Tag: geopolitica

L’Algeria guarda a Est: perché il satellite lanciato con la Cina è molto più di una scelta tecnologica

In geopolitica vale una regola semplice: quando uno Stato sceglie da dove lanciare un satellite, sta dicendo molto più di quanto sembri. E quando l’Algeria decide di mettere in orbita il suo nuovo satellite militare Alsat-3A partendo da una base nel deserto cinese di Jiuquan, il messaggio diventa piuttosto chiaro anche senza bisogno di decodifica satellitare. Da questo punto di vista, il lancio del 15 gennaio scorso non è stato solo un successo tecnico. È stato soprattutto un segnale politico. Un segnale rivolto a Parigi, a Bruxelles, a Washington e, soprattutto, al resto dell’Africa e del Mediterraneo.

Dalla forza del diritto al diritto della forza. Come cambiano i rapporti tra gli Stati nel XXI secolo

Negli ultimi decenni abbiamo raccontato a noi stessi una storia rassicurante: quella di un ordine internazionale fondato sulla forza del diritto, sulle regole condivise, sul multilateralismo come argine razionale al ritorno dei fantasmi del Novecento. Una storia imperfetta, certo, ma sufficientemente credibile da reggere guerre periferiche, crisi finanziarie, allargamenti geopolitici e persino l’illusione, durata poco, di una “fine della storia” [1]. Oggi quella narrazione scricchiola vistosamente. Non siamo ancora precipitati nel caos globale, ma il mondo del XXI secolo assomiglia sempre meno a una comunità regolata e sempre più a un sistema di rapporti di forza, dove il diritto sopravvive solo se compatibile con la potenza. In breve: dalla forza del diritto stiamo scivolando verso il diritto della forza.

Pechino e il conto da pagare: perché il surplus cinese è diventato il vero nodo del futuro europeo

Il viaggio di Emmanuel Macron in Cina, conclusosi venerdì scorso tra sorrisi diplomatici e promesse rinviate, ha avuto il merito di funzionare come un’inesorabile risveglio per l’Europa. Non che dalle parti di Bruxelles mancassero gli avvertimenti, ma sentir pronunciare da un presidente francese un ultimatum così esplicito a Xi Jinping ha avuto un effetto quasi terapeutico: ha sgombrato il campo da ogni alibi. Se fino a ieri il tema del surplus commerciale cinese sembrava appartenere alla narrativa assertiva dell’America di Donald Trump, oggi la Francia e la stessa Germania di fatto ammettono che non si tratta di paranoie MAGA. Si tratta di un problema reale, enorme e, soprattutto, europeo.

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