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AI Act, arriva il Digital Omnibus: meno burocrazia, nuove scadenze e qualche sorpresa. Pubblicato il Regolamento Ue 2026/1744

L’Unione Europea ha deciso di fare una cosa piuttosto insolita per chi conosce Bruxelles: semplificare. Il nuovo Regolamento (UE) 2026/1744, pubblicato oggi nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, rappresenta infatti il primo grande intervento correttivo sull’AI Act e segna l’avvio di quella che ormai tutti chiamano Digital Omnibus sull’intelligenza artificiale.

Berlino. Operazione Matrjoschka: la guerra invisibile che passa da uno smartphone

La prima regola della nuova guerra è semplice: nessuno deve accorgersi che una guerra è iniziata. Nessun carro armato che attraversa il confine. Nessun missile che illumina il cielo sopra Berlino. Nessun agente che consegna una valigetta in una stazione ferroviaria sotto la pioggia. O almeno, non più.

L’arma più efficace oggi pesa pochi grammi, entra in una tasca e vibra qualche decina di volte al giorno. Si tratta di uno smartphone.

Dazi, rinvii e nervi tesi: l’Europa tratta con Trump mentre l’auto teme il 25%

Fumata nera a Bruxelles. L’intesa commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti, discussa nel formato interistituzionale che riunisce Consiglio, Commissione ed Eurocamera, non è arrivata. Il via libera slitta. Bruxelles, però, promette tempi rapidi e indica una nuova scadenza: 19 maggio. Il calendario, in questi casi, è una forma di diplomazia.

Bruxelles alleggerisce l’AI Act, Washington sbuffa: l’Omnibus apre un nuovo fronte digitale

Bruxelles ha votato all’alba. Washington ha storto il naso poco dopo. La scena, in fondo, è familiare: l’Europa scrive regole, l’America misura i costi, le Big Tech contano i commi. Il nuovo pacchetto Omnibus sull’intelligenza artificiale, approvato dall’Unione Europea come intervento di semplificazione dell’AI Act, nasce con una promessa lineare. Meno burocrazia, più competitività. È il messaggio rilanciato da Roberta Metsola e Ursula von der Leyen, che hanno salutato l’intesa come un equilibrio tra innovazione e tutele, tra crescita industriale e protezione dei cittadini.

La formula è elegante. La realtà, come spesso accade a Bruxelles, ha più pieghe.

L’Europa rinvia l’AI Act e alza il muro contro i deepfake sessuali

Bruxelles ha chiuso all’alba. I palazzi europei, a quell’ora, hanno sempre un’aria un po’ teatrale: qualche luce accesa, corridoi quasi vuoti, tazze di caffè dimenticate sui tavoli, comunicati limati all’ultima riga. Questa volta il tema era l’intelligenza artificiale, che in Europa riesce spesso nel raro prodigio di sembrare futuristica e notarile nello stesso momento.

L’accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio sul pacchetto Omnibus digitale muove due leve precise. Da una parte irrigidisce le tutele contro i deepfake sessuali. Dall’altra rinvia alcuni degli obblighi più pesanti previsti dall’AI Act. Protezione e pausa: il titolo politico è questo.

Papa Leone XIV e l’intelligenza artificiale: un anno di pontificato agostiniano nell’era dei modelli linguistici

Dal “Cor inquietum” di Agostino alle GPU: come il primo Papa americano sta ridefinendo il rapporto tra Chiesa, tecnologia e dignità umana.

Esattamente un anno fa, l’8 maggio 2025, dalla Loggia Centrale delle Benedizioni di San Pietro si affacciava per la prima volta Robert Francis Prevost, il primo pontefice statunitense della storia e il primo agostiniano a sedersi sulla cattedra di Pietro. La sua prima parola al mondo fu “pace”. La seconda cosa che il mondo imparò di lui fu che si chiamava Leone XIV. E fu in quel preciso momento che qualcuno, nei corridoi della Santa Sede ma anche nelle redazioni di mezzo mondo, cominciò a domandarsi: Leone come Leone XIII, il Papa della “Rerum Novarum”? Sì, esattamente. Il segnale era inequivocabile, e per chi si occupa di tecnologia e innovazione era un segnale molto, molto interessante.

AI tra sovranità, energia e democrazia: al Senato il futuro digitale italiano si gioca su un equilibrio sottile

Palazzo Madama si trasforma per un giorno in una sorta di laboratorio strategico dove l’intelligenza artificiale smette di essere una buzzword e diventa una questione di potere, infrastrutture e, sorprendentemente, anche di democrazia. Alla conferenza “AI Italia. L’AI tra innovazione e sovranità digitale”, organizzata da Engineering, il messaggio che rimbalza tra politica e industria è uno solo: l’AI non è più tecnologia, è geopolitica applicata.

Il mondo di ieri

Cristina Di Silvio & Antonio Dina

La metamorfosi del legame transatlantico non è un evento improvviso, ma un processo di erosione silenziosa, simile a quelle faglie geologiche che accumulano tensione per decenni prima di manifestarsi in superficie. Non si tratta mai di una rottura puntuale quando si osservano sistemi storici di lunga durata, ma di una lenta perdita di coerenza interna tra livelli che un tempo erano sincronizzati. Per comprendere la traiettoria che ci ha condotto al disordine strategico del 2026, occorre spogliare la cronaca della sua veste emotiva e osservare i dati nella loro nudità strutturale: la quota europea nel PIL globale è passata dal 25% del 1990 a circa il 15% odierno, mentre gli Stati Uniti hanno mantenuto una tenuta relativa grazie a un ecosistema tecnologico che non rappresenta più soltanto un vantaggio competitivo, ma la vera infrastruttura primaria della loro proiezione di potenza globale. Questa trasformazione non è un semplice spostamento di peso economico tra aree del mondo. È la manifestazione visibile di un fenomeno più profondo: la riconfigurazione dei criteri stessi attraverso cui si misura la potenza. Dove prima contava la produzione industriale, oggi conta il controllo delle infrastrutture invisibili che rendono possibile la produzione stessa. In questa transizione, il sistema non “sceglie” un nuovo equilibrio: lo subisce come esito necessario della propria evoluzione interna.

Monaco 2026, “Under Destruction”: la settimana in cui l’Europa si è guardata allo specchio

Per l’Unione europea quella appena passata è stata una di quelle settimane in cui si ha la sensazione che la storia stia bussando alla porta con una certa insistenza. Prima il Consiglio informale di Alden Biesen, nelle Fiandre. Poi l’European Industry Summit ad Anversa. Infine, la tappa più simbolica: la Munich Security Conference. Sul tavolo, una domanda che suona quasi esistenziale: come può l’Europa restare competitiva e strategicamente rilevante in un mondo stretto tra Stati Uniti e Cina?

Draghi a Lovanio: l’Europa tra nostalgia e potere, ovvero perché il mercato non basta più

L’aula dell’Università di Lovanio, mentre Mario Draghi riceve la laurea honoris causa, non ascolta un discorso celebrativo ma una diagnosi piuttosto lucida, a tratti spietata, sullo stato dell’Europa. Il messaggio, semplificando senza tradirne il senso, suona più o meno così: il mondo è cambiato, le regole anche e l’Unione Europea rischia seriamente di restare con un manuale di istruzioni di un prodotto ormai fuori catalogo.

La National Security Strategy di Trump: il pragmatismo “America First” che non è una dichiarazione di guerra all’Europa

Quando la nuova National Security Strategy di Donald Trump è arrivata sulle scrivanie delle redazioni, molti commentatori hanno reagito come se fosse stata diffusa una dichiarazione di guerra all’Europa. Le prime pagine hanno parlato di una Washington decisa a “strangolare Bruxelles”, a “umiliare la NATO”, a “chiudere il secolo atlantico”. In realtà, basta leggere il documento con calma e con un minimo di ironica diffidenza giornalistica per accorgersi che l’Europa non è affatto il nodo centrale di questa strategia. È citata, sì, ma quasi di passaggio (2 pagine verso la fine del documento). Il vero obiettivo del testo, scritto con tono muscolare e con una certa teatralità tipica del trumpismo, si trova altrove.

Anatomia dei primi 100 giorni di Trump: Groenlandia, dazi e autoritarismo

Nel suo ritorno alla Casa Bianca, Donald Trump ha rilanciato l’idea di un nuovo “Liberation Day”, una giornata simbolica per affrancare aziende e consumatori americani da quelli che definisce “trattamenti ingiusti” dei partner commerciali. Dietro la retorica nazionalista, però, si cela una strategia politica ed economica che rischia di riscrivere gli equilibri mondiali. Con una politica economica fondata su dazi aggressivi e una politica estera che strizza l’occhio all’espansionismo — dalle pretese sulla Groenlandia al controllo del Canale di Panama — Trump apre la strada a una nuova stagione di autoritarismo. Una stagione che potrebbe ispirare leader come Vladimir Putin in Ucraina, Xi Jinping su Taiwan e Benjamin Netanyahu in Medio Oriente, alimentando una destabilizzazione globale senza precedenti.

White Paper. Il nuovo disordine globale: Trump, la Cina e l’Intelligenza Artificiale alla conquista del futuro

Cento giorni fa, Donald Trump è tornato alla Casa Bianca con l’imponenza di un elefante in una cristalleria, pronto a ribaltare l’ordine mondiale che lui stesso aveva contribuito a plasmare. Con la promessa di un “Liberation Day”, ha dichiarato guerra ai suoi “cattivi partner commerciali” e ha sognato di annettersi territori che nemmeno il più sfrenato imperialismo avrebbe mai osato immaginare. Mentre Trump gioca a Risiko, il mondo risponde con una combinazione letale di panico, dazi e – ovviamente – intelligenza artificiale.

Christine Lagarde e l’AI: la rivoluzione economica che l’Europa non può perdere

L’intelligenza artificiale rappresenta una delle più grandi opportunità – e sfide – per l’Europa nei prossimi decenni. A sottolinearlo è Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea (BCE), in un discorso pronunciato durante una conferenza sull’AI organizzata dalla BCE. Con un tono pragmatico ma determinato, Lagarde ha delineato un futuro in cui l’Europa non può permettersi di restare indietro, come accaduto con la rivoluzione digitale di Internet, evidenziando i profondi cambiamenti che l’intelligenza artificiale porterà in termini di produttività, lavoro e disuguaglianze sociali.

L’Europa alla prova dell’AI e dell’energia: Draghi traccia la rotta per la competitività del futuro

L’Europa si trova davanti a una sfida esistenziale, un bivio che definirà il suo ruolo nel panorama globale dei prossimi anni. Energia, intelligenza artificiale e innovazione industriale sono i tre pilastri su cui si gioca il futuro del continente. A sottolinearlo con chiarezza è Mario Draghi, intervenuto al Parlamento per discutere il suo Rapporto sulla competitività europea.

Europa, il bivio del mercato unico. Letta avverte: “Senza integrazione siamo una colonia americana”

L’Europa è a un bivio decisivo: rimanere frammentata e vulnerabile agli interessi esterni oppure accelerare l’integrazione economica per diventare un attore globale. È questo il monito lanciato da Enrico Letta, intervistato da Il Sole 24 Ore, a proposito del suo rapporto sul futuro del mercato unico europeo. L’ex premier italiano avverte che, senza una svolta strutturale, l’UE rischia di restare una colonia economica degli Stati Uniti e di non essere in grado di competere con Cina e altre potenze emergenti.

stop Cyber Command sulla Russia

Il Pentagono frena il Cyber Command sulla Russia: scelta rischiosa per gli USA?

Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ordinato al Cyber Command degli Stati Uniti di sospendere la pianificazione di operazioni informatiche e di intelligence contro la Russia.

Europa, tra crisi e rinascita: la visione di Brunetta per un’Unione più forte

L’Unione Europea ha sempre trovato la propria forza nelle crisi. La celebre citazione di Jean Monnet, secondo cui l’Europa si costruisce attraverso le soluzioni adottate nelle difficoltà, risuona oggi più attuale che mai. Renato Brunetta, presidente del CNEL, ha ripreso questo concetto in un contributo rilasciato a Il Sole 24 Ore il 21 febbraio 2025, evidenziando come l’Italia abbia spesso giocato un ruolo centrale nel delineare le risposte più efficaci ai momenti di svolta della costruzione europea.

Giorgia Meloni negli Usa: energia, difesa, tecnologia e “caso Sala” al centro del vertice (personale) con Trump

La visita lampo di Giorgia Meloni negli Stati Uniti, presso la residenza privata di Donald Trump in Florida, pur avendo avuto un taglio strettamente privato, si è svolta in un clima riservato e produttivo. Pur avendo avuto un taglio strettamente privato e, sebbene, il motivo principale del viaggio, come riportato da diverse fonti, sia stato il tema relativo al “sequestro” da parte dell’Iran della giornalista italiana Cecilia Sala (attualmente detenuta nel carcere di Evin, con la generica accusa di “aver violato le leggi della Repubblica islamica”), l’incontro ha messo al centro temi cruciali per i rapporti bilaterali Italia-Usa. Un incontro che ha posto le basi per un rafforzamento delle relazioni transatlantiche in un momento cruciale per la sicurezza globale, l’innovazione tecnologica e la transizione energetica.

Janet Yellen: nuove sanzioni degli Stati Uniti contro la Russia

Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen, ha annunciato martedì che gli Stati Uniti stanno preparando una nuova ondata di sanzioni mirate a limitare l’accesso della Russia a beni critici per il suo apparato militare. Queste misure, che potrebbero essere annunciate già la prossima settimana, rappresentano l’ultimo capitolo di una serie di restrizioni volte a indebolire la capacità della Russia di sostenere i suoi sforzi bellici attraverso un controllo più rigoroso delle risorse vitali.

Un caffe al Bar dei Daini: Alternative für Deutschland (AfD) risultato storico elezioni statali in Germania

L’Alternative für Deutschland (AfD) ha ottenuto un risultato storico nelle recenti elezioni statali in Germania, vincendo per la prima volta in un’elezione regionale dal dopoguerra. In Turingia, l’AfD ha raggiunto il 33,1% dei voti, mentre in Sassonia si è classificata seconda con il 30,5%, dietro all’Unione Cristiano-Democratica (CDU) che ha ottenuto il 31,6%.

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