OpenAI ha appena comprato Roi, un’app di finanza personale spinta dall’intelligenza artificiale, e come da tradizione della Silicon Valley l’operazione si riduce a un acqui-hire. Tradotto: non interessa tanto il prodotto quanto le persone, o meglio la persona, visto che solo il CEO Sujith Vishwajith è stato assorbito dall’organizzazione guidata da Sam Altman. I restanti tre membri del team sono rimasti a terra, segno che in questa fase la partita non si gioca più sulla tecnologia in sé, ma sulla capacità di incastonarla dentro la prossima narrativa di OpenAI, quella della personalizzazione radicale. Il 15 ottobre Roi chiuderà i battenti e i clienti perderanno l’ennesima app che prometteva di rendere il trading accessibile e intuitivo. È la storia classica di una startup finanziata da venture capital, 3,6 milioni di dollari raccolti da Spark Capital e Gradient Ventures, che trova una via d’uscita elegante prima di bruciare altro capitale.
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Le grandi aziende tecnologiche, tra cui Microsoft, Meta, Amazon e Alphabet , stanno investendo miliardi di dollari nella creazione di centri dedicati all’intelligenza artificiale (AI), per soddisfare la crescente domanda di servizi avanzati basati su questa tecnologia. Tuttavia, l’assenza di un quadro chiaro sui ritorni di questi investimenti sta generando preoccupazioni tra gli investitori, sollevando domande sulla sostenibilità di tali progetti, in un settore dove i margini di profitto sono sempre stati un punto di forza.
Le proiezioni finanziarie interne di OpenAI, riportate recentemente da fonti come The Information, suggeriscono che l’azienda, nonostante il suo rapido sviluppo, potrebbe non raggiungere la redditività fino al 2029. Questa previsione deriva da una combinazione di perdite consistenti previste nei prossimi anni e investimenti aggressivi per sostenere la crescita.
OpenAI è un laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale (IA) che sta rivoluzionando il mondo con le sue avanzate tecnologie di IA. Fondata nel dicembre 2015, l’azienda è stata istituita come organizzazione no-profit dedicata allo sviluppo di un’intelligenza artificiale sicura e allineata con i valori umani. Tra i fondatori figurano personalità di spicco come Sam Altman, Elon Musk, Greg Brockman e Jessica Livingston.