Tag: difesa

AI, navi drone e nuovi sensori: come cambia la difesa sottomarina

Per un secolo, l’oceano è stato il rifugio ideale per chi desiderava scomparire. Dagli U-Boot della prima guerra mondiale ai colossi a propulsione nucleare che solcano le profondità marine di oggi, i sottomarini hanno prosperato grazie a un semplice principio: la furtività. Le onde sonore viaggiano più lontano e più velocemente nell’acqua rispetto alle onde luminose o radar. Ciò significa che il suono è il modo più efficace per rilevare oggetti sott’acqua. La moderna guerra antisommergibile (Anti-Aubmarine Warfare ,ASW) è un continuo gioco al gatto e al topo che consiste nel rilevare, tracciare e scoraggiare i sottomarini nemici. Poiché il suono è l’unico linguaggio affidabile dell’oceano, l’ASW è stata principalmente una gara di ascolto. Ma le regole del gioco stanno cambiando.

Ombre invisibili sul Mediterraneo: l’ascesa dei droni all’ombra dell’oro nero

Immaginate un mare che custodisce segreti antichi quanto il mondo, un Mediterraneo che ha visto imperi sorgere e cadere, ora teatro di un gioco di ombre dove le pedine sono invisibili e letali. Non è più il tempo dei vecchi agenti con cappotti logori e valigette piene di documenti rubati; oggi, gli eroi di questa storia sono macchine volanti, sciami di droni che danzano sulle onde come fantasmi evocati da un’intelligenza lontana. E mentre l’Italia sonnecchia sotto il sole tiepido di dicembre, convinta che le sue coste siano al riparo da tempeste lontane, ecco che l’escalation si insinua, silenziosa come un sussurro nel vento ionico.

Leonardo, l’AI e la “difesa della pace”: il gioiello tecnologico italiano vola tra algoritmi, spazio e sicurezza globale

C’è un paradosso tutto italiano che Roberto Cingolani prova a smontare con pazienza scientifica e visione industriale nell’intervista rilasciata a Fortune Italia. Leonardo S.p.A., uno dei più grandi gruppi tecnologici europei e globali, continua a essere percepito da una parte dell’opinione pubblica come un’azienda legata esclusivamente alla produzione di armamenti da usare in guerra, mentre in realtà è uno dei principali motori dell’innovazione tecnologica, dell’intelligenza artificiale applicata e dei sistemi avanzati di sicurezza. Il punto di partenza del ragionamento dell’amministratore delegato è netto e volutamente provocatorio. Leonardo non produce guerra, ma tecnologia per difendere la pace. E in un mondo in cui la pace non è più un dato acquisito, ma un equilibrio fragile da proteggere, questa distinzione diventa tutt’altro che semantica.

Caccia a Ottobre Rosso 2.0: la Gran Bretagna schiera droni fantasma per dare la caccia ai sottomarini russi

Vi ricordate Sean Connery che emerge dalle acque gelide dell’Atlantico settentrionale con il suo Ottobre Rosso inseguito dal sottomarino americano USS Dallas, mentre la Guerra Fredda ribolle sotto la superficie? Bene, questa volta, 35 anni dopo quel thriller che ha tenuto incollati allo schermo milioni di spettatori, non è la marina americana ma la Royal Navy che sta scrivendo un sequel non fiction, dove i protagonisti non sono più capitani dal fascino intramontabile, ma droni sottomarini autonomi che pattugliano i fondali per tre mesi filati, in cerca di ombre russe che minacciano cavi di fibra ottica e rotte vitali.

Droni intelligenti e geopolitica smart: la nuova alleanza Indra–Edge decolla (e stavolta non in modalità kamikaze)

In un’epoca in cui ogni settore vuole definirsi “smart”, anche la difesa ha deciso di non essere da meno. Non più soltanto droni, ma droni “intelligenti”. E, per chi ha gusti più estremi, persino droni “kamikaze”, un termine che nessuna strategia di comunicazione è mai riuscita davvero ad addolcire. È in questo contesto che nasce la nuova joint venture firmata da Indra, colosso tecnologico spagnolo, e Edge, gigante della difesa degli Emirati Arabi Uniti, annunciata ufficialmente a Madrid e destinata a diventare uno dei più rilevanti poli industriali europei nel settore delle tecnologie autonome per la sicurezza.

Guerra Ibrida 2030: Crosetto suona la sveglia. L’Italia vuole un’Armata Cyber da 5.000 uomini e un Centro Anti-Disinformazione

Se qualcuno pensa che la guerra ibrida sia ancora un concetto da convegno accademico, il non-paper del ministro Guido Crosetto pubblicato ieri in occasione della riunione del Consiglio Supremo di Difesa, intitolato Il contrasto alla guerra ibrida: una strategia attiva, ha il pregio di riportarci bruscamente alla realtà. E lo fa con la franchezza di chi ha smesso di credere che basti alzare un firewall più alto per dormire sonni tranquilli.

La Germania scopre il chip nazionale: nasce la strategia per l’autonomia digitale europea

È ufficiale: anche Berlino vuole il suo chip. Non quello da aperitivo, ma quello che, in un mondo dominato da silicio, intelligenza artificiale e geopolitica, vale più dell’oro. Il governo tedesco ha approvato la nuova “Strategia per la microelettronica”, un piano ambizioso che promette di trasformare la Germania in una potenza autonoma nella produzione di microprocessori e tecnologie strategiche. “L’obiettivo è rafforzare l’autonomia europea”, ha dichiarato Stefan Kornelius, portavoce del governo federale, con quella calma teutonica che fa sembrare perfino un piano decennale una faccenda di routine.

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