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TSMC vola grazie all’intelligenza artificiale: utili record, 265 miliardi di investimenti negli USA e una domanda di chip che non rallenta

L’intelligenza artificiale continua a trasformare i mercati, ma soprattutto continua a riempire i bilanci di chi costruisce il “motore” di questa rivoluzione. TSMC, il più grande produttore mondiale di semiconduttori conto terzi, ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con risultati che confermano una tendenza ormai evidente: mentre il mondo discute di chatbot, modelli linguistici e AI generativa, chi produce i chip necessari per farli funzionare sta vivendo una stagione finanziaria senza precedenti.

L’AI presenta il conto? Apple aumenta i prezzi di Mac e iPad, ma il vero problema sono memorie e storage

Nell’immaginario collettivo, il costo dell’intelligenza artificiale è rappresentato dai miliardi investiti nei modelli, dai supercomputer e dalle GPU di Nvidia. Una visione rassicurante, perché ci portava a pensare che fosse un problema riservato ai giganti della tecnologia. Poi è arrivato il momento in cui quel conto ha iniziato a percorrere la filiera e a fermarsi sulla scrivania di chi deve acquistare un computer. E Apple lo ha appena confermato ufficialmente.

Micron e il paradosso dell’AI: più memoria produci, più il mondo ne vuole. E la carenza durerà almeno fino al 2028

L’intelligenza artificiale ha finalmente trovato il modo di trasformare un componente che fino a pochi anni fa interessava quasi esclusivamente gli ingegneri in uno degli asset più preziosi dell’economia mondiale. Non si tratta delle GPU, ormai diventate le rockstar della Silicon Valley, ma della memoria. Quella invisibile, silenziosa e apparentemente poco affascinante senza la quale nessun modello di AI potrebbe funzionare.

I risultati finanziari di Micron Technology raccontano questa storia meglio di qualsiasi presentazione sull’intelligenza artificiale.

Huawei e la guerra dei chip: il piano cinese per sfidare TSMC entro il 2031

Negli ultimi anni Huawei è stata raccontata come il gigante tecnologico che Washington aveva quasi piegato con una combinazione di sanzioni, restrizioni commerciali e isolamento forzato dalle tecnologie occidentali. La narrativa era lineare, quasi rassicurante per gli Stati Uniti: tagliare l’accesso ai semiconduttori avanzati avrebbe rallentato in modo strutturale l’ascesa tecnologica cinese. Huawei, nel frattempo, ha deciso di interpretare quella pressione geopolitica come un piano industriale involontariamente offerto dai propri avversari.

Samsung riscrive le regole dell’AI: perché potrebbe diventare l’azienda più profittevole al mondo entro il 2027

Altro che smartphone e televisori: la vera miniera d’oro di Samsung Electronics oggi è invisibile, minuscola e assolutamente indispensabile. Si chiama memoria. E nel pieno della corsa globale all’intelligenza artificiale, vale più del petrolio o, almeno, rende di più. Dopo un biennio complicato, tra il 2023 e il 2024, il colosso sudcoreano ha cambiato marcia con una velocità che farebbe impallidire anche le sue linee produttive. I numeri preliminari del primo trimestre 2026 raccontano una storia che ha poco di lineare e molto di esplosivo: 57.200 miliardi di won di profitto operativo, circa 33 miliardi di euro, che vuol dire otto volte di più rispetto all’anno precedente e tre volte rispetto al trimestre record di fine 2025.

Una crescita così non si improvvisa. Si cavalca.

TSMC e la febbre dell’AI: quando i chip smettono di essere accessori e diventano infrastruttura

Se l’industria dei semiconduttori fosse una serie TV, il protagonista di questa stagione sarebbe senza dubbio TSMC. Il colosso taiwanese delle fonderie ha messo sul tavolo un obiettivo che non lascia spazio a interpretazioni: crescita del fatturato oltre il 30% nel 2026 e aumento degli investimenti in conto capitale. La questione, quasi brutale nella sua chiarezza, è che la domanda di chip per l’intelligenza artificiale è così forte che non costruire abbastanza capacità produttiva sarebbe l’unico vero errore strategico.

Fractile, la startup britannica che vuole riscrivere le regole dei chip AI

Parliamoci chiaro, sfidare Nvidia equivale più o meno a presentarsi a Wimbledon con una racchetta di legno e l’ambizione di battere Alcaraz e Sinner in sequenza. Eppure, è esattamente quello che sta tentando di fare Fractile, una giovane startup londinese che sta attirando attenzione, capitali e una discreta dose di scetticismo.

Crisi nel Golfo, chip a rischio: quando l’elio diventa più prezioso del silicio

Nel delicato equilibrio dell’economia globale, basta spostare un tassello apparentemente secondario per mettere in discussione intere filiere industriali. La crisi in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran rischia, tra le altre cose, anche di produrre uno di questi effetti a catena, colpendo non solo l’energia ma anche uno dei settori più strategici del nostro tempo: i semiconduttori.

La Cina autorizza l’acquisto dei chip AI H200 di Nvidia

Le autorità cinesi hanno dato il via libera a diverse aziende nazionali per acquistare i chip H200 di Nvidia, riaprendo uno dei canali più delicati del commercio tecnologico globale. La notizia, riportata da Reuters, segna un passaggio chiave in una partita che da mesi si gioca più nelle stanze della diplomazia che nei data center. A confermare il cambio di passo è stato direttamente il CEO Jensen Huang, che ha parlato di licenze ottenute per “molti clienti in Cina” e di ordini già ricevuti. Tradotto dal linguaggio corporate vuol dire che il rubinetto, almeno in parte, è stato riaperto.

Le aziende cinesi che vogliono sfidare Nvidia: Cambricon, Moore Threads e gli altri outsider dei chip AI

Il mercato globale dei chip per l’intelligenza artificiale sembra avere un padrone quasi incontrastato che si chiama Nvidia. Le sue GPU sono diventate l’infrastruttura invisibile su cui girano modelli linguistici, sistemi di generazione immagini e interi ecosistemi di cloud AI. Tuttavia, nel frattempo, a migliaia di chilometri di distanza, una serie di aziende cinesi con nomi che per molti suonano ancora esotici sta cercando di costruire un’alternativa. Cambricon, Moore Threads, Hygon Information Technology e la divisione semiconduttori Kunlunxin del gigante tecnologico Baidu stanno emergendo come protagonisti di un progetto molto più grande della semplice competizione industriale.

Nvidia frena sui chip per la Cina: tra geopolitica, AI e nuovi superprocessori la partita dei semiconduttori si complica

La relazione tra Nvidia e il mercato cinese assomiglia sempre più a una serie televisiva ricca di colpi di scena geopolitici. L’ultimo episodio arriva con la decisione dell’azienda guidata da Jensen Huang di interrompere la produzione dei chip H200 destinati alla Cina, riallocando la capacità produttiva presso TSMC verso la nuova e attesissima architettura Vera Rubin. La scelta appare, almeno sulla carta, perfettamente razionale. L’incertezza che circonda i rapporti tra Washington e Pechino ha raggiunto livelli tali da rendere difficile pianificare anche le strategie industriali più solide.

Chip, dazi e geopolitica: perché l’accordo Usa-Taiwan è molto più di un’intesa commerciale e perché a Pechino non piace

A prima vista potrebbe sembrare solo l’ennesimo accordo sui dazi, una di quelle storie che fanno sbadigliare i mercati finché non si guardano le cifre in gioco. Ma l’intesa firmata qualche giorno fa tra Stati Uniti e Taiwan è tutto fuorché ordinaria. Qui non si parla solo di tariffe che scendono dal 20 al 15 per cento o di qualche esenzione per farmaci e componenti aeronautici. Si sta ridisegnando un pezzo della mappa globale dei semiconduttori e quando si toccano i chip, si tocca il nervo scoperto della geopolitica del XXI secolo.

Data center, chip e sete di watt: perché l’AI sta mangiando il mondo (e nessuno ha ancora detto stop)

Nel 2025 i produttori di semiconduttori hanno incassato oltre 400 miliardi di dollari. Non una categoria di nicchia, non un ciclo favorevole, ma il miglior anno di sempre per i chip. E il bello, o il preoccupante a seconda dei punti di vista, è che il 2026 promette di fare ancora meglio. L’AI non sta solo crescendo, sta divorando potenza di calcolo, e i data center sono diventati il suo apparato digerente.

Se sembra una corsa all’oro, è perché lo è. Con una differenza: al posto dei setacci ci sono GPU, al posto delle miniere enormi edifici pieni di server e al posto dei cercatori solitari una manciata di colossi tecnologici con bilanci più grandi di molti Stati. Nvidia è il nome che domina la scena, avendo più che raddoppiato i ricavi in un solo anno, ma non è più l’unica pala nel negozio di ferramenta. Google, Amazon, Microsoft e persino i grandi clienti stanno iniziando a costruire i propri attrezzi.

Quando il silicio decide la chiusura degli impianti: Honda, il Giappone e la nuova crisi dei chip

C’è stato un tempo in cui fermare una fabbrica automobilistica significava avere a che fare con scioperi, domanda in calo o qualche linea di montaggio obsoleta. Oggi basta che manchi un chip, grande quanto un’unghia ma potente come una leva geopolitica, e anche un colosso come Honda è costretto a spegnere le luci degli impianti. È quello che sta accadendo tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio in Giappone e tre in Cina, dove la casa automobilistica giapponese ha annunciato una sospensione temporanea della produzione di qualche giorno a causa della persistente carenza di semiconduttori. Un dettaglio tecnico solo in apparenza, che in realtà racconta molto dello stato dell’industria globale.

Dalla corsa ai chip alla politica industriale: il modello Giappone per l’AI

Nel mondo dell’Intelligenza Artificiale, tutti parlano di chip come se fossero lingotti d’oro. E in effetti lo sono. Ma mentre Stati Uniti e Cina si lanciano in finanziamenti miliardari come fuochi d’artificio, il Giappone ha deciso di fare qualcosa di molto più… giapponese: abbassare i toni e costruire con metodo. Tokyo ha appena approvato un nuovo pacchetto di finanziamenti per l’AI e i semiconduttori da 252,5 miliardi di yen, circa 1,6 miliardi di dollari.

Baidu, il Google cinese, ora fabbrica chip: così Pechino costruisce i muscoli dell’Intelligenza Artificiale

Mentre Nvidia resta fuori dai confini, Baidu entra in fabbrica. E trasforma la guerra dei semiconduttori in strategia industriale. Se fino a ieri Baidu per tutti era “il Google cinese”, oggi è qualcosa di molto più ambizioso: un produttore di chip per l’Intelligenza Artificiale con mire da protagonista globale. In silenzio, senza grandi proclami, Baidu sta costruendo quello che Pechino sognava da anni: un’alternativa domestica ai colossi occidentali dei semiconduttori. Perché quando la geopolitica chiude una porta, la tecnologia cinese apre… una fonderia.

La grande fuga dei chip: come la Cina addestra oltre confine l’AI per dribblare i divieti USA

Non è una spy story, è geopolitica digitale: Pechino delocalizza i cervelli… delle macchine. E l’AI diventa una questione di frontiere, GPU e strategia globale. E se pensavate che la nuova Guerra Fredda si giocasse solo su missili, gasdotti e alleanze militari, è il momento di aggiornare il manuale. Oggi il vero campo di battaglia è un data center e le armi non hanno canna ma dissipatori di calore. Gli Stati Uniti stringono il cerchio sull’export di chip avanzati per l’Intelligenza Artificiale e la Cina risponde come ogni grande potenza tecnologica sa fare: cambiando mappa e spostando le sue macchine dove nessuno (almeno per il momento) può bloccarle.

OpenAI e Foxconn, nasce un’alleanza strategica per i data center AI made in USA

Nel mondo dell’AI, dove ogni settimana spunta un nuovo annuncio miliardario, la notizia della partnership tra OpenAI e Foxconn si distingue come una mossa decisiva: non solo perché unisce due protagonisti globali della tecnologia, ma anche perché segna un passo concreto verso la costruzione, in territorio Usa, delle infrastrutture che saranno chiamate a reggerere il prossimo decennio di sviluppo dell’intelligenza artificiale.

La Germania scopre il chip nazionale: nasce la strategia per l’autonomia digitale europea

È ufficiale: anche Berlino vuole il suo chip. Non quello da aperitivo, ma quello che, in un mondo dominato da silicio, intelligenza artificiale e geopolitica, vale più dell’oro. Il governo tedesco ha approvato la nuova “Strategia per la microelettronica”, un piano ambizioso che promette di trasformare la Germania in una potenza autonoma nella produzione di microprocessori e tecnologie strategiche. “L’obiettivo è rafforzare l’autonomia europea”, ha dichiarato Stefan Kornelius, portavoce del governo federale, con quella calma teutonica che fa sembrare perfino un piano decennale una faccenda di routine.

Xiaomi sferra un pugno negli occhi al mercato degli occhiali AI

Sorpresa. Non da poco, e non da tutti. Xiaomi, la multinazionale cinese delle meraviglie elettroniche, è appena entrata a gamba tesa nel mercato degli occhiali intelligenti. Un settore che molti definiscono ancora di nicchia, ma che in realtà è il nuovo terreno di scontro per chi vuole presidiare il futuro del computing personale. Una guerra silenziosa fatta di microchip, lenti e assistenti vocali, dove chi ha il controllo dell’ecosistema può riscrivere le regole del gioco. Sì, perché qui non si vendono solo gadget: si piantano bandiere nel campo minato dell’intelligenza artificiale indossabile.

Semiconduttori da record: Nvidia in vetta, ma la guerra commerciale incombe

Fatturato record per l’industria dei semiconduttori nel 2024: secondo gli ultimi dati diffusi da Gartner, il settore ha raggiunto i 655,9 miliardi di dollari a livello globale, segnando una crescita del 21% rispetto ai 542,1 miliardi del 2023. Un balzo trainato principalmente dall’esplosione della domanda legata alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, che sta ridisegnando le gerarchie di mercato tra i grandi colossi tecnologici.

TSMC investe 100 miliardi negli Usa: chip di punta in Arizona e nuove tensioni con la Cina

La Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), leader mondiale nella produzione di semiconduttori, ha annunciato un investimento di almeno 100 miliardi di dollari negli Stati Uniti, con l’obiettivo di rafforzare la produzione di chip avanzati in territorio americano. L’annuncio è stato fatto dal presidente Donald Trump durante un evento alla Casa Bianca, dove ha evidenziato che il progetto si concentrerà principalmente in Arizona. “I chip più potenti al mondo saranno presto fabbricati negli Stati Uniti“, ha dichiarato Trump, aggiungendo con una nota di orgoglio che sono molte le aziende intenzionate ad annunciare investimenti negli Usa.

Stretta USA sull’esportazione di chip AI: nuove restrizioni per Cina e Russia, critiche da Nvidia e Oracle

Lunedì, l’amministrazione Biden ha svelato una serie di restrizioni controverse sull’esportazione di chip avanzati per l’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di colmare le falle che hanno consentito il contrabbando di ingenti quantità di semiconduttori all’avanguardia verso Cina e Russia.

La nuova regolamentazione introduce un sistema di controllo multilivello per l’esportazione dei chip AI. I Paesi classificati come Tier-1, che includono 18 alleati degli Stati Uniti, tra cui Canada e Taiwan, avranno un accesso quasi illimitato a questi chip di ultima generazione. Al contrario, avversari strategici come Cina e Russia saranno completamente esclusi dall’importazione di tali semiconduttori. Per la maggior parte degli altri Paesi, sarà invece imposto un limite sul numero totale di chip che potranno essere importati.

Arm Holdings punta ad acquisire Ampere Computing, l’astro nascente sostenuto da Oracle

Arm Holdings, la rinomata azienda britannica specializzata nella progettazione di chip, sta valutando l’acquisizione di Ampere Computing, una società californiana sostenuta da Oracle. Secondo fonti vicine alla vicenda, le trattative sono in corso, ma non vi è certezza che l’accordo venga finalizzato.

Ampere Computing, fondata da Renee James, ex presidente di Intel, utilizza la tecnologia di Arm per sviluppare chip di elaborazione centrale (CPU) ad alta efficienza energetica. Questi chip sono utilizzati da aziende di rilievo come Oracle e Google. La società ha attirato l’interesse di Arm mentre esplorava opzioni strategiche, assistita da un consulente finanziario.

I Potenziali Tagli di Bilancio di Taiwan: Implicazioni per le Collaborazioni nell’AI e nei Semiconduttori

Il Ministero della Scienza e della Tecnologia di Taiwan ha annunciato un significativo cambiamento politico che potrebbe influire sui settori chiave del paese, inclusi i semiconduttori, l’intelligenza artificiale (AI) e l’aerospazio. Secondo i report di Reuters, il governo sta valutando la possibilità di ridurre i finanziamenti per queste industrie cruciali di oltre 600 milioni di dollari nel 2025. Questo potenziale taglio di fondi è il risultato di recenti sviluppi politici, con i partiti di opposizione di Taiwan che hanno approvato una legislazione per dirottare parte delle risorse da progetti governativi centrali verso i comuni locali. La mossa si prevede che modifichi gli investimenti di Taiwan in settori tecnologici ad alta innovazione, influenzando in particolare le sue partnership globali nell’AI e nello sviluppo dei semiconduttori.

Da Pechino stop all’export verso Usa di metalli rari dopo stretta su chip

All’indomani dell’ulteriore stretta Usa alle spedizioni verso la Cina di microchip avanzati, il governo di Pechino ha annunciato lo stop con effetto immediato all’export verso gli Stati Uniti di componenti chiave per la produzione dei microprocessori. Si tratta, in particolare, di gallio, germanio, antimonio e materiali superduri correlati dei quali la Cina è il primo fornitore mondiale. Un ulteriore passo in quell’escalation tra Usa e Cina a cui stiamo assistendo ormai da qualche anno.

Cina: la stretta Usa sui microchip è coercizione economica

La Cina si oppone alle ultime misure di controllo degli Stati Uniti sulle esportazioni di semiconduttori. Si tratta di “una tipica coercizione economica e una pratica non di mercato” ha dichiarato in una nota Un portavoce del ministero del Commercio cinese, secondo cui  “gli Usa stanno dicendo una cosa e ne fanno un’altra, esagerando il concetto di sicurezza nazionale” e abusando “delle misure di controllo dell’export” con  “comportamenti unilaterali”.

Usa. L’ultima mossa di Biden: stretta finale sull’export tech verso la Cina

L’amministrazione di Joe Biden ha lanciato un’offensiva decisiva nella sua battaglia tecnologica contro la Cina, imponendo nuove severe restrizioni sull’export di semiconduttori avanzati. Questi componenti sono cruciali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e dei supercomputer, con applicazioni che spaziano dall’arsenale militare ai cyberattacchi e alla sorveglianza elettronica.

Tenstorrent: La Rivale di Nvidia Attira $693M nel Round di Finanziamento Serie D

Tenstorrent, una startup canadese che sviluppa processori avanzati per intelligenza artificiale (AI) e tecnologie RISC-V, ha raccolto oltre 693 milioni di dollari in un round di finanziamento Serie D, portando la valutazione pre-money a 2 miliardi di dollari. L’operazione è stata guidata da Samsung Securities e AFW Partners, con la partecipazione di investitori globali come LG Electronics e XTX Markets.

TSMC: la neutralità tecnologica in bilico tra USA e Cina

L’indebolimento della posizione neutrale di TSMC nelle tensioni USA-Cina

Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), gigante globale nella produzione di semiconduttori avanzati, è sempre più coinvolta nelle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina. L’azienda, spesso definita la “Svizzera tecnologica”, affronta sfide crescenti nel mantenere una posizione di neutralità, specialmente alla luce di recenti sviluppi strategici e politici.

Samsung Electronics annuncia cambiamenti nella leadership delle unità di memoria e foundry: una mossa strategica per il futuro

Samsung Electronics, leader globale nella tecnologia dei semiconduttori, ha recentemente effettuato importanti cambiamenti nella leadership delle sue unità di memoria e foundry. Questi cambiamenti avvengono in un momento cruciale, in cui l’industria dei semiconduttori sta vivendo una rapida trasformazione, alimentata dall’ascesa dell’intelligenza artificiale (AI), dalla necessità di chip sempre più potenti e dalla crescente competizione globale per il predominio nel settore dei chip. Con questa riorganizzazione, Samsung mira a rafforzare la propria posizione in questi settori chiave e a garantire la propria competitività a lungo termine nel mercato globale.

Giappone investe $1,28 miliardi nel futuro dei semiconduttori con Rapidus: una scommessa strategica per il 2025

Il governo giapponese ha annunciato un investimento significativo di circa 200 miliardi di yen (1,28 miliardi di dollari) previsto per il 2025 a favore di Rapidus, un consorzio nato per rilanciare la posizione del Giappone nel settore dei semiconduttori. L’obiettivo principale è l’avvio della produzione di chip avanzati a 2 nanometri, un passo avanti strategico per competere con i giganti globali come TSMC e Samsung.

Huawei e il blocco dei Chip AI: le restrizioni USA sferrano un colpo alla Cina

Huawei sta affrontando ostacoli significativi nei suoi piani per lo sviluppo di chip avanzati per l’intelligenza artificiale, a causa delle recenti restrizioni imposte dagli Stati Uniti. Questi blocchi, progettati per limitare l’accesso di Huawei a tecnologie chiave, potrebbero rallentare notevolmente la capacità della Cina di competere a livello globale nel settore AI.

CHIPS ACT: L’Amministrazione Trump si Prepara alla Continuità

La transizione alla presidenza di Donald Trump potrebbe portare ad una ridefinizione parziale del CHIPS Act, la legge chiave introdotta dall’amministrazione Biden per incentivare la produzione di semiconduttori negli Stati Uniti. Sebbene ci si aspetti che l’iniziativa prosegua nella sua struttura fondamentale, la nuova amministrazione è propensa ad apportare modifiche significative alle linee guida applicative, mantenendo però intatta la finalità di potenziare la produzione tecnologica domestica.

Giappone: Investimento da 65 Miliardi per una Rivoluzione dei Semiconduttori

Il governo giapponese ha lanciato un ambizioso piano per rilanciare il settore dei semiconduttori, con un investimento senza precedenti di 10 trilioni di yen (circa 65 miliardi di dollari) in sussidi, distribuiti su più anni. Questo programma mira a consolidare la produzione nazionale di chip avanzati, con un focus particolare sulle tecnologie di intelligenza artificiale, riducendo la dipendenza dalle catene di fornitura estere e rafforzando la sicurezza nazionale

Caffè BAR dei Daini: NVIDIA Sovrano degli Acceleratori AI, ma le ASIC Aprono Nuove Opportunità nel Mercato in Espansione

NVIDIA continua a dominare il mercato degli acceleratori per l’intelligenza artificiale (AI), ma secondo un’analisi della società di investimento Jefferies, ci sono spazi di crescita per altre aziende, in particolare quelle specializzate in circuiti integrati specifici per applicazioni, o ASIC. Il ruolo di NVIDIA rimane cruciale per la fornitura di unità di elaborazione grafica (GPU), ma la tendenza dei colossi tecnologici ad adottare soluzioni personalizzate per la gestione e l’accelerazione dei carichi di lavoro AI sta creando un panorama più competitivo, in cui altri protagonisti possono ritagliarsi importanti quote di mercato.

Pressioni crescenti sui colossi del Semiconduttore: ASML, KLA, Applied Materials, Lam Research e Tokyo Electron nel mirino del Congresso USA per le relazioni con la Cina

La recente corrispondenza inviata dal Comitato Selezionato della Camera USA sul Partito Comunista Cinese ai principali produttori di apparecchiature per la produzione di semiconduttori — ASML, KLA Corp., Applied Materials, Lam Research e Tokyo Electron — evidenzia le crescenti preoccupazioni del Congresso riguardo alla crescente influenza della Cina nel settore dei chip. Questo scambio mette in luce un tema cruciale: il rischio che l’accesso della Cina alle tecnologie avanzate per i semiconduttori possa rafforzare la capacità bellica dell’Esercito Popolare di Liberazione e sostenere la strategia di sviluppo tecnologico cinese.

La prossima crisi dei CHIP

Negli ultimi sviluppi del mercato dei semiconduttori, Intel e Samsung stanno giocando un ruolo cruciale, con potenziali ripercussioni significative sul settore delle apparecchiature per semiconduttori. Secondo la società di investimenti Cantor Fitzgerald, le recenti mosse strategiche di queste due aziende potrebbero influenzare notevolmente la domanda di strumenti e servizi correlati alla produzione di semiconduttori, creando un clima di incertezza tra gli investitori.

I giganti della tecnologia cinese avanzano

Durante la crescente tensione della Guerra Fredda tecnologica tra Stati Uniti e Cina, le principali potenze tecnologiche cinesi, AlibabaBaidu e Tencent, hanno risposto con una mossa audace: hanno più che raddoppiato i loro investimenti nell’intelligenza artificiale rispetto all’anno precedente. Questa decisione, riportata dal Financial Times, sfida apertamente le restrizioni imposte da Washington, che mirano a limitare l’accesso della Cina a chip avanzati e processori essenziali per lo sviluppo tecnologico.

Approvazione di 5 miliardi di euro di aiuti tedeschi per un impianto di chip a Dresda ESMC

La Commissione europea ha approvato 5 miliardi di euro di aiuti di Stato tedeschi per sostenere la costruzione e l’attività di un nuovo stabilimento di produzione di microchip da parte della European Semiconductor Manufacturing Company (ESMC) a Dresda, in Germania.

Questo investimento totale dovrebbe superare i 10 miliardi di euro, con iniezioni di capitale, prestiti obbligazionari e aiuti da parte dell’UE e del governo tedesco.

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