Lo vediamo dalle pubblicità on line e in televisione. L’argomento della sicurezza è presente in ogni istante della nostra vita. Vediamo come l’AI al servizio della sicurezza riesce a creare nuovi strumenti per tenerci sempre meglio al sicuro rispetto al passato.
E siamo solo all’inizio!
Autore: Francesco Contini
Co-Fondatore di Rubedo Data Solutions, ha una newsletter su substack, appassionato di informatica e automazione, sta in giro per il web in mezzo a enormi quantità di dati da più di 25 anni.
Si occupa principalmente dell'ideazione e progettazione di servizi web, elaborazione e raccolta dati.
Tutti strumenti che usa per i suoi hobby: la creazione di motori di ricerca e strumenti legati all'IA.
Da vecchio nerd ha una scarsa propensione alla diplomazia ed uno spiccato humor nero, qualità che stranamente non a tutti piacciono.
Che cos’è il business dei dati? Se ne parla molto ultimamente, ma il business dei dati è una cosa molto antica, informaticamente parlando. Il business dei dati, o sui dati, è nato contemporaneamente alla Business Intelligence nel 1958 grazie ad un ricercatore tedesco che si chiamava Hans Peter Luhn mentre lavorava per l’IBM. La Business Intelligence ha bisogno di dati, e da subito si è iniziato a chiedere se c’erano delle raccolte di dati da poter acquistare in giro per alimentare i sistemi di Business Intelligence.
L’idea di condividere la propria vita online è diventata una norma per molti, ma non senza rischi. Un caso recente in Francia, riportato da Euronews, dimostra quanto le app progettate per scopi personali o per intrattenimento possano rivelarsi pericolose. Rendere pubblico il tracciamento online, magari tramite l’uso del GPS durante le corse di allenameno, oltre ad essere una auto violazione della propria privacy online, può diventare uno strumento molto forte da dare in mano a malintenzionati.