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Newcleo sbarca al Nasdaq: il ritorno del nucleare passa da Wall Street, dagli SMR e da una scommessa da 2,4 miliardi

La società fondata dal fisico italiano Stefano Buono ha annunciato la quotazione negli Stati Uniti attraverso una business combination con la Spac americana NewHold Investment Corp III, in un’operazione che attribuisce a Newcleo una valutazione pre-money di circa 2,4 miliardi di dollari. Il gruppo potrebbe raccogliere fino a 429 milioni di dollari di nuove risorse finanziarie tra Pipe e liquidità custodita nel trust della Spac. Tradotto dal linguaggio finanziario significa che Newcleo sta cercando capitale sufficiente per trasformare una promessa tecnologica molto ambiziosa in un’infrastruttura industriale reale.

L’intelligenza artificiale ha fame di energia: a Trento il futuro dei data center mette sotto pressione reti, clima e politica industriale

L’intelligenza artificiale sta già trasformando in profondità settori chiave come industria, ricerca, sanità, finanza e servizi digitali, ridefinendo processi produttivi, modelli decisionali e dinamiche del lavoro. Parallelamente però cresce anche il costo energetico di questa rivoluzione tecnologica, con data center e infrastrutture di calcolo sempre più energivori che pongono nuove sfide sul piano della sostenibilità e della sicurezza energetica.

Al Festival dell’Economia di Trento il dibattito sull’AI ha infatti cambiato prospettiva. Meno fascinazione per chatbot e algoritmi miracolosi, più attenzione a un dettaglio che dettaglio non è: tutta questa potenza di calcolo consuma enormi quantità di energia. Il vero carburante della rivoluzione digitale non sono più soltanto i dati, ma i gigawatt.

Il ritorno del carbone in Italia? La soglia dei 70 euro e il futuro incerto della transizione energetica

Sembrava un capitolo chiuso, un relitto tecnologico destinato ai musei dell’archeologia industriale del Novecento. E invece no, il carbone continua a proiettare la sua ombra lunga e scura sul futuro del nostro mix energetico. In un’epoca dominata dal mantra della decarbonizzazione, l’Italia si scopre ancora dipendente da una delle fonti più “inquinanti” ma al tempo stesso rassicuranti, il carbone, utilizzato come polizza assicurativa contro l’instabilità geopolitica. E proprio in questo contesto, la tensione tra l’imperativo climatico e la sicurezza degli approvvigionamenti ha generato un paradosso: da un lato inseguiamo il Green Deal, dall’altro teniamo i motori a carbone al minimo, pronti a ripartire al primo segnale di crisi.

Pichetto Fratin, nessun razionamento di energia ma occorre valutare il ritorno al nucleare

Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin sceglie l’anniversario di Arpa Piemonte per lanciare un messaggio che suona quasi rassicurante, ma che nasconde una verità scomoda per chi credeva di poter risolvere tutto con pale eoliche e pannelli solari. “Non vedo in questo momento alcun rischio immediato di razionamento” che, detto così sembra quasi un sollievo. Eppure bastano poche frasi successive per capire che l’ottimismo è condizionato, e parecchio. L’Italia dipende ancora all’80% dall’estero per le sue fonti energetiche, un dato che ogni crisi nel Golfo Persico ci ricorda con la delicatezza di un ceffone.

Idrogeno, la grande scommessa cinese: quando Pechino decide di accelerare, il resto del mondo prende appunti

La transizione energetica globale assomiglia sempre più a una partita a scacchi, ma con una differenza sostanziale: mentre molti Paesi riflettono sulla prossima mossa, la Cina ha già spostato tre pezzi e sta chiedendo il tempo. L’idrogeno, in questo scenario, non è più una semplice opzione tecnologica ma una leva strategica dichiarata, quasi un’assicurazione contro le turbolenze geopolitiche e i capricci dei mercati energetici.

Energia sotto pressione: tra Hormuz, Big Tech, AI e nucleare, il mondo scopre di non poter improvvisare

I mercati energetici hanno una memoria lunga, ma ogni tanto basta un evento per farli reagire come se fosse la prima volta. La chiusura dello Stretto di Hormuz, nel pieno delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, non ha tanto svuotato i serbatoi quanto acceso i termometri dei prezzi. Più che una crisi di offerta immediata, è una crisi di aspettative. E quando le aspettative si muovono, l’energia diventa improvvisamente molto più cara, anche prima di mancare davvero.

La Cina verde, ma non troppo: energia, AI e geopolitica nel nuovo piano quinquennale

Decarbonizzare senza rallentare. Innovare senza dipendere. Crescere senza perdere il controllo. La sintesi del nuovo piano quinquennale presentato da Li Qiang sembra racchiusa tutta qui, in un equilibrio che ricorda più un esercizio di ingegneria politica che una semplice strategia economica.

La Cina si prepara a intensificare gli sforzi su tecnologia, energia e riduzione delle emissioni, ma lo fa con una logica molto diversa da quella occidentale. Non una transizione, ma una sovrapposizione: più rinnovabili, ma anche più capacità energetica complessiva. Più digitale, ma anche più industria pesante. Più AI, ma con una regia centralizzata.

L’AI corre, ma l’energia presenta il conto: i 635 miliardi delle Big Tech sotto pressione

L’intelligenza artificiale continua a essere il motore più potente della crescita tecnologica globale, ma anche i motori più performanti hanno bisogno di carburante. E quando il carburante costa troppo, anche l’innovazione più ambiziosa deve rallentare. È questo il nodo che emerge dalle ultime analisi di Reuters, che accendono i riflettori su un paradosso sempre più evidente: la rivoluzione dell’AI potrebbe essere frenata non dalla tecnologia, ma dall’energia.

Vision. Energia, algoritmi e potere: la lezione di Lucrezia Reichlin sull’Europa che rischia di restare indietro

L’intervento di Lucrezia Reichlin sul Corriere della Sera di oggi non è uno di quei contributi che si leggono distrattamente tra un caffè al Bar dei Daini e una notifica sul telefono. È, piuttosto, un promemoria piuttosto severo, ma ed estremamente lucido, su dove si sta giocando davvero la partita globale: energia, capacità di calcolo e innovazione tecnologica.

Reichlin non indulge in facili slogan. Il suo punto è netto: l’energia non è più solo una questione industriale o ambientale, ma un’infrastruttura strategica che definisce i rapporti di forza tra le grandi potenze. E qui l’Europa, con la sua ben nota passione per la regolazione e un po’ meno per l’azione coordinata, rischia di restare spettatrice.

Cattaneo, Enel: problema futuro energia non sarà prezzo, ma disponibilità

Nel dibattito energetico europeo, il prezzo è stato e continua ad essere il protagonista indiscusso: bollette, inflazione, crisi del gas e instabilità geopolitiche che alimentano la crescita delle materie prime. Tutto ruota attorno al costo dell’energia. Ora il copione cambia e il nuovo tema è decisamente più scomodo: la disponibilità. A dirlo con chiarezza è Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Enel, che ha messo sul tavolo una previsione destinata a far discutere: nei prossimi anni, il vero problema non sarà pagare l’energia, ma averne la disponilità.

Geopolitica del Futuro. Stati Uniti: la grande corsa all’AI e il rischio blackout. Cosa può fermare il sogno tecnologico americano

Dalla sfiducia pubblica all’eccesso di debito, fino alla carenza di elettricità e infrastrutture, ecco cosa potrebbe rallentare il boom dell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti nella sfida globale con la Cina.

Serie: Atlante dell’AI globale

L’America corre verso l’intelligenza artificiale come se fosse una nuova corsa all’oro. Capitali abbondanti, startup valutate miliardi, colossi tecnologici pronti a investire cifre record. Il copione sembra già scritto: leadership globale, innovazione di frontiera, nuovi monopoli digitali. Eppure la storia economica insegna che ogni boom contiene i semi del proprio rallentamento.

2026: l’Italia delle rinnovabili è diventata adulta

Il mercato delle rinnovabili italiane non sta più facendo prove generali, ha iniziato a recitare a soggetto. E con una discreta sicurezza. Tra gli 8 e i 10 miliardi di euro di investimenti potenziali nel 2026, secondo gli operatori riuniti all’Italian EnergyTech Conference, il settore sembra aver imboccato una traiettoria che non è più solo promessa da slide, ma numeri che iniziano a pesare nei portafogli e nelle reti elettriche.

Quando l’AI ha fame di elettricità. Alphabet compra la centrale elettrica del futuro

L’intelligenza artificiale non è solo codice e modelli linguistici, ma anche una questione molto più concreta fatta di chilowatt, cavi e trasformatori. Lo sa bene Alphabet che ha deciso di mettere mano al portafoglio e di acquistare Intersect Power per 4 miliardi e 75 milioni di dollari in contanti più il debito, perché addestrare modelli di AI generativa non è solo una sfida algoritmica ma soprattutto una sfida energetica.

Energia, la partita decisiva dell’Italia: tra bollette, sicurezza nazionale e la transizione che non può aspettare

In Italia l’energia è tornata al centro del dibattito pubblico con una forza che non si vedeva da anni. Non solo perché le bollette continuano a pesare sui bilanci di famiglie e imprese, ma perché l’elettricità e le fonti che la producono sono diventate una questione strategica, quasi geopolitica, che intreccia competitività industriale, sicurezza nazionale e transizione ecologica. È un tema che riguarda tutti, anche chi pensa di non occuparsene mai, perché oggi basta un blackout, una tensione sui mercati del gas o un picco dei prezzi per rendersi conto di quanto l’energia sia diventata indispensabile.

L’Australia dopo COP30: le rinnovabili bussano alla porta, ma il carbone va in pensione?

Reduce dal fervore di COP30 a Belém, dove promesse, impegni e qualche inevitabile selfie politico hanno riempito i corridoi senza che fosse possibile adottare alcuna road map concreta, questa volta a tornare al centro del dibattito climatico è l’Australia, con un messaggio sorprendentemente compatto da parte delle sue grandi compagnie energetiche: puntare sulle rinnovabili non è solo sostenibile, è l’unica mossa sensata per evitare bollette stellari e un crash energetico da manuale. E visto che metà del Paese ancora dipende da centrali a carbone anziane come un modem 56k, la questione è leggermente urgente.

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