call globale, anche questi vengono venduti dagli algoritmi.

C’è una vera carneficina là fuori e le ricadute si stanno rapidamente diffondendo in tutto il mondo.

Gli investitori hanno davvero bisogno di qualche parola rassicurante dai banchieri centrali in questo momento, specialmente da una Fed che sembra essere in ritardo. Ho aggiunto: ricordi come sono andate le cose per i mercati nel 1987? “Black Monday” 

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