Marietje Schaake, nel suo libro The Tech Coup: How to Save Democracy from Silicon Valley, si immerge senza filtri nella realtà più scomoda della politica digitale contemporanea. Chi pensava che la Silicon Valley fosse solo sinonimo di innovazione e start-up brillanti, qui scopre un panorama che ricorda più una cospirazione sistemica che un ecosistema tecnologico. Schaake, forte della sua esperienza pluridecennale come membro del Parlamento Europeo e oggi docente a Stanford, denuncia un fenomeno che definisce un vero e proprio colpo di stato tecnologico: il trasferimento di potere dai governi eletti a pochi colossi privati. Non è un eccesso retorico, ma un’osservazione documentata, con casi concreti e una nitida analisi delle dinamiche di potere digitali.

Il libro centra l’attenzione su come funzioni dello Stato, dalla sicurezza nazionale alla gestione delle infrastrutture critiche, siano state progressivamente esternalizzate. La sovranità pubblica viene erosa silenziosamente, con decisioni cruciali che passano ora tra le mani di consigli di amministrazione privati. L’assenza di trasparenza e di responsabilità democratica diventa un nodo gordiano, con conseguenze dirette sul dibattito pubblico, sulla protezione dei dati dei cittadini e sulla capacità dei governi di regolamentare efficacemente. Schaake non lascia spazio all’ingenuità: l’illusione che la tecnologia sia intrinsecamente democratizzante è stata una trappola in cui i governi sono caduti con ottimismo ingenuo.

Tra gli esempi più inquietanti, l’autrice cita l’uso di spyware come Pegasus per sorvegliare giornalisti e dissidenti, e il ruolo dei social media nel modellare opinioni politiche con algoritmi opachi e quasi invincibili per gli organi di controllo pubblici. Il tema dell’asimmetria di risorse emerge con chiarezza: le aziende possiedono capitali, talenti e infrastrutture computazionali che superano di gran lunga quelli dei regolatori, creando una dinamica di potere quasi inevitabilmente sbilanciata. Non è solo una questione di tecnologia, ma di governance e di capacità dello Stato di difendere l’interesse pubblico in una realtà digitale sempre più complessa e interconnessa.

Schaake spinge il lettore verso una riflessione non banale: la soluzione non è frenare l’innovazione, ma assoggettarla a regole chiare e vincolanti. L’autrice propone un approccio normativo simile a quello di settori tradizionalmente critici, come automotive e farmaceutico, con standard di sicurezza indipendenti, test di terze parti e massima trasparenza sugli algoritmi che influenzano la vita quotidiana dei cittadini. La sua visione include una governance tecnologica globale, che superi la frammentazione legislativa e crei coalizioni internazionali capaci di ristabilire un equilibrio tra potere privato e autorità pubblica.

Il libro funziona come una sveglia: la democrazia non è solo minacciata da guerre convenzionali o crisi economiche, ma anche dal silenzioso accumulo di potere da parte di poche aziende che controllano informazioni, dati e capacità computazionale senza contropotere democratico reale. Schaake non si limita a descrivere il problema, ma propone strumenti concreti per renderlo gestibile, invitando a una cultura politica che finalmente consideri la tecnologia digitale non come una risorsa neutra, ma come un’arena di potere critica, soggetta a regole rigorose e a responsabilità pubblica.

In ultima analisi, The Tech Coup è un testo provocatorio, tecnico e lucido. Combina l’esperienza politica europea con una visione globale dei rischi digitali, sottolineando come la sopravvivenza della democrazia nell’era digitale dipenda dalla capacità dei governi di riappropriarsi di funzioni fondamentali, di regolare efficacemente le piattaforme e di difendere l’interesse pubblico da logiche puramente corporative. La sfida non è solo tecnologica, ma profondamente politica e culturale, e Schaake la mette sul tavolo con la precisione di un chirurgo e l’ironia tagliente di chi sa che l’ottimismo ingenuo non basta più.

Marietje Schaake, “The Tech Coup: How to Save Democracy from Silicon Valley“, 2024, New York: PublicAffairs, euro 27,50

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