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OpenAI Devday 2025 e l’acquisizione di Roi: il futuro dell’intelligenza artificiale passa dalla personalizzazione

OpenAI ha appena comprato Roi, un’app di finanza personale spinta dall’intelligenza artificiale, e come da tradizione della Silicon Valley l’operazione si riduce a un acqui-hire. Tradotto: non interessa tanto il prodotto quanto le persone, o meglio la persona, visto che solo il CEO Sujith Vishwajith è stato assorbito dall’organizzazione guidata da Sam Altman. I restanti tre membri del team sono rimasti a terra, segno che in questa fase la partita non si gioca più sulla tecnologia in sé, ma sulla capacità di incastonarla dentro la prossima narrativa di OpenAI, quella della personalizzazione radicale. Il 15 ottobre Roi chiuderà i battenti e i clienti perderanno l’ennesima app che prometteva di rendere il trading accessibile e intuitivo. È la storia classica di una startup finanziata da venture capital, 3,6 milioni di dollari raccolti da Spark Capital e Gradient Ventures, che trova una via d’uscita elegante prima di bruciare altro capitale.

ROI e l’illusione della crescita infinita nel cloud e nell’intelligenza artificiale

Microsoft e Meta ballano sul bordo del vulcano, e lo fanno con il sorriso stampato in faccia. Le trimestrali pubblicate mercoledì sono state da standing ovation, almeno per chi guarda solo la superficie. I numeri sono solidi, le reazioni di Wall Street sono state euforiche: +9% per il titolo Microsoft, +11,7% per Meta nelle contrattazioni after-hours. Ma sotto la patina dei profitti c’è un dato che dovrebbe far alzare qualche sopracciglio: il costo dell’intelligenza artificiale sta esplodendo. E questa corsa all’oro algoritmico ha un prezzo che non tutti potranno permettersi di pagare.

L’ascesa dell’Intelligenza Artificiale: le Big Tech puntano tutto sui Centri AI senza una chiara visione di ritorno

Le grandi aziende tecnologiche, tra cui Microsoft, Meta, Amazon e Alphabet , stanno investendo miliardi di dollari nella creazione di centri dedicati all’intelligenza artificiale (AI), per soddisfare la crescente domanda di servizi avanzati basati su questa tecnologia. Tuttavia, l’assenza di un quadro chiaro sui ritorni di questi investimenti sta generando preoccupazioni tra gli investitori, sollevando domande sulla sostenibilità di tali progetti, in un settore dove i margini di profitto sono sempre stati un punto di forza.

Un Caffè al BAR dei DAINI: OpenAI e i Profitti Non Previsti prima del 2029

Le proiezioni finanziarie interne di OpenAI, riportate recentemente da fonti come The Information, suggeriscono che l’azienda, nonostante il suo rapido sviluppo, potrebbe non raggiungere la redditività fino al 2029. Questa previsione deriva da una combinazione di perdite consistenti previste nei prossimi anni e investimenti aggressivi per sostenere la crescita.

OpenAI Un’Analisi Dettagliata dell’Innovazione e della Crescita

OpenAI è un laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale (IA) che sta rivoluzionando il mondo con le sue avanzate tecnologie di IA. Fondata nel dicembre 2015, l’azienda è stata istituita come organizzazione no-profit dedicata allo sviluppo di un’intelligenza artificiale sicura e allineata con i valori umani. Tra i fondatori figurano personalità di spicco come Sam Altman, Elon Musk, Greg Brockman e Jessica Livingston.

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