Ricavi a 64,6 miliardi di dollari nel terzo trimestre 2026, mentre gli investimenti raggiungono 34,9 miliardi e superano la liquidità generata dalle attività operative. Meta conferma fino a 145 miliardi di Capex per l’anno. La pubblicità continua a crescere, ma l’infrastruttura AI cambia gli equilibri finanziari del gruppo.
Meta continua a crescere a ritmi sostenuti, ma il costo della sua espansione nell’intelligenza artificiale comincia a modificare in modo significativo la struttura dei flussi finanziari. Nel terzo trimestre 2026, il gruppo guidato da Mark Zuckerberg ha registrato ricavi per 64,6 miliardi di dollari, in aumento del 26% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre gli investimenti in infrastrutture, server e capacità computazionale hanno raggiunto 34,91 miliardi. Il risultato è un free cash flow negativo per 2,12 miliardi di dollari, contro i 10,63 miliardi positivi di un anno prima.
È il dato più interessante di una trimestrale che conferma la solidità del business pubblicitario, ma mostra anche quanto rapidamente stia crescendo il capitale necessario per sostenere la strategia AI del gruppo.
La cassa generata dalle attività operative è aumentata del 9,3%, raggiungendo 32,79 miliardi di dollari. Gli investimenti, tuttavia, hanno superato questa cifra, assorbendo integralmente le risorse prodotte nel trimestre e portando il free cash flow sotto zero.
Il confronto con il secondo trimestre rende ancora più evidente la dinamica: tra aprile e giugno Meta aveva registrato 31,08 miliardi di investimenti e conservato un free cash flow positivo, seppure ridotto a 784 milioni. Nel trimestre successivo, nonostante un ulteriore aumento della cassa operativa, l’accelerazione del Capex ha determinato il passaggio in territorio negativo.

La pubblicità cresce, ma aumentano anche i costi
Il motore economico di Meta rimane la pubblicità digitale. Nel terzo trimestre le impression pubblicitarie sono aumentate del 10% e il prezzo medio per inserzione del 14%, confermando la capacità del gruppo di monetizzare una base di utenti che ha raggiunto 3,64 miliardi di persone attive quotidianamente sulle proprie applicazioni.
Meta attribuisce parte di questi miglioramenti all’impiego dell’intelligenza artificiale nei sistemi di raccomandazione, nella personalizzazione dei contenuti e nell’efficienza della distribuzione pubblicitaria. Ed è proprio questo il principale argomento industriale a sostegno della strategia di Zuckerberg: gli investimenti AI non sono destinati soltanto a sviluppare nuovi modelli e prodotti, ma anche a rafforzare la redditività delle piattaforme esistenti.
La crescita dei ricavi, tuttavia, non si traduce in un analogo incremento della redditività operativa. L’utile operativo è sceso a 12,99 miliardi di dollari, rispetto ai 20,54 miliardi dello stesso trimestre del 2025, mentre il margine operativo è passato dal 40% al 20%.
Su questo risultato, va detto, pesa un onere straordinario di 9,89 miliardi di dollari, legato all’accordo con i procuratori generali statunitensi sulle controversie relative alla salute mentale degli adolescenti. Escludendo tale componente, l’utile operativo sarebbe stato pari a 22,88 miliardi, in crescita dell’11% su base annua.
Anche al netto dell’onere giudiziario, tuttavia, il margine operativo sarebbe stato inferiore a quello dell’anno precedente, segnalando una pressione sui costi che non può essere spiegata soltanto dagli elementi straordinari.
Fino a 145 miliardi di investimenti nel 2026
Meta ha confermato che il Capex dell’intero 2026, inclusi i pagamenti di capitale relativi ai leasing finanziari, sarà compreso tra 135 e 145 miliardi di dollari, restringendo verso l’alto la precedente previsione di 130-145 miliardi.
La società ha inoltre indicato che continuerà a investire aggressivamente anche nel 2027, per sostenere sia la crescita delle attività tradizionali sia lo sviluppo dei nuovi prodotti AI.
L’espansione richiede risorse destinate all’addestramento dei modelli, all’inferenza, ai data center e alle infrastrutture necessarie a distribuire i servizi a una platea potenzialmente molto ampia. Zuckerberg sostiene che questi investimenti stiano già producendo benefici economici attraverso una maggiore efficacia pubblicitaria, pur riconoscendo che le nuove iniziative AI richiederanno più tempo per generare ritorni rispetto alle attività consolidate.
Il gruppo dispone ancora di una posizione finanziaria considerevole, con 82,45 miliardi di dollari tra liquidità e titoli negoziabili alla fine di settembre. Il free cash flow trimestrale negativo non indica quindi, di per sé, una difficoltà di finanziamento.
Rende però più evidente una trasformazione: la crescita dell’intelligenza artificiale sta richiedendo investimenti che, almeno nel trimestre appena concluso, superano la capacità di autofinanziamento operativo di Meta.
La questione per i prossimi trimestri non sarà soltanto quanto cresceranno i ricavi grazie all’AI, ma quanto capitale sarà necessario per ottenere quella crescita e in quale misura il gruppo continuerà a finanziarla con la liquidità prodotta dalla pubblicità.
È una distinzione sempre più importante per comprendere l’economia delle grandi piattaforme tecnologiche, impegnate in programmi infrastrutturali di dimensioni senza precedenti.
.

Fonte: Meta Platforms, Third Quarter 2026 Results, 21 ottobre 2026. Dati relativi al trimestre concluso il 30 settembre 2026. Il Capex comprende i pagamenti di capitale sui finance lease; il free cash flow è una misura finanziaria non-GAAP riconciliata dalla società con i dati del rendiconto finanziario.