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Industria. L’Europa si è svegliata in ritardo e la realtà parla cinese

Transizione ecologica, sostenibilità, neutralità climatica e regolamentazione digitale. Sono questi i temi di cui abbiamo discusso in Europa negli ultimi anni con la serenità di chi immagina che la globalizzazione sia una specie di servizio automatico sempre disponibile. Poi le fabbriche potevano chiudere lentamente, la produzione industriale poteva spostarsi altrove, l’energia poteva diventare più costosa e la burocrazia più sofisticata. In fondo il vecchio continente restava convinto di essere ancora il centro gravitazionale dell’economia mondiale.

Poi è arrivata la realtà. E la realtà, ultimamente, parla soprattutto cinese.

Dazi, rinvii e nervi tesi: l’Europa tratta con Trump mentre l’auto teme il 25%

Fumata nera a Bruxelles. L’intesa commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti, discussa nel formato interistituzionale che riunisce Consiglio, Commissione ed Eurocamera, non è arrivata. Il via libera slitta. Bruxelles, però, promette tempi rapidi e indica una nuova scadenza: 19 maggio. Il calendario, in questi casi, è una forma di diplomazia.

Bruxelles alleggerisce l’AI Act, Washington sbuffa: l’Omnibus apre un nuovo fronte digitale

Bruxelles ha votato all’alba. Washington ha storto il naso poco dopo. La scena, in fondo, è familiare: l’Europa scrive regole, l’America misura i costi, le Big Tech contano i commi. Il nuovo pacchetto Omnibus sull’intelligenza artificiale, approvato dall’Unione Europea come intervento di semplificazione dell’AI Act, nasce con una promessa lineare. Meno burocrazia, più competitività. È il messaggio rilanciato da Roberta Metsola e Ursula von der Leyen, che hanno salutato l’intesa come un equilibrio tra innovazione e tutele, tra crescita industriale e protezione dei cittadini.

La formula è elegante. La realtà, come spesso accade a Bruxelles, ha più pieghe.

L’Europa rinvia l’AI Act e alza il muro contro i deepfake sessuali

Bruxelles ha chiuso all’alba. I palazzi europei, a quell’ora, hanno sempre un’aria un po’ teatrale: qualche luce accesa, corridoi quasi vuoti, tazze di caffè dimenticate sui tavoli, comunicati limati all’ultima riga. Questa volta il tema era l’intelligenza artificiale, che in Europa riesce spesso nel raro prodigio di sembrare futuristica e notarile nello stesso momento.

L’accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio sul pacchetto Omnibus digitale muove due leve precise. Da una parte irrigidisce le tutele contro i deepfake sessuali. Dall’altra rinvia alcuni degli obblighi più pesanti previsti dall’AI Act. Protezione e pausa: il titolo politico è questo.

DMA, Silicon Valley e Bruxelles: Teresa Ribera rivendica la “rivoluzione gentile” dell’Europa digitale

L’Europa non corre, ma cammina con passo deciso. E se qualcuno a Bruxelles viene accusato di lentezza, Teresa Ribera Rodríguez , Commissaria europea per la concorrenza, risponde con un mezzo sorriso istituzionale: meglio arrivare con le prove in mano che inciampare nella fretta. Al forum European Pulse organizzato da POLITICO a Barcellona, la commissaria ha difeso con fermezza e, diciamolo, anche con una certa eleganza retorica, il percorso dell’Unione Europea nella regolazione delle Big Tech.

Bruxelles mette ChatGPT sotto la lente: OpenAI verso le regole dei giganti del web

Bruxelles ha deciso che forse l’intelligenza artificiale non è solo un brillante assistente digitale, ma qualcosa di molto più simile a una porta d’ingresso verso Internet. E quando diventi una porta d’ingresso, in Europa, finisci inevitabilmente sotto regolamentazione.

Difesa europea in versione startup: con AGILE Bruxelles accelera su AI e innovazione

L’Europa scopre il fascino della velocità. Non quella delle auto sportive, ma quella dei cicli di innovazione tecnologica, che nel mondo contemporaneo fanno la differenza tra chi guida il cambiamento e chi lo rincorre. Con il lancio del programma AGILE da 115 milioni di euro, la Commissione europea prova a trasformare il modo in cui il continente sviluppa e adotta tecnologie per la difesa, con un approccio che strizza l’occhio più alle startup che ai tradizionali iter burocratici.

Sovranità digitale, l’Europa prende tempo ma alza la posta: il piano su cloud, chip e IA slitta ad aprile

Sovranità digitale è la parola che nel 2026 risuona nei corridoi di Bruxelles con la stessa frequenza con cui qualche anno fa si pronunciava transizione verde. Il concetto è semplice da enunciare e molto meno da realizzare: controllare infrastrutture, dati e tecnologie strategiche in un mondo dominato da piattaforme statunitensi e hardware asiatico.

Lagarde verso l’uscita anticipata dalla BCE? Tra Macron, Merz e l’ombra di Le Pen, l’euro entra in campagna elettorale

Quando si parla di Banca Centrale Europea si immaginano grafici sull’inflazione, tassi di interesse e comunicati scritti con la cautela di un notaio. Poi arriva un’indiscrezione del Financial Times e la politica bussa alla porta di Francoforte con un certo rumore.

L’Europa al bivio. Dal One Market Act all’Unione dei capitali, la strategia per non rimanere schiacciati tra Washington e Pechino

Al castello fiammingo di Alden Biesen, sotto una pioggia che sembrava perfetta per ricordare ai leader europei che il clima non è l’unica cosa a essere cambiata negli ultimi anni, è andato in scena qualcosa di più di un ritiro informale sulla competitività. È stato, nei fatti, un momento di verità per l’Unione europea. Mario Draghi ed Enrico Letta hanno messo sul tavolo una diagnosi severa e una proposta ambiziosa: se l’Europa non accelera ora su mercato unico, investimenti, energia e intelligenza artificiale, rischia di trasformarsi definitivamente in un campo di gioco per le strategie industriali di Stati Uniti e Cina.

Le gigafactory dell’intelligenza (e dei quanti): perché l’Europa ha deciso di costruire il suo futuro a colpi di supercalcolo

Per anni l’Europa ha parlato di sovranità tecnologica con la stessa convinzione con cui si parla di dieta a gennaio: molta buona volontà, pochi fatti concreti. Ora, però, qualcosa si muove davvero. Il Consiglio dell’Unione Europea ha appena aperto la strada alla creazione delle cosiddette gigafactory per l’intelligenza artificiale, infrastrutture di calcolo pensate per addestrare i modelli di nuova generazione e, soprattutto, per ridare all’industria europea un po’ di peso specifico nella partita globale dell’AI. E come se non bastasse, dentro questo nuovo disegno c’è anche un pilastro dedicato alle tecnologie quantistiche, cioè a quella che potrebbe essere la prossima rivoluzione dopo l’AI.

120 milioni di euro e un account cancellato: così è scoppiata la guerra fredda tra Bruxelles e l’America MAGA

Immaginate di entrare in un’arena digitale dove da un lato c’è un continente intero che cerca di domare il caos online con regole ferree e dall’altro un miliardario che brandisce la libertà di espressione come uno scudo a stelle e strisce. È lo spettacolo che si è consumato questa settimana, con la Commissione Europea che ha calato la mannaia su X, la piattaforma di proprietà di Elon Musk, comminando una multa da 120 milioni di euro per violazioni del Digital Services Act (DSA), la normativa europea che mira a creare un ambiente online più sicuro e trasparente, contrastando i contenuti illegali e la disinformazione e proteggendo i diritti fondamentali degli utenti, con l’obiettivo, tra le altre cose, di regolare il Far West dei social. Non è solo una questione di soldi perché, diciamolo francamente, 120 milioni di euro per il patrimonio di Musk sono poco più di una mancia. Qui stiamo parlando di visioni del mondo opposte: da un lato l’Europa che scommette sulla responsabilità condivisa, dall’altro l’America di Trump, con il suo spirito MAGA, che difende l'”anarchia digitale” come baluardo contro ogni tipo di interferenza. E mentre Bruxelles celebra un primo passo, colpendo il mancato rispetto delle disposizioni stabilite nel DSA, la ritorsione arriva sotto forma di un account pubblicitario chiuso: un gesto che sa di ripicca, ma che illumina le crepe di un Atlantico sempre più diviso.

Europa: BEI e Commissione puntano a cinque gigafactory per la sovranità tecnologica

La Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti (BEI) hanno deciso di fare sul serio. Non più progetti pilota, roadmap o strategie in PDF: ora il passo è concreto, operativo, persino industriale. Con la firma di un nuovo memorandum d’intesa, Bruxelles e la BEI mettono formalmente in comune risorse, competenze e, soprattutto, capacità finanziarie per accelerare la costruzione delle prime gigafactory europee dedicate all’intelligenza artificiale.

Sovranità digitale europea? A Berlino vince ancora l’asse franco-tedesco

Ieri il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno riunito i ministri digitali dell’Ue per parlare di “sovranità digitale europea”. Peccato che, come al solito, la voce che conta sia stata soprattutto una: quella franco-tedesca.

Il triangolo geopolitico dell’AI: libertà selvaggia, regole di ferro o controllo totale? REPORT

In un mondo dove l’AI genera testi più eloquenti di un discorso presidenziale e immagini capaci di ingannare persino i più esperti, molto probabilmente la domanda che dobbiamo porci non è più se regolare questa tecnologia, ma come. Viviamo, inutile nascondercelo, in un’arena geopolitica dove l’Europa brandisce il righello della compliance come un monito biblico, gli USA accelerano a tavoletta sul binario dell’innovazione “libera per tutti” (o quasi) e la Cina orchestra un balletto tra sorveglianza e supremazia tecnologica.

Europa, stretta sui social: età minima 16 anni e divieto di algoritmi che creano dipendenza

Età minima digitale di 16 anni in Ue per social media, divieto automatico delle pratiche più dannose che creano dipendenza nei minori, norme sulle tecnologie e le pratiche persuasive come la pubblicità mirata, il marketing degli influencer, il design che crea dipendenza, i loot box e i dark pattern. Sono questi i contenuti della relazione adottata dalla commissione per il Mercato interno del Parlamento europeo, con 32 voti a favore, 5 contrari e 9 astensioni, in cui esprime preoccupazione per l’incapacità delle principali piattaforme online di proteggere i minori e mettono in guardia dai rischi legati alla dipendenza, alla salute mentale e all’esposizione a contenuti illegali e dannosi.

Xiaomi sferra un pugno negli occhi al mercato degli occhiali AI

Sorpresa. Non da poco, e non da tutti. Xiaomi, la multinazionale cinese delle meraviglie elettroniche, è appena entrata a gamba tesa nel mercato degli occhiali intelligenti. Un settore che molti definiscono ancora di nicchia, ma che in realtà è il nuovo terreno di scontro per chi vuole presidiare il futuro del computing personale. Una guerra silenziosa fatta di microchip, lenti e assistenti vocali, dove chi ha il controllo dell’ecosistema può riscrivere le regole del gioco. Sì, perché qui non si vendono solo gadget: si piantano bandiere nel campo minato dell’intelligenza artificiale indossabile.

AI Act: 44 Ceo europei chiedono una retromarcia a Bruxelles

Da Airbus a BNP Paribas, cresce la pressione sul legislatore europeo: “Così l’Europa resterà indietro nella corsa globale all’AI”. Ma Bruxelles è davvero pronta ad allentare le maglie della legge più severa al mondo sull’intelligenza artificiale?

Bruxelles vuole strangolare internet: il Digital Networks Act è il cavallo di Troia dei nuovi oligopoli

Inizia tutto come una carezza semantica, come sempre a Bruxelles: parole come “resilienza”, “razionalizzazione” e “equità” che sembrano uscite dal manuale del perfetto burocrate del XXI secolo. Peccato che sotto questa patina da ufficio stampa, il cosiddetto Digital Networks Act (DNA) riveli la sua vera natura: un attacco chirurgico, e tutt’altro che accidentale, al cuore stesso della rete europea. Non una riforma, ma una riconfigurazione strutturale del mercato digitale che punta a concentrare, centralizzare e — diciamolo chiaramente — sterilizzare la pluralità che oggi definisce l’Internet nel Vecchio Continente.

White Paper. Il nuovo disordine globale: Trump, la Cina e l’Intelligenza Artificiale alla conquista del futuro

Cento giorni fa, Donald Trump è tornato alla Casa Bianca con l’imponenza di un elefante in una cristalleria, pronto a ribaltare l’ordine mondiale che lui stesso aveva contribuito a plasmare. Con la promessa di un “Liberation Day”, ha dichiarato guerra ai suoi “cattivi partner commerciali” e ha sognato di annettersi territori che nemmeno il più sfrenato imperialismo avrebbe mai osato immaginare. Mentre Trump gioca a Risiko, il mondo risponde con una combinazione letale di panico, dazi e – ovviamente – intelligenza artificiale.

AI Continent Action Plan, Capitolo II Europa continente dell’intelligenza artificiale o continente delle burocrazie?

L’ultima trovata della Commissione Europea si chiama AI Continent Action Plan e, se la retorica dovesse corrispondere alla realtà, ci troveremmo già nel pieno della seconda rivoluzione industriale digitale, made in Europe. Henna Virkkunen, eurodeputata finlandese e voce tra le più entusiaste, ha dichiarato che “L’intelligenza artificiale è il cuore della competitività, della sicurezza e della sovranità tecnologica dell’Europa.” Fa effetto, certo. Ma l’entusiasmo istituzionale è spesso inversamente proporzionale all’esecuzione pratica delle politiche UE.

Il piano, presentato il 9 aprile 2025, mira a cavalcare l’ondata AI per trasformare un’Unione lenta, divisa e normativamente labirintica in un “leader globale” nel settore. L’ambizione è tanta, ma la realtà è, come sempre, più intricata. La Commissione tenta di poggiare il suo piano su cinque pilastri: infrastrutture computazionali, accesso a dati di qualità, sviluppo di algoritmi e adozione strategica, formazione di talenti e guarda un po’ semplificazione normativa.

Ursula von der Leyen e la guerra dei pixel: perché una tassa europea sulla pubblicità digitale è una mina sotto il cloud delle Big Tech


Non è una guerra commerciale, è una partita a Risiko giocata da boomer vestiti da statisti, con le aziende tech americane al centro del bersaglio. Apple si è già beccata il primo colpo, ma ora anche Meta e Google rischiano di vedere i loro margini evaporare tra i fumi di ritorsioni e nuove fantasiose imposte pensate a Bruxelles, con la stessa lucidità con cui si sceglie il karaoke di fine anno in un ente pubblico.

Ursula von der Leyen, che evidentemente ha deciso di iniziare la campagna elettorale con l’eleganza di un colpo di mazza sul tavolo delle relazioni transatlantiche, ha proposto una tassa sui ricavi pubblicitari delle aziende statunitensi. Non sui profitti, attenzione, ma sui ricavi. Il che, per chi mastica un po’ di business, è come tassare l’aria condizionata di un ristorante e non il conto. È una misura punitiva, non una riforma. È una provocazione fiscale mascherata da giustizia economica, e come ogni provocazione, rischia di ottenere l’effetto opposto.

ProtectEU: la nuova strategia europea per la sicurezza interna nell’era delle minacce ibride

In un mondo in cui le minacce alla sicurezza si evolvono rapidamente, l’Europa si prepara a un cambiamento epocale con ProtectEU, la nuova strategia per la sicurezza interna presentata dalla Commissione Europea. Annunciata dalla presidente Ursula von der Leyen nelle sue linee guida politiche, questa iniziativa ambiziosa mira a rafforzare la capacità dell’Unione Europea di proteggere i suoi cittadini, affrontando sia le minacce tradizionali che quelle emergenti in un panorama geopolitico sempre più complesso. Con un approccio che coinvolge l’intera società, ProtectEU si propone di rivoluzionare il modo in cui l’Europa gestisce la sicurezza interna, promuovendo una cooperazione più profonda, strumenti legali più rigorosi e una maggiore condivisione delle informazioni.

Ue: 1,3 miliardi per AI, cybersecurity e competenze digitali

La Commissione europea stanzierà 1,3 miliardi di euro per la diffusione di tecnologie critiche di importanza strategica per il futuro dell’Europa e per la sovranità tecnologica del continente attraverso il programma di lavoro per l’Europa digitale (Digital) per il periodo 2025-2027 adottato oggi.

Europa, il bivio del mercato unico. Letta avverte: “Senza integrazione siamo una colonia americana”

L’Europa è a un bivio decisivo: rimanere frammentata e vulnerabile agli interessi esterni oppure accelerare l’integrazione economica per diventare un attore globale. È questo il monito lanciato da Enrico Letta, intervistato da Il Sole 24 Ore, a proposito del suo rapporto sul futuro del mercato unico europeo. L’ex premier italiano avverte che, senza una svolta strutturale, l’UE rischia di restare una colonia economica degli Stati Uniti e di non essere in grado di competere con Cina e altre potenze emergenti.

L’UE accusa Google e Apple di violare il Digital Markets Act: una nuova frontiera per la concorrenza digitale

La Commissione Europea ha lanciato un nuovo attacco a due dei colossi tecnologici più potenti del pianeta, Google e Apple, accusandoli di violare le normative imposte dal Digital Markets Act (DMA), la legge pensata per garantire un mercato digitale più equo e competitivo in Europa. Le accuse, se confermate, potrebbero avere un impatto significativo sulle operazioni di entrambe le aziende, ma anche sulle loro strategie future, in un contesto già teso di sanzioni e sfide legali.

La terza bozza del Codice di condotta dell’UE per i modelli di intelligenza artificiale: più flessibilità, ma non senza dubbi

È ufficiale: la Commissione Europea ha pubblicato la terza bozza del Codice di condotta per i modelli di intelligenza artificiale (IA) di uso generale. Una versione più evoluta rispetto alle precedenti, che promette di semplificare e adattare le linee guida per il settore in modo meno prescrittivo, ma senza eliminare le problematiche che, già dalle prime reazioni, sembrano non essere del tutto risolte. Un documento che ha scatenato opinioni contrastanti tra esperti e attivisti, il cui esito finale dipenderà dalla pressione dei gruppi di interesse che, come prevedibile, si intensificherà nella fase finale di stesura.

Un passo verso l’efficienza, o l’ennesima burocrazia che ingessa l’innovazione? La risposta non è semplice, e, come sempre, la verità si nasconde tra le righe di un testo che potrebbe definire il futuro dell’IA in Europa.

L’Ue lancia il Piano per l’auto. La sfida della rivoluzione verde tra ritardi e veicoli autonomi

L’industria automobilistica europea si trova a un bivio cruciale, stretta tra la necessità di recuperare terreno nella corsa globale ai veicoli autonomi e l’urgenza di rispettare ambiziosi obiettivi ambientali. Il 5 marzo 2025, a Bruxelles, il commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha lanciato un appello chiaro: “Dobbiamo riconquistare la nostra leadership nei veicoli alimentati dall’intelligenza artificiale, connessi e automatizzati. Cina e Stati Uniti sono più avanti di noi”.

Rearm Europe: l’audace piano di Ursula von der Leyen per una difesa europea unita

In un momento di crescente incertezza geopolitica, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato un piano ambizioso per rafforzare le capacità di difesa dell’Unione Europea. Il nuovo strumento finanziario, denominato “Rearm Europe“, prevede un investimento di 150 miliardi di euro per supportare gli Stati membri nel potenziamento delle loro capacità difensive. Questo fondo, istituito ai sensi dell’articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE), permetterà di fornire prestiti garantiti dal bilancio dell’UE senza la necessità di passare dal Parlamento Europeo, accelerando così il processo decisionale.

Clean Industrial Deal: la Ue tra ambizione e compromessi. Basterà a rilanciare l’industria europea?

L’Unione Europea ha svelato il tanto atteso Clean Industrial Deal, un piano che punta a rilanciare la competitività industriale del continente con una ricetta basata su meno vincoli ambientali, più aiuti di Stato e un’opzione Buy European per contrastare la pressione di Stati Uniti e Cina. Accanto a questo pacchetto, Bruxelles ha presentato misure per ridurre la burocrazia e un piano per abbassare le bollette energetiche delle imprese, due elementi cruciali per rendere il contesto industriale europeo più dinamico.

Europa, tra crisi e rinascita: la visione di Brunetta per un’Unione più forte

L’Unione Europea ha sempre trovato la propria forza nelle crisi. La celebre citazione di Jean Monnet, secondo cui l’Europa si costruisce attraverso le soluzioni adottate nelle difficoltà, risuona oggi più attuale che mai. Renato Brunetta, presidente del CNEL, ha ripreso questo concetto in un contributo rilasciato a Il Sole 24 Ore il 21 febbraio 2025, evidenziando come l’Italia abbia spesso giocato un ruolo centrale nel delineare le risposte più efficaci ai momenti di svolta della costruzione europea.

Draghi al Parlamento Europeo: “non si può dire di no a tutto, fate qualcosa”

Nel suo recente intervento al Parlamento Europeo a Bruxelles, l’ex presidente della Bce ed ex premier italiano Mario Draghi ha lanciato un appello urgente per l’Europa, sottolineando la necessità di agire rapidamente per non rimanere indietro nella corsa tecnologica e geopolitica globale. Le sue dichiarazioni, pronunciate durante la Settimana Parlamentare Europea 2025, hanno messo in luce le sfide che l’Unione Europea deve affrontare per mantenere la propria competitività e sicurezza economica.

L’Europa si è imposta i propri dazi: Mario Draghi e la necessità di una svolta radicale

L’Europa non deve più guardare agli Stati Uniti come il principale ostacolo alla sua crescita economica. Secondo Mario Draghi, l’ex premier italiano ed ex presidente della Banca Centrale Europea, il problema è interno: è l’Europa stessa ad aver imposto dazi su sé stessa, bloccata da un eccesso di burocrazia e regolamentazione.

In un intervento sulle colonne del Financial Times, Draghi lancia un monito forte e chiaro: per il Vecchio Continente è arrivato il momento di un “cambiamento radicale”. Le attuali politiche, spiega, non hanno garantito né prosperità economica né stabilità finanziaria, né tantomeno maggiore autonomia nazionale.

Il problema principale?

La Commissione Europea ritira la Direttiva sulla Responsabilità dell’IA (AILD): Quali prospettive per il Futuro?

Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha intrapreso un percorso ambizioso per regolamentare l’intelligenza artificiale (IA), mirando a bilanciare l’innovazione tecnologica con la tutela dei diritti dei cittadini. Questo viaggio normativo ha visto l’introduzione di proposte chiave come l’AI Act e la Direttiva sulla Responsabilità dell’IA (AILD).

L’AI Act, considerato il primo quadro giuridico orizzontale sull’IA, è stato proposto nell’aprile 2021 con l’obiettivo di affrontare i rischi associati all’IA e fornire requisiti chiari per sviluppatori, utilizzatori e utenti, modulati in base al livello di rischio delle applicazioni

Parallelamente, nel settembre 2022, la Commissione Europea ha presentato la proposta di Direttiva sulla Responsabilità dell’IA, mirata ad armonizzare le regole sulla responsabilità civile non contrattuale per i danni causati da sistemi IA.

Questa direttiva intende garantire che le persone danneggiate da sistemi IA ricevano lo stesso livello di protezione di coloro che subiscono danni da altre tecnologie, facilitando l’onere della prova per i richiedenti attraverso meccanismi come la divulgazione delle prove per i sistemi IA ad alto rischio e presunzioni confutabili

L’Unione Europea Inizia a Far Rispettare la Prima Ondata di Restrizioni sull’Intelligenza Artificiale

Il 2 febbraio 2025 segna un punto di svolta importante nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale (AI) in Europa. La scadenza del 2 febbraio ha visto l’entrata in vigore della prima serie di restrizioni previste dall’AI Act dell’Unione Europea, un provvedimento normativo che stabilisce regole precise per l’uso dell’AI, cercando di minimizzare i rischi derivanti dalle tecnologie avanzate. Questo atto si pone come una risposta alla crescente preoccupazione globale sull’impiego di AI in contesti che potrebbero mettere in pericolo i diritti fondamentali degli individui.

Automotive: von der Leyen lancia il piano industriale europeo

L’industria automobilistica europea si trova a un bivio cruciale. Oggi, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dato il via a un dialogo strategico con i leader del settore, le parti sociali e gli stakeholder principali, ponendo le basi per un piano d’azione volto a rafforzare e innovare uno dei pilastri fondamentali dell’economia continentale.

La Bussola per la Competitività: il piano Ue per l’Innovazione, l’AI e la Decarbonizzazione

La Commissione Europea accelera (finalmente) sulla competitività con un piano ambizioso che prevede un taglio della burocrazia fino al 35% per imprese e Pmi, un rafforzamento delle politiche di decarbonizzazione e un sostegno strategico all’innovazione, con un focus particolare sull’Intelligenza Artificiale. Questi sono i punti chiave della Bussola per la Competitività, presentata ieri dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Il documento programmatico, redatto in linea con le raccomandazioni di Mario Draghi, definisce le direttrici per il prossimo mandato e punta a “riaccendere il motore dell’innovazione europea”.

Von der Leyen a Davos: l’Europa al centro del dibattito globale su energia, innovazione e geopolitica

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si recherà la prossima settimana a Davos per partecipare alla riunione annuale del Forum economico mondiale. Parteciperanno anche i Vicepresidenti esecutivi Ribera, Virkkunen e Séjourné, insieme ai Commissari Šefcovic, Dombrovskis, Hoekstra, Kubilius, Kos, Síkela, Roswall, Serafin, Jørgensen e Tzitzikostas.

Microsoft e Google accettano lo status di “Gatekeeper” dell’Ue: l’Atto sui mercati digitali prende piede

In una mossa decisiva che riflette gli sforzi sempre più intensi dell’Unione Europea nel regolamentare i giganti della tecnologia, Microsoft e Google hanno deciso di accettare la designazione di “gatekeeper” ai sensi dell’Atto sui Mercati Digitali (DMA). Questa decisione segna un passo importante nell’iniziativa più ampia dell’UE per contrastare il potere delle grandi aziende tecnologiche, assicurando che promuovano la concorrenza leale e creino ecosistemi più amichevoli per gli utenti nel panorama digitale.

Eu: entra in vigore la legge sulla cyber resilienza

Oggi entra in vigore la legge sulla cyber resilienza, un atto legislativo fondamentale. Si tratta di un importante passo avanti negli sforzi dell’UE volti a proteggere i suoi cittadini e le sue imprese dalle minacce informatiche.

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